'5 minuti con...' Marco Rossi

L'intervista con il candidato sindaco della lista civica Casale Cuore del Monferrato

CASALE MONFERRATO

Per la nostra rubrica '5 minuti con...' intervistiamo Marco Rossi, candidato a sindaco della lista civica Casale Cuore del Monferrato: “Un gruppo di persone – spiega – dalle più svariate estrazioni, provenienti da mondi diversi della politica e sociale, che si è strutturato in un laboratorio di confronto per aiutare la cittadinanza per redigere progetto organico e condiviso che guardi al territorio e al futuro, scevro da ogni politicismo”.

Quali sono i punti fondamentali del programma? “Escludendo le ovvietà, al primo punto cittadinanza e partecipazione attiva che si concretizzerà nel bilancio partecipativo. Poi la politica delle entrate: rivedere tutto l'impianto di tassazione in modo che si più progressivo, un piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo, lotta all'evasione e ricerca e utilizzo di fondi regionali, nazionali ed europe. Infine, il terzo punto, un'urbanistica sostenibile, a lungo raggio, almeno 10-15 anni”.

Di seguito pubblichiamo il programma integrale della lista civica Casale Cuore del Monferrato.

DAL BISOGNO AL SOGNO

Programma per le elezioni amministrative 2019 di Casale Monferrato del candidato a sindaco Marco Rossi

Dal bisogno al Sogno”

“Casale Cuore del Monferrato” si presenta alle cittadine e ai cittadini di Casale Monferrato per cambiare nel profondo questa città.

Questo documento non vuole rappresentare il tipico e ben conosciuto elenco di promesse e spese atte solo a catturare il voto dell’elettore o a perseguire politiche di basso profilo portate avanti sempre più spesso in questi anni.

Vogliamo intraprendere un percorso realistico, progressivo e ideale che porti alla realizzazione del nostro “Sogno” di città a venire, partendo dai bisogni personali e comunitari. Un “Sogno” che nasce non dalla rincorsa dei desiderata utili a creare consenso, ma dal pensiero che i bisogni di tutti i cittadini, che spesso vengono visti come elemento negativo e di cruccio, possano essere reinterpretati in chiave positiva come fulcro di rinnovamento e di ristrutturazione dell’ambiente circostante per realizzare un progetto alternativo, basato sui pilastri della partecipazione, della programmazione, dell’ecologia e della trasparenza; in altre parole su un’idea alternativa di società.

Siamo convinti che un’altra città (una città democratica e partecipata, ecologica e rinnovata, accogliente e includente, laica e giusta, sostenibile e generosa, culturalmente aperta e creativa, che non lasci svuotare di senso le istituzioni democratiche) si costruisca solo collettivamente e ogni giorno con il contributo di ognuna e ognuno di noi, con un vero e grande coinvolgimento popolare che parte da chi è più a rischio di esclusione, con l’ascolto e la partecipazione, con il confronto, il coraggio, la fantasia e la buona amministrazione.

I nostri punti fermi per amministrare la città ribaltano, quindi, l’attuale visione partendo in primo luogo dalla partecipazione per toccare i temi di casa, lavoro, beni comuni, giustizia fiscale, ambiente e mobilità, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, difesa degli spazi sociali, riappropriazione e riutilizzo del patrimonio pubblico e privato abbandonato. Un quadro coerente e sinergico attraverso il quale sviluppare una città nuova e prospettica.

La città non è un affare per pochi, ma lo spazio pubblico dove ognuna e ognuno di noi possa vedere riconosciuti i propri bisogni per realizzare la città per tutti.

Per questo nel nostro programma non tratteremo di quelli che dovrebbero essere gli ovvi e dovuti obblighi di una Amministrazione che voglia ottemperare al principio costituzionale di comportarsi da “buon padre di famiglia”; doveri come le manutenzioni rimarranno priorità immediate e costanti del nostro agire, per le quali non ci sono da fare propagande o promesse elettorali in quanto sono il minimo di ogni amministratore pubblico, a questo vogliamo aggiungere un sogno di futuro.

La nostra azione di governo si articolerà quindi su quattro direttrici principali, volte a realizzare a loro volta diversi obiettivi, che possiamo così riepilogare:

CITTADINANZA ATTIVA

Il tema della partecipazione è da sempre un punto su cui ogni forza politica si spende ad ogni appuntamento elettorale, ma che spesso rimane declinato solamente a parole o supercificialmente con piccoli atti.

