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Comincia il processo d'appello Eternit

Giovedì la prima udienza, a un anno dalla storica sentenza che condannò Schmidheiny e de Cartier a sedici anni di reclusione

A un anno e un giorno esatti dalla storica sentenza di primo grado, che condannò il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartier a sedici anni di reclusione per disastro ambientale doloso e permanente e per omissione dolosa di cautele infortunistiche, comincia domani, giovedì 14 febbraio, il processo di appello Eternit. L'appello è stato chiesto non solo, ovviamente, dalla difesa dei due imputati, ma anche dalla procura di Torino (rappresentata ancora da Raffaele Guariniello, Sara Panelli e Gianfranco Colace) che chiede un inasprimento, e da molte parti lese che lamentano o di essere state escluse dalle provvisionali di primo grado o che queste siano state troppo esigue. L'udienza di giovedì sarà soprattutto tecnica, poi si procederà al ritmo di tre udienze settimanali in modo da chiudere l'appello entro giugno.

Una manifestazione davanti al Palagiustizia e' stata indetta da sindacati e Afeva. Dieci i pullman attesi da tutta Italia, almeno sette quelli che partono da Casale (sei organizzati dall'Afeva da piazza Castello, il settimo, quegli degli amministratori locali, parte dal piazzale Pia). Queste le istruzioni fornite dall'Afeva: il ritrovo è alle 6.45 puntuali in piazza Castello, la partenza alle 7 e non oltre. Ogni pullman ha un referente: pullman 1 (responsabile Enzo), pullman 2 (responsabile Tommy), pullman 3 (responsabile Sandra), pullman 4 (responsabile Luca), pullman 5 (responsabili insegnanti Leardi/Lanza), pullman 6 (responsabile Chicco), pullman 7 (amministratori locali, da piazzale Pia). Alle 8.30 presidio davanti al Tribunale, entro le 9.30 si entrerà e ci si accomoderà nelle aule che diranno i referenti pullman durante il viaggio di andata. Infine alle 11.30, nell'aula magna, inizierà l'incontro internazionale associazioni italiane e francesi.

“E’ molto importante la partecipazione - commenta la presidente Afeva Romana Blasotti Pavesi – per non dimenticare e per essere presenti sempre di fronte al grande lavoro dei magistrati di Torino. La lotta non è finita, abbiamo ancora tanto da lavorare per giustizia, ricerca e bonifica. Incito tutti a non mollare e a partecipare come sempre alla lotta fino a non dover più soffrire per l’amianto”.


Redazione On Line

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