POLITICA

Nascono le Federazioni Sanitarie. Casale nella numero sei che raggruppa le Asl di Alessandria e Asti

L'assessore Paolo Monferino ha illustrato in commissione le proposte di riforma e le integrazioni al piano regionale

12 Gennaio 2012 – TORINO – L’assessore alla Sanità Paolo Monferino ha illustrato questa mattina, nella seduta della quarta commissione, le proposte di modifica al riordino delle aziende sanitarie regionali e le integrazioni al Piano socio sanitario regionale.

Due gli elementi rilevanti proposti: innanzitutto la conferma dell’accorpamento in un’unica azienda ospedaliero universitaria di San Giovanni Battista, Cto e Regina Margherita – Sant’Anna (le altre aziende territoriali ed ospedaliere rimangono quelle attuali); inoltre, l’istituzione di sei organismi, temporaneamente denominati “Federazioni sanitarie”, che svolgeranno funzioni interaziendali e che avranno i seguenti compiti: programmazione della rete ospedaliera e della rete distrettuale del territorio, gestione dei contratti del personale, compiti di supporto tecnico amministrativo (acquisti, logistica, gestione magazzini, reti informative ecc). Come era già noto Casale farà parte della Federazione Sanitaria numero sei del Piemonte Sud Orientale, che raggruppa le Asl di Alessandria e Asti e l’azienda ospedaliera SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria.

“Dopo la fase delle consultazioni e delle varie sedute di commissione – spiega l’assessore alla Sanità Paolo Monferino – abbiamo deciso di apportare alcune modifiche alla proposta di Piano, confermando la priorità delle reti ospedaliere. La proposta illustrata oggi in commissione coincide con una effettiva razionalizzazione del sistema che ne beneficerà dal punto di vista economico ed organizzativo. Quelle che abbiamo per il momento chiamato “federazioni” sono organismi che consentiranno la gestione integrata della rete ospedaliera, evitando le duplicazioni di attività, le sovrapposizioni di servizi e razionalizzando e liberando risorse che investiremo nei servizi territoriali e nell’area dell’integrazione socio sanitaria. Tale configurazione, peraltro, garantisce anche la terzietà dell’ente sovraordinato rispetto al territorio e alla rete ospedaliera che dovrà gestire. Tutto ciò senza costi aggiuntivi perché il personale che svolgerà le funzioni succitate verrà distaccato dalle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali”.

Riguardo alle modifiche apportate al Piano, l’assessore Monferino aggiunge: “Abbiamo reso coerente il Piano socio sanitario innanzitutto con la nuova proposta di riordino delle aziende sanitarie regionali, sviluppando alcune parti dell’area dell’integrazione socio sanitaria, come ci era stato chiesto dai rappresentanti del territorio che abbiamo incontrato durante le fasi di consultazione nelle varie province del Piemonte”.


Redazione On Line

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