Vogliamo realizzare un sistema di riforma del modo di fare amministrazione a Casale Monferrato che permetta una stabile, costante e attiva partecipazione, di ogni cittadino, in un processo di crescita individuale e collettivo che porti a conoscere non solo i propri bisogni, ma quelli della collettività e a individuare, progettare e realizzare insieme all’amministrazione le soluzioni possibili più adeguate.

Questo percorso ci permetterà non solo di rappresentare coloro che ci avranno sostenuto, ma ci garantirà di dare risalto e forza anche alle voci di chi non si è mai espresso prima, è scontento del rapporto che esiste tra la politica e il cittadino o la pensa diversamente. In questo modo potremo dare piena attuazione al paragrafo conclusivo dell’articolo 118 della costituzione che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

Partecipazione diretta

Primo e imprescindibile passo per garantire la cittadinanza attiva è quello di recuperare una partecipazione diretta dei cittadini. Per fare questo intendiamo attivare, entro i primi sei mesi di mandato, nuovi spazi di confronto (analoghi ai vecchi comitati di quartiere) che permettano di recuperare il rapporto tra l’amministrazione e i cittadini. A partire dalla legge finanziaria del 2007, i comitati di quartiere, come li conoscevamo, sono stati aboliti, tuttavia è possibile creare organi di partecipazione diretta dei cittadini e di integrazione dei residenti extracomunitari che svolgano un ruolo biunivoco di collegamento tra gli stessi e l’Amministrazione Comunale. Vogliamo favorire un processo di riavvicinamento di ogni singolo individuo alla vita attiva della comunità per contrastare il sempre più degradante processo di distacco dalla politica e da tutto ciò che è amministrazione e gestione del territorio e del Bene Comune.

Punti cardine di questo progetto saranno:

- l’elezione diretta non solo del Consiglio di Quartiere, ma anche del Presidente dello stesso;

- l’effettiva collaborazione dei Comitati di Quartiere con l’amministrazione Comunale e con tutte le realtà di azione associativa presenti sul territorio;

- la capillarizzazione dell’informazione da e per il cittadino che deve sempre essere il vero cardine della pianificazione della città;

- il coinvolgimento anche dei giovani alla gestione del proprio Quartiere e quindi della città stimolando la formazione di una maggiore messa in pratica della coscienza civica;

- la trasparenza nella gestione dei Comitati di Quartiere;

- la realizzazione di sistemi per favorire l’aggregazione e la partecipazione dei cittadini ai Comitati di Quartiere;

- la pressoché totale assenza di costi per l’amministrazione comunale.

Partecipazione attiva

Il secondo passo da compiere nel percorso della partecipazione, dopo aver recuperato i luoghi di confronto e dialogo, è quello di creare sistemi che consentano ai cittadini di lavorare in maniera costante e proficua. Per questo intendiamo approvare, entro i primi sei mesi di mandato, il regolamento per la cittadinanza attiva, già proposto da noi nello scorso mandato, ma ignorato dalle altre forze presenti in Consiglio Comunale.

Con questo regolamento vogliamo:

- promuovere l’impegno volontario e la cittadinanza attiva;

- orientare i cittadini verso un maggior impegno sociale, attraverso il coinvolgimento attivo nella vita della comunità, dedicando tempo e competenze allo svolgimento di compiti di utilità sociale;

- favorire pratiche di responsabilità e restituzione civica nelle persone che, in condizioni di temporanea difficoltà, beneficiano di servizi/sostegni pubblici;

- sostenere servizi e progettualità dell’Amministrazione, potenziando le risorse comunitarie, da attivare nella realizzazione di progetti di sostegno a persone in difficoltà e le reti informali a supporto degli interventi di cura.

Grazie a questo strumento potremo permettere la diffusione non solo delle buone pratiche dell'impegno sociale e la socializzazione tra i diversi livelli culturali, anagrafici, economici e sociali della città, ma anche della conoscenza delle funzioni amministrative dell'ente e della sua burocrazia, troppe volte vista come un mero ostacolo alla realizzazione dei sogni individuali o collettivi; essa è strumento di pianificazione, di tutela e di sostegno alla realizzazione delle progettualità. Lavorando insieme è possibile cementare i rapporti tra generazioni, ceti e diversità.

