Venerdì 19 novembre, presso «Cave di Moleto», coordinati da Roberto Coaloa, artisti, scrittori, collezionisti, critici d’arte e filosofi discuteranno sulla figura di Pinocchio ed illustreranno le opere di Paolo Novelli, ispirate al capolavoro di Collodi. La serata è organizzata in collaborazione con «Escudama», che propone il “suo” Pinocchio: un prodotto che unisce il genio creativo - di uno scrittore e di un artista - all’artigianato e alla fantasia di un’eccellenza italiana. Nasce infatti da Le avventure di Pinocchio una nuova serie di «Escudama», dedicata alle favole, partendo dalle opere del pittore Paolo Novelli.
Spiega Roberto Coaloa, ideatore della serata: «C’era una volta…Così cominciavano le nonne, quando raccontavano ai bambini le favole. Carlo Collodi (pseudomino di Carlo Lorenzini 1826-1890), nel suo capolavoro, Le avventure di Pinocchio, avvisava: “No, ragazzi avete sbagliato”! Nelle favole raccontate dalle nonne compariva sempre “un re”… Invece, con il geniale scrittore di Firenze, la storia iniziava con la vicenda di “un pezzo di legno”: Pinocchio! Quel nome ha accompagnato la nostra infanzia, ma ancora di più ha entusiasmato la nostra maturità, quando abbiamo capito che dentro il semplice pezzo di legno da ardere, capitato non si sa come nella bottega di maestro Ciliegia, sta nascosta non solo una “vocina sottile sottile”, che si lamenta per il dolore o ride per il solletico.
Da questo pezzo di legno nasce un burattino parlante. Questo è già un evento magico, ma il mito ci ricorda che un pezzo di legno può anche diventare re d’uno stagno. Lo racconta Esopo in una delle sue favole. Più vicino al racconto di Pinocchio è invece una favola del russo Aleksandr Afanas’ev, intitolata Terjosecka: due vecchi sposi desiderosi di avere un figlio anche nella tarda età avvolgono un pezzo di legno nelle fasce, lo mettono in una culla, gli cantano la ninna-nanna ed il pezzo di legno si trasforma in un bambino che avrà molte disavventure a causa d’una strega che vorrebbe mangiarlo… Le avventure di Pinocchio, che fino ad un certo punto appaiono casuali ed erratiche come quelle di un romanzo picaresco disegnano una precisa linea d’iniziazione, un chiaro noviziato, che trasformerà il burattino di legno in un “ragazzino per bene”».
«Le tappe di quest’iniziazione - continua a spiegare Roberto Coaloa - ci sono note: Pinocchio ascolta le parole tentatrici di Lucignolo, va con lui nel paese dei balocchi e diventa un asino. È venduto per venti soldi e gettato in mare per essere affogato. Tuffato atrocemente nell’abisso della morte, Pinocchio risale verso la luce, rinasce burattino. Attraversa altre prove: ritrova Geppetto, sfugge dal terribile Pescecane, rivede il Gatto e la Volpe, che questa svolta snobba, e si mette a forgiare una sua nuova indole, come un artigiano lavora il ferro o il legno. Finalmente l’ultima metamorfosi: Pinocchio diventa umano. In questa favola, c’è tutta la magia di un capolavoro senza tempo.
La figura di Pinocchio fa riflettere su svariati temi. Ad esempio: cos’è la bugia? Un allontanamento dalla verità o il principale inganno con cui vediamo il mondo? Un ‘eccesso’ esistenziale oppure l’unica metafora del linguaggio che ci (pre-)dispone alla salvezza? E ancora: chi (ci) indica il bugiardo? Chi, in buona sostanza, può dirsi portare della verità, ammesso che possa essercene una… Difficile dirlo in quanto dalla ‘falsità’ o ‘verità’ della realtà che viviamo dipende tutta la qualità del nostro percepirla senza o con la cognizione di inventarla o viverla. E il simbolo (o la metafora) non ri-uniscono forse ciò che la bugia separa e disperde?
Sulla ‘falsariga’ di queste intenzioni si muoverà Glauco Tiengo introducendo il tema della bugia (comune denominatore nelle avventure di Pinocchio) dal punto vista filosofico, riflettendo sulle implicazioni etiche del ‘dire bugie’ e ripercorrendo alcuni momenti storici nei quali la bugia stessa è divenuta ‘sistema’ nell’indirizzare le abitudini antropologiche dell’uomo: dal ‘paradosso del mentitore’ di Aristotele al consiglio di Platone (mentire nell’interesse del popolo), dalla morale (legittimità) del ‘dir bugia’ di Agostino alla spregiudicatezza del pensiero di Machiavelli fino all’inganno della realtà virtuale. Perché, al limite, la bugia può anche salvare (è il caso di Ulisse) oppure insegnare redimendo, come per Pinocchio.
