Il presidente onorario di Nuove Frontiere Gian Carlo Curti replica a Massimo Iaretti, presidente del Movimento Progetto Piemonte che, in una lettera pubblicata ieri su questo portale, lo citava esplicitamente riguardo alla soppressione del giudice di pace di Moncalvo.
“Il Presidente del MPP Massimo Iaretti – scrive Curti – in una sua lettera tratta del provvedimento governativo diretto alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie dei Giudice di Pace che prevede, fra l’altro, la soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Moncalvo ed il suo accorpamento a quello di Casale Monferrato il che, costituirebbe un pericolo per la stessa sopravvivenza del Tribunale di Casale. Invita poi, in sintesi, Comuni, Ordini professionali, Associazioni di categoria, ecc..ecc. a discutere ed agire in merito”.
“Iaretti – prosegue Curti – confida anche “nel coinvolgimento di quella lista civica casalese che nata – per la difesa del territorio di Casale e del Monferrato – e che conta come presidente onorario e fondatore il già presidente del Comitato per la Corte d’Appello, sino ad oggi, su questo punto specifico è rimasta molto silenziosa”.
“La Associazione che diede vita alla Lista Civica presente in Comune di Casale Monferrato prima con Carlo Caire ed ora con il Consigliere Massimo De Bernardi si chiama Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato. Il presidente al quale si fa riferimento sono io sottoscritto”.
“C’è un detto noto fin dalla preistoria e che dice: occorreva chiudere la stalla prima che i buoi scappassero. Adesso i detti buoi si cerca di rincorrerli e di acciuffarli, ma la situazione è molto problematica. Non vedo citati da Massimo Iaretti i partiti ed i politici fra gli invitati a fare, mentre invece si rivolge in modo specifico a Nuove Frontiere che annovera un solo consigliere”.
“Iaretti, che è di Casale, ben sa quanto impegno e quanta passione Lista ed Associazione Nuove Frontiere da qualche anno ci stanno mettendo ed anche con qualche risultato. Ma non governiamo noi il Comune di Casale Monferrato e non siamo nemmeno noi la forte minoranza di opposizione. Certo, continueremo ad impegnarci sui più diversi fronti”.
“Ho fatto stampare due anni fa un libretto da me scritto e che ho distribuito fino ad esaurimento dello stesso intitolato “La Caduta – La Caduta di Casale Monferrato”. Lì si trovano valutazioni, fatti ed altro che, in buona parte spiegano, secondo me (e ne sono sempre più convinto con il passare del tempo) perché è avvenuta la caduta di Casale e perché essa prosegua”.
“Nel libretto accenno alla notissima vicenda per la Istituzione della seconda Corte d’Appello in Casale Monferrato vanificata, oggi possiamo dire definitivamente, dal NO di Alessandria e dalla acquiescenza dei Politici Casalesi ai Politici Alessandrini. La Comunità Casalese, ma non solo essa, ha perso una occasione che, nelle vicende di una città, può capitare ogni migliaia di anni”.
“Chi volesse ed avesse tempo, può recarsi alla Biblioteca di Casale e cominciare a sfogliare i giornali casalesi dal 2001 al 2006. Un arco di tempo enorme, in cui si è battagliato a lungo e duramente con sullo sfondo sempre la presenza più o meno scoperta di Alessandria con la sua opposizione: opposizione che via via diventava sempre più chiara, decisa, e senza mezzi termini, ma mano che l’Iniziativa Casalese saliva di considerazione e di consensi sempre più elevati e convinti, specie fuori Provincia”.
“Ripetutamente ho detto negli anni e continuo a dire che solo la Corte d’Appello, o almeno l’appoggio della Provincia di Alessandria a favore di essa, avrebbe salvato la Asl (che poi si è persa), ed avrebbe sicuramente salvato il Tribunale (che ora sta traballando fortemente). L’appoggio della Provincia di Alessandria avrebbe determinato l’appoggio di altre Province. Ma comunque anche solo l’appoggio della Provincia di Alessandria sarebbe stata una carta che oggi potremmo davvero giocare. Ma Alessandria ha detto no ed ha continuato a dire no ed I Politici Casalesi si sono adeguati senza neppure discutere”.
“Riporto la parte finale del libretto scritto due anni fa: “Se non vogliamo che la Caduta prosegua la sua corsa con fatalità quasi ineluttabile, siamo ancora in tempo – tempo sempre più tiranno però – ma occorre, e subito, modificare completamente la rotta finora percorsa. I cittadini di Casale Monferrato devono partecipare alla vita politica della loro città, nei modi più diversi possibili; non devono più limitarsi a votare quando vi sono le elezioni e poi lasciare che gli eletti diventino un potere a sé stante e staccato troppo spesso dalle vere necessità della Comunità….”
“Chiudo citando un’ultima e ben appropriata affermazione di Georges Bernanos: una civiltà non crolla come un edificio, si direbbe molto più esattamente che si svuota a poco a poco della sua sostanza finché non ne resta più che la scorza”.
Redazione On Line