Bilancio partecipativo

Dopo aver realizzato i primi due punti sopra espressi e avendo così permesso una diffusione di coscienza e conoscenza della propria città, delle necessità individuali e collettive e degli strumenti che l'amministrazione offre, ultima tappa per giungere ad una piena realizzazione della cittadinanza attiva sarà partecipare alla redazione del documento più importante di ogni Ente e che ne detta le direttrici e cioè il bilancio di previsione triennale.

Individueremo quindi un budget definito e progressivamente più grande, all'interno del bilancio comunale, per il quale i cittadini saranno chiamati a confrontarsi e a decidere su come spenderlo grazie agli strumenti dei comitati di quartiere e della cittadinanza attiva.

Crediamo che questo sistema sia il solo che, con pazienza e partecipazione, permetterà di superare le competizioni individuali e di portare ad una città viva e padrona delle proprie scelte.

LA CITTA' CHE SOGNIAMO

Urbanistica sostenibile

Lo sviluppo estensivo delle città, come lo si conosceva un tempo, è ormai concluso da anni e ciò che ci rimane sono città che continuano a crescere nelle periferie nascondendo al loro interno enormi cicatrici di aree abbandonate o in disuso; generando fenomeni di degrado, abbandono e pericolosità.

Anche Casale non ne è immune, come molte città è ancora legata ad un piano regolatore concepito per accompagnare una crescita esponenziale della città che avrebbe dovuto raggiungere i 70.000 abitanti e che non teneva minimamente conto di tutti quelli che sono gli aspetti ambientali, di salute e sostenibilità con cui oggi dobbiamo fare i conti.

Per questo è necessario agire con coraggio e determinazione e rivedere l'intero piano regolatore della città, ammettendo che Casale ha attraversato e sta attraversando un momento di crisi, ma usando questa debolezza come opportunità per ripensare a un nuovo modello di città con le sue frazioni.

La città che immaginiamo si riappropria degli spazi in un’ottica di ottimizzazione e di esaltazione del contesto ambientale e urbanistico. Per questo dobbiamo pensare ad un blocco del consumo del suolo e delle nuove costruzioni in favore della ristrutturazione ed il riuso degli insediamenti abbandonati (siano essi residenziali o produttivi),incentivandoli con una politica fiscale accompagnatoria che vedremo nel proseguo del programma. Accanto a questo caposaldo ridisegneremo un Comune che crescerà secondo le direttrici dell'integrazione verde, del policentrismo, della mobilità,dell'accessibilità, dell'accoglienza, della salute e della crescita.

- L'integrazione verde verrà realizzata proponendo un modello a misura di uomo, dove il traffico veicolare verrà ripensato per favorire aree verdi anche all'interno del centro storico, mettendo in collegamento i diversi e numerosi bacini naturali della città e coordinandone la crescita e la manutenzione sfruttando l'uso delle risorse in loco (come i pozzi per l'irrigazione invece dell'acqua dell'acquedotto) e ripensandoli per dare spazio a nuove progettazioni più sostenibili e a minor impatto manutentivo per diminuire i costi e ampliare le superfici.

- Il policentrismo sarà il cardine del ripensamento cittadino per invertire uno sviluppo che ha causato l'arricchimento urbano di alcune aree cittadine a fronte di un impoverimento e spopolamento di intere altre zone. Ciò che vogliamo proporre è un sistema di sviluppo equilibrato delle diverse aree di Casale che si intersechi con il modello di città diffusa che tratteremo tra poco. Per far questo dovremo anche decidere come contrastare l'abbandonodegli immobili. L’obiettivo non è solo quello di evitare il degrado urbano, ma di utilizzare tutti gli immobili a disposizione. In caso di abbandono e in assenza di collaborazione da parte della proprietà prevederemo la possibilità di attuare procedimenti per l’attribuzione a tali beni di una destinazione pubblica, di interesse pubblico o generale, attraverso forme di incentivi e/o di requisizione temporanea. Più precisamente, proponiamo di introdurre anche a Casale Monferrato una previsione di 90 giorni di tempo per la presentazione del piano di recupero e una sanzione pari a 200€ per metro quadro nei casi di inadempienza. Poiché l’obiettivo non è quello di colpire i piccoli proprietari, si proporremo di limitare la sanzione solo agli immobili di proprietà che superino una certa superficie. Questa azione riguarda il patrimonio privato, ma deve valere in prima battuta per il patrimonio pubblico, per una sua valorizzazione sociale, ambientale ed economica: individuazione di percorsi partecipati per l’individuazione di progetti di recupero e destinazioni d’uso dei beni pubblici (es alloggi popolari, centri ricreativi).

