Venerdì sera si è tenuta la prima seduta di Consiglio comunale per l’approvazione del Bilancio di previsione 2012. Tra i molti punti discussi, anche l’emendamento presentato dal gruppo del Partito Democratico, in cui si richiedeva la riduzione dell’addizionale Irpef dallo 0,8 per cento proposto dalla maggioranza allo 0,65 per cento.
Una richiesta bocciata per 16 voti contro 12. La decisione è stata spiegata dal sindaco Giorgio Demezzi: «L'emendamento non è stato accolto in quanto le proposte di recupero delle somme non incassate dall'addizionale Irpef, pari a 700 mila euro, erano politicamente e tecnicamente inaccettabili. La proposta, infatti, di coprire tale diminuzione mediante la riduzione del fondo di riserva e mediante l'utilizzo di 600 mila euro degli oneri di urbanizzazione non è accettabile per diversi motivi:
- diminuire il fondo di riserva potrebbe lasciare scoperta l'amministrazione in caso di spese impreviste di una certa entità;
- l'applicazione dei proventi degli oneri di urbanizzazione alla spesa corrente, sebbene concesso dalla legge fino al 75 per degli importi previsti, è un sintomo di gestione finanziaria squilibrata, in quanto si garantisce l'equilibrio corrente delle spese ripetitive con entrate di natura straordinaria;
- è una soluzione una tantum e non strutturale (per gli anni a venire come si farà?);
- vincola le spese finanziate dagli oneri all'effettivo incasso di tali proventi e si potrebbero creare ritardi nella fase di spesa;
- incide negativamente sul Patto di Stabilità e il non rispetto porterebbe gravi conseguenze per il Comune;
- depotenzia la capacità d'investimento dell'ente, che nel caso prospettato dovrebbe rinunciare a 600 mila euro di investimenti, tra l'altro ritenuti qualificanti quali: tagli alle manutenzioni stradali (vuol dire non più asfaltare le strade), ai servizi del verde pubblico (vuol dire non più curare i girdini), all’illuminazione pubblica (dove vi sono anche ragioni di sicurezza), tagli alle manutenzioni dei fossi, che hanno una grandissima importanza per la salvaguardia di alcune zone della città e delle frazioni (salvo poi prepararsi alle giuste proteste per gli eventuali allagamenti conseguenti)».
Anche l’emendamento presentato dal gruppo Nuovo Frontiere non ha trovato l’accoglimento dell’aula: «In questo caso si chiedeva l'applicazione del "bilancio partecipativo", prevedendo una somma di un milione per la sua applicazione. Stante l'indeterminatezza della richiesta, (non si faceva neppure distinzione tra le spese vincolate per legge e le altre), il collegio dei revisori ha ritenuto che tale emendamento non potesse essere accolto».
Durante la seduta, infine, il sindaco Demezzi ha voluto anche portare a conoscenza dei consiglieri, che mantenendo l’aliquota al 0,4 per cento dell’Imu per le prime case, ben il 30 per cento delle abitazioni saranno esenti dal pagamento dell’imposta: «Per le abitazioni principali con una rendita catastale non superiore a 330 euro, grazie alla detrazione di 200 euro, non sarà dovuto il pagamento dell’Imu. Quindi, insieme a tutti gli interventi già previsti nel Bilancio 2012, le fasce più deboli avranno già un buon numero di agevolazioni».
La discussione del Bilancio proseguirà questo pomeriggio, 18 giugno, alle ore 17.
Redazione On Line


