EDITORIALE

La tessera del tifoso, un paradosso tutto italiano

Studiata per eliminare la violenza provoca invece più occasioni di contatto. Al 'Palli' primi incidenti, ultras in tribuna e preoccupazioni per il futuro

30 Agosto 2010 – CASALE – Non c’è voluto molto affinché anche a Casale si evidenziasse il paradosso della tessera del tifoso: uno strumento pensato per debellare la violenza negli stadi che invece, per una strana eterogenesi dei fini, provoca più occasioni di contatto e attrito fra le tifoserie.

Se ne è avuta una prova ieri, prima della partita fra Casale e Pro Patria, quando alcuni tifosi delle due squadre si sono incrociati fra il parcheggio e il bar Sant’Anna, scatenando tafferugli che hanno portato al ferimento di cinque agenti di polizia.

Alla vigilia c’era il timore che qualcosa del genere potesse accadere, per una disposizione del regolamento della tessera del tifoso che pare, francamente, assurda e che complica non poco il compito delle forze dell’ordine: chi non possiede la ‘card’ non può entrare nel settore ospiti degli stadi italiani.

Bisogna sapere che la tessera è stata solo sottoscritta dalla parte di tifoseria più tranquilla, mentre il movimento ultras, nettamente contrario, non lo ha fatto né lo farà. E qui entra in gioco il paradosso: nel settore ospiti ci vanno i tifosi pacifici, che non provocano problemi, mentre i gruppi ultras possono entrare mischiandosi con i supporter di casa.

Lo si è notato al ‘Palli’, dove uno spicchio di gradinata ospiti era occupato dai tifosi bustocchi ‘tesserati’ mentre gli ultras, entrati dopo un quarto d’ora e dopo gli scontri, erano in tribuna laterale a un tiro di schioppo dai tifosi casalesi, fra i quali famiglie e bambini.

Una situazione potenzialmente esplosiva, che non è degenerata ma non si può essere sempre così fortunati: in Seconda Divisione ci sono tifoserie toste, il rischio d’incidenti è dietro l’angolo. Cosa accadrà quando arriveranno a Casale tifoserie con cui ci sono precedenti di scontri, come Lecco e Sanremese? Oppure in un futuro derby con l’Alessandria?

Fino all’anno scorso gli ospiti venivano scortati in pullman fino all’ingresso di via Caligaris, ora lo si potrà fare solo con i ‘tesserati’, mentre gli altri – fra i quali si annidano pericolosi ‘cani sciolti’ – saranno liberi di muoversi tra le tribune. Con il rischio di incidenti che spaventeranno quel pubblico (le famiglie, ad esempio) che invece si vorrebbe attirare allo stadio ed è già provato da molte restrizioni.

Questo senza giustificare chi ha provocato incidenti. La violenza è sempre condannabile e non esiste un ‘diritto allo scontro fisico’ come sostengono alcune frange estremiste del movimento ultras.

Al di là di questo comunque l’organizzazione del Casale Calcio e le restrizioni alla circolazione disposte dal comune hanno funzionato, pur creando qualche inevitabile disagio ai residenti. Non ci sono state lunghe code alle biglietterie e, all’interno dello stadio, tutto è andato bene. Anche se faceva effetto ed era quasi surreale osservare gli steward – provenienti da Torino e per la prima volta al ‘Palli’ – che spiegavano a tifosi casalesi che vanno allo stadio da cinquant’anni dove sono le gradinate e quali sono le tribune.


Redazione On Line

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