Quello che abbiamo letto sui libri di scuola non solo non è più attuale ma è stato completamente stravolto negli ultimi anni da nuove ricerche, scoperte e soprattutto dal coraggio e dall'emersione dall'oscurantismo e dall'emarginazione di nuovi ricercatori, autori, scrittori, storici, studiosi, soprattutto locali, che grazie alla rete Internet ed al passaparola hanno finalmente trovato spazio mediatico e sociale per fare cultura diffusa, per diffondere le loro ricerche e teorie, per mettere in discussione la storiografia ufficiale, accademica, di stato, piena di retorica e propaganda, distorsioni e mistificazioni, facendo così emergere altre verità e documentazioni, che in precedenza erano state rimosse, omesse o disconosciute, strumentalmente interpretate, spesso colpevolmente, per piaggeria e per conservare privilegi immeritatamente conseguiti e per far parte dell'entourage clientelare del potere culturale e politico italiano.
Pensiamo ad esempio a quante menzogne hanno intriso e caratterizzato il Risorgimento italiano, di cui i recentemente festeggiati (per modo di dire) 150 anni dell'Unità d'Italia, data scelta forzatamente e senza alcuna connessione storica convincente, hanno consentito a molti di questi storici e studiosi alternativi, rimasti spesso defilati o censurati, di pubblicare le loro opere, che contrastano notevolmente con la storia risorgimentale raccontata in precedenza. Mi riferisco ad esempio, per citarne solo alcuni, a Lorenzo Del Boca, Arrigo Petacco, Romano Bracalini, Adolfo Morganti, Gilberto Oneto, Fulvio Izzo, Pino Aprile, Giordano Bruno Guerri, Angela Pellicciari, Piero Pieri, Massimo Viglione, Aldo Schiavone, Ernesto Galli della Loggia, Giuseppe Galasso, Angelo Antonio Spagnoletti, Nicola Zitara, Sergio Salvi, Elena Bianchini Braglia, ecc..
Ebbene lo stesso criterio applicabile al Risorgimento sarebbe da applicare a tanti macroeventi storici, quelli cioè che tutti conoscono, o meglio presumono di conoscere, come la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492, forse una delle poche date storiche che saprebbero citare più o meno tutti, anche coloro che in storia a scuola non eccellevano.
Già le stesse origini del famoso esploratore e navigatore sono dubbie, non genovesi come impone la storiografia ufficiale, ma monferrine (si ritiene appartenesse all'antica nobile famiglia dei Colombo di Cuccaro Monferrato, vedi in proposito il CENTRO STUDI COLOMBIANI MONFERRINI – CE.S.CO.M. http://www.colombodicuccaro.it ), anche se alcuni studiosi con supponenza e prepotente saccenza continuano a denigrare come fosse un sacrilegio mettere in dubbio la storiografia ufficiale. Ma non è su questo argomento specifico che intendo soffermarmi, pur essendo di interesse locale, perché non sono competente nella specifica materia e non ho ancora sufficientemente approfondito gli studi, ma su altri pur fondamentali aspetti della storia della scoperta dell'America effettuata da Colombo.
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