6 Settembre 2010 – CASALE – “Non solo le risse scoppiate non c’entrano nulla con il calcio e con il nostro gruppo ma, in quello che è avvenuto, non c’è stato nessun movente di tipo razziale”. Sono chiarissimi i Boys Casale nel prendere le distanze dalle risse scoppiate la settimana scorsa – a piazza Venezia, Salita Sant’Anna e al Valentino – a seguito delle quali sono stati eseguiti sette arresti e presentate sette denunce. In questa intervista concessa a Casale News, due esponenti del tifo casalese – Massimo Barbieri e Marco Mortarino – ripercorrono la catena di avvenimenti che ha portato a questa esplosione di violenza, inedita per una città tranquilla com’è sempre stata Casale, e ne forniscono una propria ricostruzione. Il concetto di fondo è perentorio: anche se sono stati chiamati in causa giovani che vanno allo stadio e fanno il tifo per il Casale, il gruppo Boys non ne è coinvolto. Ed è sbagliato parlare anche di ‘resa dei conti’ fra i italiani e marocchini. Non c’è nessun tipo di astio – sostengono i Boys – verso la comunità marocchina o gli extracomunitari: questa situazione riguarda due gruppi di giovani ed è nata e degenerata per futili motivi.
Specifica subito Massimo Barbieri: “Il gruppo Boys esiste solo per fare il tifo per il Casale Calcio, tutto il resto sono propagande stupide e assurde, portate avanti perché accusare gli ultras fa comodo a molti”.
Marco Mortarino ricostruisce la spirale di eventi che ha portato alla rissa di martedì sera: “Tutto cominciò ad una festa presso un locale cittadino, dove scoppiò una rissa per futili motivi: in breve si è passati ai coltelli e non da parte nostra, tanto che un nostro amico venne ferito e gli furono applicati 27 punti di sutura al braccio. La settimana dopo, ci fu un altro diverbio e anche qui furono tirati fuori coltelli da quaranta centimetri. Lunedì scorso ci fu un nuovo incontro a piazza Venezia: il nostro amico avrebbe voluto risolvere la questione, ma fu ancora provocato. Ancora una volta è apparso coltello ed è stato sfidato: “Chiama pure chi vuoi”, gli è stato detto. Siamo andati là, ma non è successo nulla, non c’è stata nessuna maxirissa come qualcuno ha scritto. Sono arrivate le forze dell’ordine, hanno fermato un marocchino che due ore dopo era già a casa”.
“Poi c’è stato il martedì sera – prosegue Mortarino –: una telefonata alle 20.20 ci ha avvertito che stavano arrivando. Premetto che noi non abbiamo nulla contro la comunità marocchina. Non è una questione di nazionalità: quella è una compagnia di giovani – alcuni marocchini, altri italiani e un senegalese – che usa i coltelli. E noi non siamo tutelati da queste persone. È vero ci siamo difesi, i primi che sono venuti l’hanno pagata, ma sottolineo che loro avevano ancora i coltelli. Sono arrivate le forze dell’ordine e la situazione si è risolta. Per noi è finita qui, ma sembra che per loro non lo sia…”
Se non fosse arrivata quella telefonata che vi avvertiva, cosa sarebbe successo? “In tutto il bar – ricorda Mortarino – c’erano appena sei persone: i due gestori, due ragazzi e due ragazze. Ci vuole poco a capire cosa sarebbe accaduto se fossero entrate dentro cinque persone armate fino ai denti… Sarebbe successo il finimondo, avrebbero spaccato il bar e non solo. Questo è un fatto di cronaca nera, il calcio non c’entra nulla, il gruppo Boys non c’entra. Siamo un gruppo di amici che si è difeso da un’aggressione e vuole solo vivere tranquillo nella sua città. E adesso a Casale non si può girare tranquilli, non si può andare nelle feste, nei locali…Vorrà dire che andremo in giro sempre numerosi, in gruppi di quindici”.
Riprende la parola Massimo Barbieri che esprime un pensiero di comprensione nei confronti dell’operato di polizia e carabinieri: “Noto un certo sgomento nelle forze dell’ordine che non hanno potere per reprimere queste situazioni. È una società malata, la giustizia fa schifo. Capiamo il disagio degli agenti che lavorano, magari rischiano di prendersi una coltellata (come abbiamo rischiato noi), e poi vedono che chi hanno appena arrestato viene rimesso in libertà dopo due ore. Come si può a permettere che queste persone escano subito? Chi commette un reato deve essere punito: alla luce del sole, secondo giustizia, ma va assolutamente punito”.
Redazione On Line