Giorgio Manganelli è stato ispirato dal burattino nel realizzare un bellissimo saggio, Pinocchio: un libro parallelo. Altri, come lo scrittore russo Aleksej Tolstoj, di nobile famiglia e parente dell’autore di Guerra e Pace, rese popolare tra i lettori russi il personaggio di Pinocchio, riscrivendone la storia, non più sullo sfondo delle colline toscane, ma nell’incanto del paesaggio russo, con boschi e stagni popolati di animali amici e compagni del burattino. Insomma, Pinocchio ne ha fatta di strada dopo Collodi, diventando materiale incandescente per molti intellettuali. Per questo motivo gli artisti hanno subito colto in Pinocchio una storia importante, da rappresentare sia come una crudele novella realistica sia come una storia esoterica. Probabilmente la più grande interpretazione di Pinocchio è stata quella della disegnatrice Maria Augusta Cavalieri che pubblicò la sua versione ne 1924 per le edizioni Salani; quantunque macabro e decadente, quel Pinocchio fu davvero splendido! La versione di Benito Jacovitti è un’altra interpretazione memorabile.
Ora, un artista sensibilissimo, il pittore Paolo Novelli, ha colto questo spirito, o meglio: senza che egli lo sappia, il misterioso e atavico spirito della Favola si è impossessato di lui. Novelli interpreta le avventure di Pinocchio in una serie di dipinti ad olio, che ridanno vita ai personaggi della Favola. Essi ci costringono a giocare, con l’artista, con gli spiriti dell’aria e del legno, per danzare su racconti di morte e di rinascita, di peccato e di redenzione. I dipinti di Novelli ispirati a Pinocchio evocano arcane figure, come quelle del Padre e della Madre, e, attraverso i colori vivaci e i visi naïfs - che ci riportano al mondo dell’infanzia - ci avvisano che per diventare adulti, bisogna essere stati prima nel ventre del Pescecane».
Antonio Attini, fotografo di fama internazionale, è un collezionista di Pinocchio. Come editore ha pubblicato nel 2007, Le bugie di Enrico Colombotto Rosso, uno splendido volume di disegni a china del grande Maestro di Torino (che vive nel buen retiro di Camino, nel Monferrato) ispirati al capolavoro di Collodi.
Roberto Coaloa. Storico, insegna all'Università statale di Milano. È giornalista a "IlSole-24Ore". Specializzato in storia dell'Ottocento e d'inizio Novecento, ha compiuto i propri studi nelle università di Milano, Heidelberg, Città del Messico e Aix-en-Provence, dove ha conseguito il « Diplôme européen d'Histoire des Idées et des Doctrines Politiques » alla Faculté de droit et des sciences politiques d'Aix-Marseille. All’Università Orientale di Napoli, è docente alla Summer School “L’impresa culturale nel Mediterraneo” per la creazione di eventi, promozione e sviluppo del marketing nel territorio mediterraneo.
Dal 2002 scrive per le pagine culturali del "IlSole-24Ore", occupandosi di storia, in particolare del Risorgimento e della Prima guerra mondiale. Ha pubblicato i saggi: Da Plombières alla Seconda guerra d'indipendenza. Il rapporto tra Napoleone III e Vittorio Emanuele II, corrispondenze e antagonismi (2009), Carlo Vidua e l’Egitto (2009), Dall’idea di un regno dell’alta Italia alla guerra nazionale per un’Italia libera. Il ruolo dei volontari nella prima e seconda guerra d’indipendenza (2009), La storiografia del Settecento e dell'Ottocento sulla questione colombiana (2009), La classe politica dell’«altro Piemonte» alla vigilia dell'Unità d'Italia. Giovanni Lanza, Filippo Mellana e Urbano Rattazzi (2008), Luigi Leardi, la classe politica dell’altro Piemonte e la nascita del primo Istituto Tecnico d’Italia (2008), "L'altro Tolstoj" (2007), Giornalismo, propaganda e censura nella Prima guerra mondiale (2006), Alexander von Humboldt, un viajero del siglo XIX (2003), Carlo Vidua, un romantico atipico (2003), Carlo Vidua e Alexis de Tocqueville. Il viaggio nell'America della democrazia (2002), Carlo Evasio Soliva e il giudizio sull'opera dei contemporanei (2001), Le ricerche su Cristoforo Colombo (2001), In viaggio con Carlo Vidua (1997), Le projet de paix perpétuelle de l'abbé de Saint-Pierre (1993).
