Sabato scorso l'Associazione Voci della Memoria era presente con un banchetto al mercatino biologico ‘Il Paniere’ in piazza Mazzini per spiegare i rischi connessi all’amianto nella realizzazione della Tav in Val di Susa.
“Partendo dalla nostra tribolata storia di casalesi, quella dell'amianto – raccontano i volontari dell'Associazione – abbiamo spiegato i rischi che gli scavi per la cosiddetta Grande Opera Tav (treno ad alta velocità), comporterebbe per gli abitanti della Val di Susa con la dispersione delle polveri di amianto in una zona molto ventosa e per gli operai che ci lavoreranno, la quasi totalità dei banchetti presenti di contadini e operatori nel settore biologico, molto sensibili alle problematiche ambientali, ha immediatamente esposto la bandiera che tanto sta facendo discutere in tutta Italia in questi mesi".
“Nel contempo si è fatto informazione mediante volantini, documentazione, relatori intervenuti e musica, in più sono state raccolte 220 adesioni all'appello lanciato dall'Afeva per il divieto della lavorazione dell'amianto in tutto il mondo”.
“Una bella giornata di informazione libera e di confronto con i tantissimi che si sono avvicinati al banchetto, hanno donato fondi per la Valle di Susa e acquistato i simboli della battaglia di civiltà e democrazia che buona parte dei valligiani sta combattendo, perché l'amianto purtroppo non è solo "cosa nostra"”.
“Il 7 gennaio a Casale si era detto "Nessun Dorma!", se qualcuno pensava che i casalesi avessero ignorato questo appello nella battaglia contro l'amianto bè, ha fatto proprio male i conti!”
In allegato immagine di parte del Paniere addobbato a difesa della natura in Valle di Susa contro la devastazione ambientale che la Tav provocherebbe con l'esposizione di bandiere a ogni banchetto e un'immagine della fila che si è creata sabato per sottoscrivere l'appello all'Onu.
Redazione On Line



