Gian Marco Centinaio: 'Valorizziamo il brand Italia e orgogliosi del nostro Tricolore'

L'incontro icon il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo, organizzato dalla sezione cittadina della Lega nei locali della Filarmonica

CASALE MONFERRATO

“Orgogliosi del Tricolore e valorizzare il brand Italia”. È questo il messaggio lanciato sabato pomeriggio in Filarmonica dal ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo Gian Marco Centinaio, ospite della sezione cittadina del suo partito, la Lega. Un incontro aperto dagli interventi del deputato Lino Pettazzi e del capogruppo alla Camera Riccardo Molinari e moderato dal capogruppo in consiglio comunale e candidato vicesindaco Emanuele Capra. Numeroso il pubblico presente, fra cui il sindaco Titti Palazzetti e diversi rappresentanti delle associazioni di categoria del territorio.

Centinaio ha iniziato spiegando perché il suo ministero ha accorpato due deleghe piuttosto diverse come l'agricoltura e il turismo: “Perché sono i due settori di eccellenza dell'Italia, per cui è riconosciuta nel mondo. Ovunque il nostro Paese è conosciuto per l'enogastronomia (la più apprezzata al mondo, assieme a quella giapponese) e la bellezza dei suoi luoghi. Un solo ministero può aiutare a valorizzarli entrambi”.

“Non dobbiamo essere chiusi in noi stessi – ha poi proseguito il ministro Centinaio – dobbiamo valorizzare il brand Italia, essere orgogliosi del Tricolore. Nei giorni scorsi abbiamo firmato gli accordi e i protocolli con la Cina per la Via della Seta: ci hanno criticato, ma le potenzialità sono enormi. Basti pensare che il 50% dei cinesi non sa nulla dell'Italia (in un sondaggio c'è perfino chi ha collocato la Tour Eiffel a Roma) e dei 150 milioni di cinesi che viaggiano per turismo solo un milione e mezzo viene in Italia. I nostri vini sono al quarto posto, con il 7%, fra quelli importati in Cina, dopo la Francia (che ha il 50%) e, perfino, dopo il Cile e la Nuova Zelanda. Capite, dunque, che i margini di crescita sono veramente enormi”.

Poi la difesa dell'eccellenza italiana contro le contraffazioni e le pessime imitazioni (il cosidetto italian sounding, di cui è simbolo il celebre e famigerato 'parmesan') che tolgono esportazioni e fatturato alle nostre aziende, un accenno ai dazi dell'amministrazione Trump che inevitabilmente spingono i produttori italiani a rivolgersi ad altri mercati, in primis quello cinese”.

Ma per sfruttare le potenzialità che i mercati internazionali offrono, sia per l'agricoltura e l'enogastronomia che per il turismo, è necessario partire dalla formazione: “Le scuole devono preparare giovani competenti che siano come 'diamanti grezzi', che le aziende possono far crescere e valorizzare”.

 

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