- La mobilità dovrà essere la connessione tra i due punti precedenti, realizzando una rete di infrastrutture di mobilità ciclabile che vada a completare gli antichi, ma mai terminati progetti, per fornire alla città una rete circolare di connessione tra tutte le aree cittadine con percorsi a raggiera che connettano i vari quartieri al centro. Accanto a questo dovrà esserci una rivisitazione del traffico veicolare per ridurre l'accesso al centro cittadino con la realizzazione di punti di interscambio alle diverse porte della città ove i mezzi privati potranno essere parcheggiati e da lì usufruire di un servizio di trasporto pubblico locale rinnovato. Tale servizio dovrà abbandonare le logiche di servizio residuale dedicato solo a studenti e limitate fasce di popolazione, e divenire un sistema di trasporto leggero, con mezzi di dimensioni limitate, a basso impatto ambientale ed elettrici, con corse e tratte aumentate al fine di sostenere e sostituire, ma senza ripercussioni sui cittadini, le limitazioni al traffico. Infine si dovrà continuare a lottare per la ristrutturazione del sistema di trasporto ferroviario che risulta essere uno dei possibili volani non solo per la mobilità sostenibile e la riduzione dell'inquinamento, ma anche per lo sviluppo economico e l'attrazione di investimenti.

- L'accessibilità verrà declinata con un censimento di tutte le barriere architettoniche pubbliche e private presenti in città e un piano organico pubblico-privato per la loro rimozione.

- La salute è un progetto in corso ormai da anni a Casale, città capitale della lotta all'amianto, tuttavia non vogliamo fermarci alla sola bonifica, opera meritoria e salvifica, ma insufficiente poichè non considera l'opportunità che ancora una volta una catastrofe ci offre e cioè quella della riqualificazione e rigenerazione urbana che deve puntare alla sostituzione e alla rimozione di questo nefando materiale con materiali tecnologici e verdi in grado di produrre energia, ridurre i consumi e limitare gli sprechi.

- L'accoglienza e la crescita saranno invece i frutti raccolti grazie alle realizzazioni precedenti. Una città a misura di uomo, verde, vivibile, che cresce armoniosamente e senza differenze areali, che offre possibilità di aggregazione, di rifugio e un ambiente sano e salubre non può che essere una attrazione forte, di richiamo e di modello che potrà invertire il continuo calo demografico e incentivare la crescita famigliare offrendo un sogno di futuro alle nuove famiglie.

CASALE "CUORE" DEL "MONFERRATO"

Città diffusa

Casale deve uscire dalla logica di centro zona o capitale padrona del territorio, richiusa in un confronto a volte costruttivo e a volte antagonistico tra i suoi poco meno di 35000 abitanti e gli altrettani 35000 abitanti dei Comuni del Monferrato casalese e pensare di essere il cuore pulsante di un territorio a cui può fornire energie, spunti e idee, ma le cui articolazioni di sviluppo strategico, sia sotto il punto di vista economico, che culturale, che ambientale non risiedono solo in lei.

Per fare questo l'unica strada percorribile è quella di prendere spunto dai numerosi servizi territoriali già condivisi con il territorio, valorizzarne i risultati ottenuti e usarli come trampolino per una nuova idea di territorio. Il "sogno" di un Monferrato casalese unito e coordinato che pianifichi e scelga insieme il proprio futuro per ottimizzare le risorse e massimizzare i risultati per l'intera collettività.

Raggiungerlo dovrà portarci a realizzare sistemi simili a quelli della partecipazione attiva, ma tra le varie amministrazioni locali, che superino i campanilismi e le antiche rivalità per un progetto di territorio che si opponga al centralismo delle aree metropolitane, mettendo a frutto come risorsa e potenzialità, e non vivendo come un limite da superare, la grande bellezza e risorsa che sono i numerosi Comuni Monferrini.

