'I consigli di quartiere siano espressione popolare e non l'emanazione del consiglio comunale'

Intervento della lista civica 'Casale Cuore del Monferrato' in vista della discussione di questa sera nell'aula di palazzo San Giorgio

CASALE MONFERRATO

Dal coordinamento di 'Casale Cuore del Monferrato' riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento, firmato da Roberto Quirino. Elena Sassone. Assunta Prato. Davide Sorisio. Marco Rossi e Francesco Martinotti, sui consigli di quartiere della cui istituzione si discuterà questa sera, giovedì 10 ottobre, in consiglio comunale.

“Apprendiamo in queste ore – scrivono gli esponenti di 'Cuore' – che dopo la richiesta di delucidazioni del PD all’Amministrazione Riboldi, sullo stato di attuazione dei 10 punti programmatici da realizzare nei primi 100 giorni, giovedì 10 ottobre il Consiglio Comunale affronterà la ricostituzione dei Comitati di quartiere. Non possiamo che essere contenti che questo momento sia giunto, essendo proprio i Comitati di Quartiere la base per la partecipazione attiva che avevamo proposto come fulcro del nostro programma”.

“Ci auguriamo che la risposta che la maggioranza di governo di questa città darà, sarà un vero regolamento di partecipazione popolare e non una frettolosa riedizione di una delle tante bozze prodotte negli scorsi 5 anni e giacenti presso gli uffici comunali”.

“Perché diciamo questo? Semplice, la prima bozza di regolamento (che potrete trovare sulla nostra pagina facebook “Casale Cuore del Monferrato”) che proponemmo già nel novembre 2014, tramite i nostri esponenti, all’Amministrazione Palazzetti, non vide mai la luce a causa dei sui contenuti “rivoluzionari” e mal digeriti da alcune componenti della maggioranza”.

“E quali sarebbero questi contenuti scioccanti che non permisero mai di reistituire i quartieri?

1. l’elezione diretta dei membri del Comitato tramite consultazione popolare, aperta a tutti i cittadini residenti nel quartiere e che abbiano compiuto il 16esimo anno di età;

2. il confronto preventivo tra il Comitato e l'Amministrazione per la programmazione di interventi che interessano le realtà di quartiere, dei servizi di interesse collettivo, del Bilancio di previsione, degli atti di programmazione urbanistica, della gestione dei servizi comunali e dei problemi del territorio in generale”;

“Questi sono gli unici elementi che possono garantire, qualunque sia la forma che questa Amministrazione vorrà dare ai nuovi Comitati di Quartiere, che essi siano un vero organo di partecipazione cittadina, di scelte condivise, e di democrazia popolare che garantisca che i Comitati di Quartiere siano aggregazioni territoriali apartitiche, caratterizzate da comuni radici storiche ed urbanistiche atte a promuovere la partecipazione democratica dei cittadini alla vita del Comune e del quartiere stesso”.

“Se il Sindaco Riboldi, che è anche il titolare della delega al decentramento, rispolverasse le nostre vecchie bozze in questo senso non potrebbe che incontrare il nostro assenso, in caso contrario, se il tentativo fosse solo quello di rispondere ad un attacco politico della minoranza, proponendo dei Comitati di quartiere che fossero semplicemente l’emanazione del Consiglio Comunale e non l’espressione popolare, la nostra battaglia contro questa decisione sarebbe ferma e immediata”.

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