'Casa di Riposo, sconfessata dalla Regione la linea Botta: ora il cda ci ripensi'

Nuovo intervento del presidente dell'Associazione Soci Sostenitori Pier Luigi Pilotti: 'Agire in fretta e senza condivisione non porta mai a risultati soddisfacenti'

CASALE MONFERRATO

È ancora polemica sulla decisione di trasformare la Casa di Riposo di Casale Monferrato in un'azienda di servizi alla persona, avvenuta con una deliberazione del consiglio di amministrazione nella tarda serata di lunedì 15 ottobre. Ora, dopo che la Regione Piemonte ha evidenziato come in quella delibera di trasformazione della Casa di Riposo sia assente l’indicazione dell’opzione scelta, invitando il cda “ad effettuare una verifica dei requisiti e della successiva disciplina applicabile a tale processo di trasformazione”, l'Associazione Soci Sostenitori Casa di Riposo torna alla carica con questo intervento firmato dal presidente Pier Luigi Pilotti, che pubblichiamo integralmente.

“La fretta e la forza – scrive Pilotti – sono da sempre cattive consigliere. E così è stato anche in occasione del processo di trasformazione della Casa di Riposo di Casale Monferrato in Azienda di Servizi alla Persona, avvenuta con deliberazione n. 23/2018 del Consiglio di Amministrazione dell’Ente (con il voto favorevole di soli tre consiglieri – espressione di Comune e ASL – su cinque) assunta in data 15 ottobre”.

“L’Associazione dei Soci Sostenitori ha immediatamente presentato un’istanza di annullamento in autotutela della suddetta deliberazione, sollevando la sussistenza di vari elementi che determinerebbero l’illegittimità di tale atto”.

“Tra questi in particolare è stato sottolineato come nella decisione assunta dal Consiglio dell’Ente sia stata violata la previsione della legge regionale 12/2017 secondo cui l’Ente ha la possibilità di scegliere di trasformarsi nelle varie forme previste dall’art.4, motivando la ragioni di tale scelta”.

“E proprio alla luce di tale osservazione, nella giornata di lunedì, l’Ufficio competente della Regione Piemonte ha evidenziato come nella delibera di trasformazione della Casa di Riposo in Azienda di Servizi alla Persona sia assente l’indicazione dell’opzione scelta, invitando il Consiglio ad effettuare una verifica dei requisiti e della successiva disciplina applicabile a tale processo di trasformazione”.

“Tale comunicazione da parte della Regione Piemonte conferma dunque l’insussistenza della stravagante e del tutto personale interpretazione giuridica del Presidente Botta con cui nei giorni e nelle ore precedenti all’approvazione della delibera di trasformazione dell’Ente rispondeva alle osservazioni sollevate da Soci Sostenitori, Commissione di Vigilanza e Garanzia del Comune di Casale e dagli stessi membri del Consiglio di Amministrazione dell’Ente. Secondo Botta, infatti, la Casa di Riposo aveva un’unica opzione (la trasformazione in Azienda di Servizi alla Persona) in quanto questa compariva per prima nelle alternative poste dalla legge regionale”.

“Ma tale indicazione rappresenta anche un significativo campanello d’allarme: agire in maniera frettolosa e priva di condivisione non porta mai a risultati soddisfacenti per nessuna delle parti coinvolte”.

“Ci auguriamo pertanto che i membri del Consiglio dell’Ente fino ad oggi convinti della strada intrapresa ripensino le loro posizioni e accettino la proposta di avviare un serio percorso di studio e analisi di tutte le opzioni messe a disposizione dalla Legge regionale 12/2017, coinvolgendo tutte le parti interessate a partire da Soci Sostenitori e Commissione di Vigilanza e Garanzia del Comune (che ancora attende una risposta sul perché si sia proceduto senza prendere in considerazione la richiesta di sospensione della votazione del nuovo Statuto deliberata a maggioranza assoluta in data 15 ottobre)”.

“Come Soci Sostenitori siamo pronti a contribuire in maniera produttiva al buon esito del più volte richiesto processo di istruttoria che riteniamo necessario al fine garantire che la nuova struttura della Casa di Riposo continui ad assicurarne la natura di perno dell’azione assistenziale della città e del territorio monferrino, evitandone la trasformazione in mero strumento nelle mani della politica”.

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