Progettazioni e sinergie del territorio

Primo passo per realizzare questo obiettivo è il ripensamento e l'apertura della struttura organizzativa dell'Ente Comune di Casale Monferrato. La riduzione dei dipendenti comunali, la progressiva perdita di professionalità, ma anche la continua richiesta di maggiori specializzazioni, unitamente all'aumento degli adempimenti buracratici e delle giuste richieste di partecipazione e ascolto da parte del cittadino hanno reso l'organizzazione della macchina comunale, così come è attualmente strutturata, vetusta, insufficiente e a volte troppo dispersiva per affrontare le sfide che ci attendono.

Per questo, l'obbligo ormai ineludibile di una riorganizzazione interna deve essere visto come un'opportunità per proporre di risolvere, non solo le criticità interne al nostro Ente, ma anche essere di stimolo e supporto a tutti gli altri Comuni.

Ci impegneremo quindi a proporre, nei primi sei mesi di mandato, un progetto di riorganizzazione dell'Ente per filiere di intervento e gestione dei processi e non per singoli comparti isolati. Accanto a questo avanzeremo ai Comuni circostanti la proposta di rivedere insieme la struttura amministrativa del territorio per provare a realizzare veri e propri centri servizi che possano creare uffici territoriali di gestione economica, urbanistica e di progettazione. In questo modo potremo ottenere diversi risultati:

- una riduzione delle spese di personale su base territoriale grazie alla creazione di uffici centrali che svolgano funzioni collettive

- una corrispettiva liberazione di risorse da poter impiegare sul proprio territorio per tutti gli enti che aderiranno al progetto

- una progettazione sui temi centrali come quelli urbanistici, economici e di realizzazione di opere pubbliche, condiviso su un area più vasta di quella della singola comunità cittadina

- la creazione di un immagine di "Monferrato" unitario che diverrà un unico grande corpo capace di condividere e presentarsi al mondo con una filosofia di pensiero innovativa e di prospettiva

Connettività per un territorio da sviluppare

Nell'affrontare il problema della diffusione dei servizi e della loro accessibilità al cittadino, abbiamo dovuto confrontarci con uno dei temi più importanti in questa nuova epoca e cioè la connettività. La connettività è l'infrastruttura base sulla quale far viaggiare idee, opinioni, servizi e altre numerose attività, oltre che elemento ormai essenziale per ogni tipologia di sviluppo produttivo.

Abbiamo proposto in questi anni delle soluzioni per ovviare ad alcuni dei problemi, come il “digital divide” delle frazioni cittadine, ma ciò non basta.

Quello che vogliamo ottenere è:

- un completamento della cablatura in fibra ottica della città, e di tutti gli edifici pubblici;

- un'azione forte e decisa verso la Regione e lo Stato affinchè il Piano strategico di Banda Ultra Larga non sia solo uno splendido esercizio di stile accademico, ma venga realizzato in toto e senza tergiversare così da permettere una connettività diffusa e sicura di tutto il Monferrato;

- il potenziamento delle aree wi-fi cittadine al fine di poter sfruttare al meglio le potenzialità della rete per migliorare la vita cittadina e incentivare la promozione turistica

- la realizzazione di un nuovo piano antenne e di protocolli di controllo per monitorare e vigilare sul possibile inquinamento elettromagnetico con la realizzazione di aree wi-fi free per coloro che vogliono recuperare un rapporto con se stessi, gli altri e l'ambiente al di fuori del contesto di internet.

Società partecipate per mettere al centro i servizi

A.M.C. e COSMO rappresentano ormai una consolidata esperienza di gestione associata dei servizi pubblici e una riserva di valore e capacità di investimento in un contesto di sempre maggiore difficoltà della finanza pubblica e di sempre maggiore debolezza gestionale delle realtà che ci circondano.

Tuttavia, per troppi anni queste società hanno agito sulla base di una gestione finalizzata a mentenere lo status quo senza pensare a progettualità e linee di sviluppo future sia per migliorare i servizi in essere, come ad esempio la raccolta differenziata, che per prepararsi ad affrontare le grandi sfide per i servizi pubblici come acqua e gas, che da sempre le amministrazioni casalesi hanno cercato di mantenere pubbliche.

Nello scorso mandato amministrativo, pur con difficoltà siamo riusciti a sostenere e portare avanti la realizzazione di alcuni obiettivi iniziali fondamentali, come ad esempio l'acquisizione della porzione di Acquedotto del Monferrato sito in salita sant'Anna (così da superare la disparità di trattamento dei nostri cittadini),la non realizzazione di un raddoppio in larghezza della discarica Bazzani con le conseguenti ricadute negative economiche e ambientali o a iniziare un processo di ristrutturazione interna della società COSMO.

