Come è risaputo il matrimonio di Federico II Gonzaga con Margherita Paleologo (orchestrato dalla potente e lungimirante marchesa Anna d'Alençon, che governava il marchesato di Monferrato in quegli anni, dopo la morte del marito Guglielmo IX) consentì ai Gonzaga l'annessione del Marchesato di Monferrato a partire dal 1536.
Pur essendo considerata alla stregua di una colonia, il Monferrato in quegli anni, seppur di riflesso, entrò nel prestigio del casato mantovano, che era di altissimo profilo, in quanto la corte ducale di Mantova per sfarzo e livello artistico culturale e di munificenza era tra le principali corti del continente, e quando erano ospitati gli imperatori d'Austria o di Spagna l'accoglienza era praticamente paritetica, il protocollo e l'ostentazione di potenza e ricchezza era pressappoco la stessa.
Tale sfoggio di potenza ed ostentazione autocelebrativa (per la quale i Gonzaga non esitavano ad indebitarsi esageratamente con i banchieri dell'epoca ed a imporre esose tasse ai sudditi) toccava l'apice in occasione dei matrimoni, come quello del 1608 tra Francesco IV e Margherita di Savoia, che destò l'attenzione di tutta la nobiltà europea, e per il quale si creò ad hoc un Ordine Cavalleresco dinastico dedicandolo alla Sacra Reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, una reliquia che, conservata nella Cripta di Sant'Andrea (la grande basilica concattedrale di Mantova), aveva fortemente e positivamente condizionato la storia di Mantova, divenuta grazie ad essa una diocesi e meta di pellegrinaggi fin dal primo medioevo.
I Gonzaga con maestria ed astuzia politica, ottennero da Papa Sisto IV la trasformazione del monastero di S. Andrea in Collegiata affidandola ad un cardinale di casa Gonzaga e legando per sempre il casato alla reliquia, favorirono in tal modo il culto popolare e l'accettazione del potere esercitato dalla famiglia sul ducato.
Vincenzo I Gonzaga il 28 maggio 1608 creò pertanto l'Ordine Equestre, detto del Redentore, che si ispirava alla già esistente Venerabile Compagnia del Preziosissimo Sangue ed era un Ordine di Collana (non legato ai voti, come gli Ordini di Croce), assai limitato come numero di accessi e di elevatissimo prestigio, aperto anche a prestigiose casate esterne al ducato, ed al quale appartennero anche una decina di nobili di origini monferrine.
In questo modo i Gonzaga provvidero a rimediare ad un ritardo storico, essendo praticamente l'unico Casato nella penisola, di elevato rango e regnante, ad essere privo di un Ordine Equestre dinastico, che affermasse il proprio rango e li nobilitasse maggiormente.
L'Ordine durò fino alla fine del regno dei Gonzaga Nevers (il ramo francese cui passò il ducato di Mantova nel 1627 e di Monferrato nel 1631), con l'ultimo duca Ferdinando Carlo, che nel giugno del 1708 durante la Dieta di Ratisbona, accusato di tradimento (fellonia), decadde dai suoi possedimenti, titoli e poteri ed il ducato di Mantova passò agli Asburgo mentre il Ducato di Monferrato fu assegnato ai Savoia. Il duca, che era ovviamente per diritto Gran Maestro dell'Ordine, morì sei giorni dopo a Padova in circostanze misteriose, si suppone avvelenato.
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Claudio Martinotti Doria
