“Un’ulteriore sconfitta per Stephan Schmidheiny”. È soddisfatta l’Afeva – Associazione Familiari e Vittime Amianto – a poche ore dalla decisione dell’amministrazione di rifiutare l’offerta dell’imputato svizzero e di restare parte civile nel processo di Torino e nei gradi successivi di giudizio. Lo affermano, in una nota che pubblichiamo integralmente, la presidente Romana Blasotti Pavesi, il coordinatore Vertenza Amianto Bruno Pesce e i sindacalisti Nicola Pondrano (Cgil), Luciano Bortolotto (Cisl) e Luigi Ferrando (Uil).
“IL No di Casale Monferrato – scrivono - è un’ulteriore sconfitta per Stephan Schmidheiny, dopo il rinvio a giudizio e il no di tantissimi cittadini e dei piccoli Comuni del Casalese. Siamo finalmente soddisfatti per questa laboriosissima decisione, perché è la decisione più giusta che la città di Casale potesse assumere in merito alla proposta di un patto con l’imputato Schmidheiny”.
“Troppo grandi sono stati – proseguono i rappresentati Afeva – e sono ancora, la sofferenza e il torto subiti dalla città per poterli tradurre in semplice opportunità di carattere economico. E’ una scelta giusta perché consente di ricucire le lacerazioni provocate nella città e di marciare uniti, cittadini e Istituzioni, per conseguire quelli che sono i nostri obbiettivi inscindibili da decenni: giustizia, ricerca e bonifica ambientale”.
“Questa unità ci consentirà di affrontare con maggiore efficacia e coerenza il “dopo-sentenza” che potrà essere molto impegnativo anche sul fronte dei risarcimenti che non vanno, ovviamente, trascurati”.
“Vogliamo ringraziare, per il ruolo determinante svolto in questi mesi, il Ministro della Salute Renato Balduzzi, il Vescovo di Casale Alceste Catella, gli organi di informazione locali e nazionali e i cittadini di ogni età che, a migliaia, hanno manifestato una profonda condivisione della battaglia comune per la Giustizia”.
Redazione On Line

