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Ti racconto una storia...Vallanzasca - Gli Angeli del Male

Il nuovo film di Michele Placido ricostruisce la storia del bandito milanese protagonista della cronaca nera negli anni '70

IL FILM

18 Gennaio 2011 – CASALE – Esce venerdì 21 l'ultimo lavoro di Michele Placido che, dopo il grande successo di Romanzo Criminale, sceglie ancora una volta di ricostruire alcune pagine nere della storia italiana. Al centro del racconto il bandito Renato 'Rene'' Vallanzasca che negli anni '70 si rese protagonista di episodi criminosi che rimarranno nella storia del nostro paese.                    Al di là di una ricostruzione accurata, che ripercorre con fedeltà le tappe della carriera criminale di Vallanzasca, Placido non tenta di smontarne il mito per capire quanto di marcio e squallido vi si nasconda dietro. Il Renato Vallanzasca di Kim Rossi Stuart è esattamente quello che appariva nei notiziari: spaccone, simpatico, seducente e pieno di quel fascino proibito da angelo che è stato sedotto da un "lato oscuro un po' più pronunciato".
Naturalmente, si sono scatenate le polemiche: i familiari delle vittime hanno accusato il regista di aver realizzato l'apologia di un assassino. Ma se da un lato Placido non nasconde una certa simpatia per il suo protagonista, dall'altro è anche vero che non si può mai dare retta a polemiche di questo genere, anche se mosse da ragioni condivisibili, perché altrimenti nessuno più potrebbe fare film sugli antieroi. Certo, il regista sapeva quello a cui andava incontro, e molto probabilmente è uno che ama gettare benzina sul fuoco. E se, come è apparso dalle sue dichiarazioni, la sua idea era quella di restituire un ritratto senza compromessi dell'uomo-Vallanzasca, al di là della sua aura di Robin Hood moderno, allora possiamo dire che ha fallito. Ma nel fallimento, Placido ha creato qualcosa che nel nostro cinema manca del tutto: un prodotto medio di grande valore, un film ben scritto, egregiamente diretto, con ottimi attori e che mantiene un ritmo pulsante dall'inizio alla fine.


GLI ATTORI

Kim Rossi Stuart, Valeria Solarino, Filippo Timi, Gaetano Bruno, Francesco Scianna, Paz Vega, Moritz Bleibtreu, Federica Vincenti, Lino Guanciale, Nicola Acunzo, Stefano Chiodaroli, Giorgio Careccia, Monica Barladeanu, Gerardo Amato, Paolo Mazzarelli, Lorenzo Gleijeses, Marica Gungui, Adriana De Guinn

Regia: Michele Placido


LA TRAMA

1985. Vallanzasca Renato, matricola 38529H, nato a Milano il quattro maggio 1950, è rinchiuso in una cella di isolamento nel braccio di rigore della casa circondariale di Ariano Irpino. La sua propensione per il crimine si era rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua piccola banda libera una tigre da un circo. Così piccolo, ha già la stoffa del leader. Gli altri ragazzini, Enzo, Giorgio e Antonella, la "sorellina" venuta da Napoli, pendono dalle sue labbra. E quella prima ragazzata, che gli apre le porte del carcere minorile, segnerà la sua strada per sempre. Una volta uscito, dai piccoli furti nel quartiere passerà in rapida escalation alle rapine, ai sequestri di persona, agli omicidi. Renato Vallanzasca diventa il Boss della Comasina.

 1972. Quartiere Giambellino. In un locale, dove si trovava con gli amici Enzo (Filippo Timi), Nunzio (Lino Guanciale) e Rosario (Nicola Acunzo), Renato (Kim Rossi Stuart) incontra Consuelo (Valeria Solarino) che diventerà la sua compagna e la madre del suo unico figlio. In quegli anni la banda Vallanzasca si dà alla bella vita - locali di lusso, donne e champagne - in una Milano non ancora da bere in cui il mondo della mala è dominato dal potere incontrastato di Francis Turatello, detto "Faccia d'angelo" (Francesco Scianna). Un periodo d'oro che è interrotto dal primo arresto di Renato, accusato di una rapina ad un furgone portavalori e trasferito nel carcere di San Vittore, da cui riesce ad evadere dopo 4 anni e mezzo. Intanto la banda della Comasina si allarga, con l'ingresso di Fausto (Gaetano Bruno), Sergio (Moritz Belibtreu) e Beppe (Paolo Mazzarelli) mentre il conflitto con Turatello diventa sempre più aspro. Anche il tentativo di Antonella (Paz Vega), l'amica d'infanzia di Renato, di organizzare un incontro chiarificatore fra i due boss si risolve in un fallimento e così fra le due bande si scatena una lotta senza quartiere che mette a ferro e fuoco la città. I giornali titolano: "Il bandito Vallanzasca e Faccia d'Angelo padroni della città".

In un crescendo di violenza e brutalità, la banda Vallanzasca consuma un omicidio dopo l'altro: al casello di Montecatini perde la vita un poliziotto della stradale, nel corso di una rapina in banca viene colpito a morte un impiegato, poi - nel tentativo di rubargli l'auto - viene ucciso anche un medico che aveva commesso il solo errore di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Così la fama della efferatezza della banda continua a crescere insieme alla notorietà di Renato Vallanzasca.
A questo punto, Vallanzasca decide di fare il salto di qualità e di allargare l'attività entrando in un mercato più remunerativo e meno rischioso, quello dei sequestri di persona. Il primo ostaggio è Nicoletta (Monica Barladeanu), una bella ragazza di famiglia facoltosa che viene liberata in cambio di un riscatto. Ma poi l'uccisione di due poliziotti presso il casello di Dalmine segna il destino di Vallanzasca che, ferito e fuggito a Roma, viene arrestato dopo poco. Il periodo di detenzione nel carcere romano di Rebibbia gli offre l'occasione di un chiarimento con il nemico giurato Francis Turatello. I due approfondiscono la loro conoscenza al punto da diventare amici fraterni e in questa nuova situazione prende corpo l'idea del matrimonio di Renato che vedrà proprio "faccia d'angelo" suo testimone. I due scelgono una ragazza nel mucchio di quelle innamorate del bandito. In realtà il matrimonio servirà a sancire, davanti a tutta la mala milanese e italiana, il nuovo sodalizio tra i due ex-nemici. Le nozze fra Renato Vallanzasca e Giuliana Brusa (Federica Vincenti) vengono celebrate in carcere. Antonella è la madrina della sposa.

Ma i festeggiamenti durano poco, il giorno dopo Vallanzasca viene trasferito a Milano per il processo. Gli anni successivi saranno scanditi dai passaggi da un carcere all'altro: Novara, Ariano Irpino, Asinara. Nel frattempo Turatello, a seguito di una sanguinosa faida che si scatena all'interno delle carceri, viene massacrato a Badu è Carros, da un gruppo di criminali probabilmente guidati da un suo ex sgherro, Donato (Lorenzo Gleijeses). E sarà proprio durante il viaggio in nave per la Sardegna, che il boss tenta con successo l'ennesima evasione, trovando una via di fuga attraverso un oblò. Torna a Milano e - dopo una visita ai genitori - rivede Antonella, la donna che gli era stata accanto da tutta una vita. Un incontro che prenderà una piega inattesa, per entrambi. Ma il tempo non aspetta e la latitanza di Vallanzasca si conclude in una sera d'estate.


Redazione On Line

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