Questi piccoli passi sono un segnale, ma non sono sufficienti.

Ciò che vogliamo proporre è un ripensamento del sistema delle partecipazioni comunali, non solo in AMC e COSMO, ma più in generale, che si basino sul principio che le Società in cui decidiamo di investire non puntino alla realizzazione di profitto, ma all'erogazione di servizi di qualità al minor costo possibile.

Quale è l'utilità di incassare dividendi soggetti a tasse per poi ridistribuirli ai cittadini per aiutarli ad affrontare le difficoltà economiche? Noi preferiamo che quegli utili non vengano ridistribuiti al Comune ma utilizzati direttamente dalle Società per applicare tariffe migliori ai cittadini, investire nel miglioramento delle infrastrutture per ridurre gli sprechi e i costi manutentivi e in ultima istanza per alleggerire la popolazione casalese da quante più incombenze economiche sia possibile.

In questo modo il Comune dovrebbe affrontare meno casi critici, ma soprattutto si tutelerebbe la dignità delle persone che, messe in condizione di usufruire dei servizi migliori e meno cari possibili,non debbano ricorrere agli aiuti pubblici.

POLITICA DELLE ENTRATE

A partire dagli anni ottanta la tassazione personale del reddito in Italia ha subito continue riforme che hanno ridotto drasticamente la progressività delle imposte. Questo processo è avvenuto mentre è aumentata la disuguaglianza: un paese in cui la ricchezza nelle mani del 20% più ricco è pari a circa l’80% di quella totale. Inoltre la povertà non accenna a diminuire. La riduzione della progressività dell’imposizione fiscale è avvenuta in contemporanea ad una drastica riduzione dei trasferimenti dallo Stato agli Enti locali e ai Comuni in particolare. L’aumento dei costi dei servizi colpisce in particolare le famiglie più in difficoltà, esponendole a maggiori rischi di esclusione sociale e costringendo l’amministrazione locale a sempre più difficili investimenti per non intaccare i servizi alla persona.

Per non ridurre fortemente gli investimenti degli ultimi anni, si è attivamente attinto ai cospicui avanzi del passato riducendo drasticamente la possibilità dell’Ente di poter contare su risorse proprie per le progettualità future.

La nuova amministrazione dovrà lavorare all’inversione di questa tendenza facendo di Casale Monferrato un vero laboratorio di giustizia fiscale e che sviluppi competenze, sfruttando il riassetto generale dell’Ente, che dopo la riorganizzazione dovrà essere in grado di realizzare nuove soluzioni, sulla base dell’indirizzo politico, senza arroccarsi sulla staticità della norma o vecchi modi di pensare.

Quando si affronta il tema della fiscalità non si può prescindere dalle 3 funzioni che i tributi hanno: Funzione acquisitiva (garantire entrate correnti necessarie al funzionamento e raggiungimento degli obiettivi perseguiti e assicurare il rispetto degli equilibri di bilancio); Funzione distributiva (la fiscalità condiziona la distribuzione del reddito e della ricchezza tra i contribuenti attraverso la progressività dei tributi); Funzione promozionale (può incentivare una certa condotta dei contribuenti attraverso agevolazioni e penalizzazioni fiscali). In relazione a queste tre funzioni dei tributi, la giustizia fiscale può essere perseguita se:

- l’ente è capace di riscuotere effettivamente le risorse che ciascun contribuente deve pagare;

- le aliquote dei tributi sono effettivamente progressive;

- le agevolazioni fiscali supportano effettivamente le fasce più deboli delle comunità e sono usate solo nei casi di effettivo bisogno di correggere un sistema tributario che redistribuisce o per incentivare investimenti con ricadute positive per la città.

La difficoltà principale nello sviluppare una proposta alternativa è data alla poca discrezionalità nelle scelte fiscali da parte delle amministrazioni locali, ma nonostante questo ci sentiamo di promuovere e promettere la realizzazione di alcune azioni strutturali.

