Dopo la ricostruzione fornita dal Borgo a Buggiano sul caso dei tifosi nerostellati lasciati fuori dallo stadio del paesino toscano, il direttivo dei Boys Casale ha emesso un comunicato stampa per chiarire definitivamente l’episodio. Il motivo principale, spiegano i tifosi, per cui non si è entrati allo stadio dopo che era stata riconosciuta la legittimità delle ricevute che attestavano la sottoscrizione della tessera del tifoso (grazie anche all’intervento di un dirigente del club) è che era stata loro chiesto, oltre al pagamento del biglietto intero nonostante si fosse già nella ripresa, anche il pagamento del diritto di prevendita. Una richiesta che ai tifosi casalesi deve essere suonata come una beffa. Sull’episodio anche il Casale Calcio ha pubblicato una nota sul suo sito internet in cui si sottolinea come “con un minimo di buon senso e di elasticità mentale, questo increscioso episodio si sarebbe potuto evitare o comunque risolvere in tempi brevi, con soddisfazione di tutte le parti coinvolte”. Di seguito il comunicato stampa integrale inviatoci dai Boys Casale.
COMUNICATO STAMPA DEI BOYS CASALE SULL’EPISODIO DI BORGO A BUGGIANO
“Letto il comunicato pubblicato dalla società U.S. Borgo a Buggiano 1920 sul proprio sito internet, in relazione al mancato ingresso allo stadio dei tifosi nerostellati domenica 30 ottobre 2011, si rendono necessarie alcune precisazioni”.
“Al di là della legittimità o meno di chiudere la biglietteria del settore ospiti il giorno dell’incontro, occorre rilevare come l’addetto della società toscana si era reso disponibile a vendere il biglietto di ingresso ai tifosi ospiti (tutti muniti di tessera del tifoso o di ricevuta di richiesta della tessera) richiedendo però la maggiorazione per il diritto di prevendita”.
“E' evidente che se la biglietteria era chiusa i biglietti non potevano essere emessi e se invece, come pare di avere capito, il botteghino era aperto in alcun modo poteva legittimamente essere chiesto il pagamento del diritto di prevendita”.
“Questa è stata la principale ragione in conseguenza della quale legittimamente i tifosi
nerostellati hanno ritenuto di non acquistare il biglietto (per altro la maggiorazione seppure ridotta veniva richiesta per il rilascio del biglietto anche alla fine del primo tempo).
“Circa il possesso da parte di tutti i tifosi della tessera del tifoso, occorre ribadire che cinque sostenitori avevano con se il documento che attesta la richiesta della tessera alla società Casale Calcio. Detto documento è sufficiente ad ottenere il rilascio del biglietto, come evidenziato dallo stesso sito internet del Ministero dell’Interno, per l’ovvia ragione che il ritardo nell’emissione non può gravare o penalizzare il tifoso”.
“Del resto se così non fosse non potrebbe neppure essere rilasciato l’abbonamento, ovvero venduto il biglietto in prevendita e gli stessi dirigenti del Casale Calcio presenti in tribuna hanno confermato la richiesta della tessera da parte dei tifosi giunti allo stadio”.
“In ultimo, occorre evidenziare come il possesso della tessera del tifoso (o del documento comprovante la richiesta), è necessario solo per il rilascio dell’abbonamento, ovvero per l’acquisto dei biglietti destinati ai sostenitori della squadra ospite, come confermato dal protocollo del giugno del 2011 firmato dal Ministro dell’Interno, presidenti della Figc, della Lega di A, B e Lega Pro (Maroni, Pancalli, Abete, Beretta, Abodi Macalli)”.
“Anche in questo caso la società Borgo a Buggiano si è rifiutata di vendere il biglietto di altro settore. Alla luce dello svolgersi dei fatti il comportamento della società toscana appare illegittimo, per tacere del fatto che la procedura sopra evidenziata è stata quella applicata nelle precedenti trasferte di Lega Pro”.
Redazione On Line

