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I commercianti contro il decreto Balduzzi: 'Di questo passo, dopo le bibite gassate, tasseranno anche l'acqua del rubinetto'

Il presidente Calvaruso: 'Occorre promuovere una sana politica alimentare, non togliere soldi alle famiglie'

La tassa sulla bibite contenuta nel decreto Balduzzi, non ancora approvato eppure già tanto discusso (e secondo le ultime indiscrezioni che filtrano da Roma il provvedimento si sarebbe arenato in consiglio dei ministri e sarà probabilmente rinviato a data da destinarsi) non piace affatto ai commercianti casalesi. “Di questo passo la prossima idea geniale di questo governo sarà tassare l’acqua del rubinetto” dice il presidente di Confcommercio Casale Monferrato Stefano Calvaruso.

“Nell’ultima bozza del decreto firmato dal ministro Balduzzi – spiega infatti Calvaruso – si legge che "è introdotto per tre anni un contributo straordinario a carico dei produttori di bibite gassate. Il dicastero della Salute ci tiene a far sapere che il ricavato sarà destinato "al finanziamento dell’adeguamento dei livelli essenziali di assistenza".  Il decreto che Balduzzi presenterà al consiglio dei ministri "è ancora a livello di bozza e dovrà ancora essere discusso in parlamento. Il ministro usa argomenti strumentali per giustificare una tassa che speriamo venga bocciata in parlamento”.

“Comunque – prosegue Calvaruso – resta il fatto che da parte dei tecnici arriva l'ennesima imposta per noi commercianti e imprenditori, noi diciamo un  secco "no", in più  promettiamo  di combattere questa imposta per noi pericolosa (è chiaro che questa tassa si ripercuoterà sul costo del prodotto finale)”. “Dopo aver dissanguato con tasse inique famiglie e imprese, il governo Monti insiste nel tassare anche la sete dei cittadini. Questa è un altra gabella che provocherà l’ennesimo rimbalzo negativo sul consumo degli italiani. Ci aspettiamo che la prossima idea geniale di questo governo di scienziati sia di tassare l’acqua del rubinetto”.

“Bisogna promuovere una sana cultura alimentare, e non togliere altri soldi alle famiglie. La tassa sulle bibite è inutile, e per tutelare le fasce più deboli bisogna agire in modo molto più serio deve essere anche quello di riproporre "una vera medicina di prevenzione scolastica, come si faceva un tempo sulla malattia tubercolare o reumatica". 

"Ecco il vero risparmio per lo Stato: nell'ambito di una perfetta prevenzione, potremmo imitare l'esempio della Francia, rappresentando sulle confezioni di questi prodotti, a gran caratteri, i probabili danni, come già accade per tabacco e sigarette non con tagli lineari che danneggiano tutti, ma riducendo man mano il peso delle malattie”.


Redazione On Line

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