POLITICA

Prima interrogazione di De Bernardi: 'Come sbloccare quei 4,6 milioni per la ricerca ancora in mano a Schmidheiny?'

La somma è una parte delle transazioni private accettate con l'imputato svizzero

Ieri sera è entrato in carica – al posto del dimissionario Carlo Caire – e già stamattina si è presentato all’ufficio Protocollo per depositare la prima interrogazione. È Massimo De Bernardi, attivissimo membro di comitati civici e di quartiere, e adesso anche consigliere comunale della lista civica Nuove Frontiere. L’oggetto di questa prima interrogazione urgente sono i 4,6 milioni di euro, parte consistente delle transazioni private con Schmidheiny che dovrebbero essere devoluti alla ricerca.

“Dal mese di novembre – spiega De Bernardi – la nostra città è dilaniata dall'offerta fatta dai legali del signor Schmidheiny. Pur attendendo fiduciosi i risultati dell'incontro che si terrà a Roma il 26 gennaio tra le istituzioni, le varie parti interessate e i ministri competenti, noi come Nuove Frontiere crediamo sia opportuno unire tutte le forze della nostra Casale e cercare in tempi brevissimi (a nostro parere abbiamo già perso tre anni!) di recuperare i 4,6 milioni di euro accantonati per la ricerca a seguito degli accordi pre-processuali dei singoli cittadini”.

“Disattendendo gli accordi presi pare che questi soldi non siano mai stati versati a nessun Centro per la Ricerca ma siano ancora nella disponibilità dei legali del signor Schmidheiny e tutto ciò francamente è assurdo!”

“La nostra interrogazione vuole creare una costruttiva discussione in consiglio comunale e il nostra auspicio è che non si perda ulteriore tempo nel portare questi soldi sul nostro territorio per continuare la ricerca di una cura efficace per il mesotelioma e le malattie causate dall'amianto”. In allegato il testo integrale dell'interrogazione.


Redazione On Line

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