CULTURA

Casale e Mantova: dalla ricchezza al declino

Si conclude il racconto di Patria Montisferrati dedicato agli ordine cavallereschi

La fama e la ricchezza della Corte Mantovana era di tali impressionanti proporzioni, che durante il sacco di Mantova da parte dei Lanzichenecchi nel 1630, le cronache dell'epoca raccontano che i saccheggiatori portarono via dai palazzi ducali una settantina di carri strapieni di opere d'arte. Considerando che i Gonzaga ben prima dell'assedio avevano portato in salvo la maggioranza delle loro opere d'arte e ricchezze materiali, in pratica i circa settanta carri saccheggiati costituivano i beni di minor valore lasciati sul posto perché ritenuti indegni di essere portati in salvo …

Pressapoco nello stesso periodo in cui nacque il primo Ordine Cavalleresco dinastico, nel 1619 il duca Ferdinando diede l'avvio ad un altro Ordine, una milizia religiosa dedicata alla Beata Vergine Maria e sulla quale si invocò la protezione di San Michele Arcangelo, sostenuta soprattutto dal cugino Carlo Gonzaga che aveva ereditato i ducati francesi di Nevers e di Rhètel e che pertanto intendeva estendere il patrimonio cavalleresco dinastico a tutte le nazioni cattoliche, accrescendo il prestigio del Casato.

L'Ordine assunse la denominazione di Milizia Cristiana di Santa Maria della Concezione, gli scopi erano nobili ma anche molto aleatori ed anacronistici (ad esempio la liberazione dei Luoghi Santi dagli infedeli), ed infatti non ebbe successo nelle sue applicazioni pratiche.

L'Ordine non aveva limitazioni numeriche e si estendeva, almeno sulla carta ed in maniera alquanto complessa e tortuosa, in tutto il continente europeo tramite tre Gran Priorati, un numero elevato di Priorati e Commende, situazione organizzativa che portò ad una prevedibile dispersione, frammentazione e divisioni interne di potere e rappresentanza che provocò la dissoluzione dell'Ordine stesso in pochi anni per perdita di credibilità e prestigio.

L'Ordine destò un certo interesse presso gli studiosi della materia per la particolarità logistico normativa che imponeva ad alcuni alti rappresentanti ed appartenenti di soggiornare periodicamente nei Santuari dedicati al culto di San Michele Arcangelo ...

Altre iniziative minori verificatesi negli anni successivi, non vale neppure la pena di citarle in quanto estremamente effimere, simboliche, ed attribuite a personaggi ambigui, millantatori, truffatori, ecc. per cui ci fu mercimonio di tali conferimenti, indegno di appartenenti a nobili famiglie, oppure svolto da millantatori, in ogni caso si tratta di periodi successivi a quelli in cui il Monferrato e Mantova costituivano una stato autonomo o quantomeno fossero storicamente e geograficamente riconosciuti come giurisdizione politica. E' l'epoca in cui il dominio, soprattutto fiscale e militare dei Savoia sul Monferrato stroncava ogni possibilità di riscatto e rendeva irreversibile la decadenza ed il degrado di questo illustre stato preunitario, mentre gli Asburgo stavano trasformando Mantova in un importante presidio e fortezza militare con decine di caserme e migliaia di soldati.

Il declino delle due città capoluogo (Casale e Mantova) da allora e da tutti i punti di visita, anche demografico oltre che politico ed economico, ha avuto forti analogie, sebbene occorre ovviamente riconoscere a Mantova un affascinante e superiore patrimonio storico architettonico ed artistico, come capitale di stato di livello europeo, ancora ben conservato e che richiama turisti da tutto il mondo.

Per approfondimenti consiglio di rivolgersi alla:
- Società per il Palazzo Ducale di Mantova, http://www.societapalazzoducalemantova.it/index.htm
- Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi
http://www.icocregister.org/imain.htm


Claudio Martinotti Doria

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