Daniela Di Spirito, collezionista di libri su Pinocchio. Per “Novelli Pinocchio” illustrerà la sua preziosa collezione.
Valerio Giacoletto Papas, insegnante, ricercatore e scrittore, ha realizzato uno straordinario lavoro letterario, artistico e creativo su Pinocchio, riscrivendo il capolavoro di Collodi insieme a ventisette ragazzi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Felice Faccio” di Castellamonte. Un esperimento didattico dal quale è nato il libro, Pitócio. Le avventure di un burattino di terracotta. L’opera è uscita nel 2009, riscuotendo un grandissimo successo di pubblico, diventando uno spettacolo teatrale (con la collaborazione di Mauro Stante e della Compagnia ET: Esperimenti Teatrali).
Ha pubblicato i saggi: Franz Kafka e le radici ermeneutiche dell’ebraismo (1995), Filosofia e romanzo (1999). Ha tradotto il romanzo di Ludwig Tieck, Le peregrinazioni di Franz Sternbald. Ha realizzato un romanzo fotografico con l’artista Marco Zerbola: L’incidente della luce. Diario di fine millennio.
Paolo Novelli, pittore, è nato a Casale Monferrato. Molte delle sue opere fanno parte della collezione permanente del Museo Luzzati di Genova.
Carlo Pesce, insegnante, è specializzato in storia dell’arte si occupa di critica d’arte. Ha scritto numerosi articoli per riviste specializzate come Tema Celeste o Segno. Pubblicista, collabora da anni con la pagina culturale de Il Piccolo di Alessandria.
Con Paolo Novelli ha già lavorato nel 2005, curando la mostra collettiva Pinocchio, presso la galleria Costanzo di Casale Monferrato e pubblicando, nel 2007, due articoli inseriti nei cataloghi presentati in occasione delle mostre di Genova, alla Fondazione Luzzati, e di Coniolo, nelle sale municipali.
Giorgio Seita, filosofo e storico, insegnante e copywriter, ha studiato aspetti della storia e della cultura piemontese seguendo progetti teatrali e musicali, come quello dedicato alla riscoperta del più grande compositore piemontese, Giovan Battista Viotti. Con Valerio Giacoletto Papas ha collaborato a numerosi progetti culturali sul territorio: per il Teatro Giacosa di Ivrea, il Parco culturale del Canavese e per altri teatri piemontesi. Con Valerio Giacoletto Papas ha realizzato alcuni spettacoli, come quello su Salvator Gotta, ed ha pubblicato il saggio Bernardino Drovetti. Storia di un piemontese in Egitto (2007).
Glauco Tiengo, filosofo, docente universitario all’Università di Roma III e in altre università europee, direttore della collana filosofica “Synesis” della casa editrice francese Harmattan, direttore editoriale di Bompiani. È specialista del pensiero filosofico-religioso ed esistenzialista russo del Novecento, in particolare di Florenskij, Svestov e Solov’ëv. È direttore del Centro Studi sul Pensiero Religioso Cristiano e dell’Osservatorio Permanente sul Dialogo Interreligioso. È direttore di “Synagoghè – Quaderni Ecumenici” e attualmente è impegnato in una approfondita ricerca sui temi del tempo e della verità nel misticismo russo nell’elaborazione, originale e autonoma, di una teoria dell’eventità.
Interventi all’incontro «Novelli Pinocchio tra letteratura, filosofia e arte».
Antonio Attini e Daniela Di Spirito, “Collezionare Pinocchio”.
Roberto Coaloa, “Novelli Pinocchio tra letteratura, filosofia e arte. Da Collodi a Aleksej Tolstoj, da Benito Jacovitti a Paolo Novelli”.
Valerio Giacoletto Papas “Da Pinocchio a Pitocio: un esperimento didattico che diviene libro e spettacolo”
Carlo Pesce, “Il Pinocchio di Paolo Novelli”.
Giorgio Seita
“Pinocchio e il Libro Parallelo di Manganelli”
Glauco Tiengo, “Sulla bugia filosofica: da Platone ad Agostino, da Pinocchio alla metafora di Blumenberg”.
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