Progressività e ridistribuzione della tassazione comunale

Siamo consapevoli che le limitazioni nazionali consentano modifiche marginali, ma seppur minima, ogni azione è utile ad ottenere risorse fresche ma soprattutto a redistribuirle secondo I principi della nostra stessa Costituzione. Proponiamo quindi di rivedere tutti i regolamenti sui tributi locali, creando, laddove da anni si è deciso di continuare con un prelievo a tassazione unica (IRPEF),scaglioni che alleggeriscano la pressione fiscale sulle fasce a reddito debole e la accrescano su chi ha un maggiore reddito al fine di operare una vera ridistribuzione della ricchezza.

Questa revisione permetterà inoltre di procedere ad una ricognizione di tutte le agevolazioni ed esenzioni fiscali presenti per categoria di contribuente per verificare la possibilità di una loro riduzione, rimodulazione e redistribuzione nell’ottica di una maggiore giustizia fiscale. Un esempio sarà la “Riforma dell’imposta municipale unica IMU”.

Ci proponiamo di istituire un nuovo regolamento IMU che tenga conto dell’idea di Città che vogliamo sviluppare. Lavoreremo fin da subito per arrivare a una riduzione dell’aliquota:

- relativamente alle unità immobiliari possedute dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) di cui all’art. 10 del D.Lgs n. 460 del 1997;

- relativamente agli immobili posseduti e utilizzati direttamente ed esclusivamente dalle micropiccolo- medio imprese (M.P.M.I.) che, successivamente alla data di approvazione del regolamento sulle aliquote dell’imposta municipale propria, abbiano avuto una crescita dimensionale in termini di nuova occupazione - applicabile per tre anni;

-  immobili per l’esercizio di un’attività di libreria, iscritta presso la Camera di Commercio di Alessandria esclusivamente come “Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati” e/o come “Commercio al dettaglio di libri di seconda mano” ;

- immobili direttamente e interamente utilizzati dal proprietario giovane imprenditore di età inferiore ai 40 anni, o concessi in locazione a quest’ultimo, al fine di effettuare nuova attività di impresa, di lavoro autonomo o di startup;

- unità immobiliari concesse in locazione o comodato con regolare contratto registrato ai soggetti affidatari dei servizi di accoglienza integrata destinati a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria. Aliquota in aumento sulle categorie A/1 A/8 e A/9 (case di lusso). Rimarranno comunque in vigore tutte le agevolazioni già presenti o previste dalla legge.

Lotta all’evasione

L’esperienza del passato, compresa quella maturata nell’ultima tornata amministrativa, ci ha convinto che sia fondamentale migliorare e semplificare la capacità di controllo da parte dell’Ente delle situazioni di evasione ed elusione, cercando di recuperare il ritardo negli accertamenti al fine di giungere ad una situazione di attualità sull’evasione che oltre a recuperare risorse ci permetta di utilizzare I dati della stessa per creare una fotografia contemporanea della città per ottimizzare I sistemi di recupero crediti, ma anche di aiuto a coloro che incolpevolmente non riescono a farsi carico della pressione fiscale.

Attivare un percorso di contrasto all’evasione fiscale su tutti i tributi comunali concentrando l’attenzione su residenze false, fabbricati con classamenti non congrui, recupero TARI incrociando dati dei tributi, dell’anagrafe e del SUAP. Istituire un nucleo interno all’Ente dedicato all’evasione ed elusione fiscale, con la creazione di un ufficio riscossioni. Istituire un tavolo di studio antievasione in collaborazione con Comuni che abbiano caratteristiche e casistiche similari da affrontare e con le varie Associazioni di Categoria, nell’ottica della lotta all’evasione ed elusione fiscale.

Promuovere iniziative tese alla diffusione della cultura della legalità tributaria. Lavorare alla costruzione di un nuovo rapporto con il cittadino-contribuente mediante la semplificazione degli adempimenti, una regolamentazione chiara e sintetica, potenziare gli strumenti di dialogo con i cittadini (front office, call center, sito),favorire percorsi di risoluzione delle problematiche in pre-contenzioso evitando di ricorrere ad avvocati e giudici tributari, rafforzare e rendere più flessibili le rateizzazioni, garantire trasparenza e parità di trattamento. Potenziare le professionalità interne mediante percorsi formativi, strumenti hardware e software, attivare convenzioni per la consultazione delle banche dati. Anche la corretta gestione e aggiornamento delle banche dati interne è fondamentale ai fini della riscossione, quindi acquistare, potenziare e rinnovare le dotazioni strumentali, tecniche e tecnologiche e prevedere un budget annuo specifico destinato a detta specifica attività.

