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Junior, si apre una nuova era: la proprietà a un consorzio di imprenditori

Questa mattina l'annuncio del presidente Cerutti: 'Per dare continuità bisogna andare oltre l'identificazione con una persona'

Si apre una nuova era per la Junior Casale, meno legata alla figura del presidente Giancarlo Cerutti che resterà comunque come ‘collante’ ed elemento catalizzatore di uno consorzio che deterrà la maggioranza delle quote del club rossoblù. “Un’epoca, durata ben dodici anni si è conclusa – spiega Cerutti – e tutte le cose, belle o brutte che siano, hanno una fine. Tutti i cicli devono concludersi e se vogliamo dare continuità alla società, questa deve andare oltre all’identificazione con una persona. Per continuare un progetto bisogna cambiare”. La Junior adotta una soluzione simile a quella di Varese e Treviso. Entro il 30 giugno nascerà un consorzio, a cui aderiranno i soci storici della Junior (compreso, naturalmente, Cerutti), ma allargato per coinvolgere altri imprenditori. Dopo un aumento di capitale, il consorzio possiederà la maggioranza delle azioni, con un programma biennale. Il basket rimarrà centrale nell’attività di questo soggetto, che potrà estendere i propri interessi ad altri sport o a progetti a favore dei giovani del territorio (come è avvenuto, ad esempio, per la realizzazione del campo Buzzi). In linea di massima il consorzio sarà guidato da un consiglio di amministrazione e un presidente, mentre la società di pallacanestro, che da esso dipende, avrà una struttura molto snella e 'tecnica', con in testa un amministratore unico o un cda composto da tre persone esperte, che riceverà dal consorzio il budget per affrontare al meglio la stagione sul campo.

“Mi ricordo – sono le parole di Cerutti – la nostra prima partita dodici anni fa, contro una squadra di Legnano, in cui facemmo 71 paganti. Adesso siamo arrivati a sfidare Siena in un incontro di campionato e questo indica l’enorme percorso di crescita che abbiamo compiuto. Ma mi sono anche arrabbiato perché ritengo che la stagione non sia stata vissuta con la gioia che doveva accompagnare questo campionato”.

Una stagione difficile, che ha lasciato un profondo segno sullo stato d’animo del presidente: “Sono stato sempre innamorato dello sport – racconta –, prima nel calcio ora nel basket, e ho sempre fatto le cose con entusiasmo. E quello che faccio, lo faccio per gli altri, per il mio territorio, non certo perché ho bisogno di farmi conoscere o per vendere un prodotto. Per questo molti atteggiamenti mi hanno rammaricato, non ultimo il comportamento della Lega. Non nascondo che è stata un’annata per me psicologicamente difficile. E questa va al di là della retrocessione, che è stata la delusione di un momento, anche se, da presidente, mi prendo carico di quello che è evidentemente un fallimento sportivo, che ha tre cause: è stata un’annata sbagliata, sfortunata e caratterizzata da troppi episodi negativi.. Ma questo scoramento di fondo è più duro a passare”.

E per l’allenatore? L’esperienza di Marco Crespi a Casale si è definitivamente conclusa? “Non è un problema attuale, quella dell’allenatore sarà l’ultima scelta”.


Redazione On Line

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