Fondi europei, nazionali e regionali

Se la lotta all’evasione e la redistribuzione della tassazione sono due sistemi per reperire risorse ed andare incontro ai bisogni del cittadino è però chiaro che questi due aspetti non possono essere l’unico e il principale volano con cui intercettare risorse fresche per realizzare investimenti e progettualità.

Da troppi anni Casale Monferrato si è basata sopratutto sulle proprie capacità economiche o su un reperimento a singhiozzo e opportunista delle risorse derivanti dai diversi fondi strutturali dei livelli amministrativi.

Riteniamo indispensabile la realizzazione di un ufficio, con risorse umane dedicate ed opportunamente formate, che si occupi di ricercare, filtrare secondo l’indirizzo politico, e realizzare una rete di finanziamenti strutturali e coordinati che permetta di portare nuovo capitale che conceda di realizzare nuovi investimenti o ridurre quelli in essere grazie a fondi esterni. E’ infatti di dominio pubblico che ogni anno, sia a livello europeo, che nazionale, che regionale, tantissime risorse non vengano impiegate e ritornino all’ente di competenza andando sprecate.

Piano Urbano Generale dei Servizi nel Sottosuolo

Un’altra delle risorse mai sfruttate dal nostro Comune è quella del sottosuolo. Da anni è ormai prassi pianificare, regolamentare e tassare l’uso del suolo pubblico. In questo modo oltre alla giusta e doverosa pianificazione della città, si reperiscono risorse da reinvestire.

Tuttavia, fino ad ora nessuno a Casale ha pensato di fare altrettanto con il sottosuolo e andare così non solo a reperire nuove risorse tassando non I cittadini ma le grandi compagnie di servizi, ma anche a pianificare tutte le opere che interessano il sottosuolo, razionalizzandone l’uso e sfruttandolo come potenziale fonte di risorsa economica e di sviluppo tecnologico.

Vogliamo disciplinare con un regolamento i criteri e le modalità per il razionale utilizzo del sottosuolo pubblico e definire le disposizioni a cui devono attenersi le aziende e le imprese erogatrici di servizi tecnologici nell’espletamento degli interventi di posa, ammodernamento e manutenzione di manufatti ed impianti esistenti o di nuova realizzazione che comportano manomissioni al suolo pubblico, con l’obiettivo di fissare le modalità e l’insieme delle azioni autorizzative di intervento in modo da permettere un corretto rapporto tra Ente Pubblico ed Enti gestori dei servizi tecnologici.

In questo modo potremo:

- assicurare la razionalizzazione degli interventi nel sottosuolo comunale

- prescrivere le modalità per:

· la posa in opera di reti o tratti di reti di nuova installazione,

· il rifacimento di quelli esistenti in occasione di interventi di riqualificazione,

· il potenziamento o la manutenzione delle reti esistenti,

- introdurre e gestire le concessioni e gli oneri di concessione per le attività che riguardano il sottosuolo.

- ridurre al minimo lo smantellamento delle sedi stradali, le operazioni di scavo con il conseguente smaltimento del materiale di risulta, il conferimento in discarica ed il successivo ripristino della sede stradale,

- promuovere scelte progettuali e modalità di posa innovative e tali da salvaguardare la fluidità del traffico e limitare i disagi alla cittadinanza.

Contratti dei beni pubblici, convenzioni, contributi come volano per le ricadute sociali, lavorative, inclusive e culturali

E' prassi comune che l'Amministrazione sostenga da sempre opere meritorie di vario genere e natura, dall'organizzazione di eventi al sostegno culturale, alle attività economiche o sportive, tramite contributi liberali o convenzioni agevolate. Non rinneghiamo l'utilità di tale impianto, entro i primi sei mesi di mandato riteniamo sia però doveroso assumere l'impegno di dare un indirizzo e regolamentare, in modo preciso e con un confronto aperto, gli sforzi che l'Amministrazione compie grazie ai proventi derivanti dalla fiscalità generale (quindi la tassazione di tutti i cittadini),affinchè il sistema di sostegno sia progressivo e proporzionale alle ricadute che tali aiuti generano in termini occupazionali, sociali, inclusivi e culturali.

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