Un’interpretazione emozionale monferrina con una vena di stile francese… Roberto De Alessi

La nuova puntata di Monferrato Wine ci porta alla scoperta della Tenuta San Sebastiano, a Lu Monferrato

CASALE MONFERRATO

Percorrendo la strada che porta a Lu dalla provinciale Casale Alessandria mi rendo ancor più conto del perchè il Monferrato sia diventato patrimonio dell'Unesco e mi sento di affermare che le sue colline non sono seconde a quelle di altre zone; queste dolci alture hanno un fascino molto particolare ed unico e nascondono tesori agroalimentari ed enologici ancora sconosciuti a tanti.

Prima di entrare in paese troviamo La Tenuta San Sebastiano, di proprietà dei De Alessi: Roberto con moglie, acquistano la tenuta nel '90, dopo una brillante carriera da abile pilota di elicotteri; d'altronde la passione per la terra che gli deriva dal padre, alla fine prende il sopravvento, e sottolineo fortunatamente perché così possiamo godere dei frutti di questa cantina.

L'azienda consta di otto ettari di terra coltivata a vigneto e troviamo diversi tipi di vitigno, da quelli classici come cortese, grignolino, barbera e moscato ad altri esteri, in prevalenza francesi, quali chardonnay, viognier, traminer (vedere gli scritti del prof . Attilio Scienza),pinot nero, cabernet franc, merlot, petit verdot, mourvedre e grenache.

Ogni visita alla Tenuta San Sebastiano è sempre molto piacevole per l'accoglienza della famiglia De Alessi, sempre molto calorosa e Roberto è il classico gentiluomo di campagna, in stile Giovanni Conterno; cerca di trasmettere tutte le tradizioni, i valori, le aspirazioni e conoscenze al proprio figlio Fabio, suo coadiuvante.

Il colloquio è sempre molto interessante ed ogni volta si scopre sempre qualcosa di nuovo, unico, sintomo di passione, volonta’ di portare avanti i prodotti e la storia della Nostra terra: durante la visita abbiamo visto volumi rilegati in versione originale de ”Il giornale vinicolo”, pubblicato dal 1923 a Casale Monferrato. Così si parla di grandi figure casalesi dell' enologia che hanno fatto la storia del vino, quali Ottavi, Marescalchi e Martinotti che oserei definire dei luminari, dei “mostri sacri”, appellativo con significato decisamente positivo; un patrimonio che poco a poco è andato perso. E il parere concorde è che il Monferrato non è secondo a nessuno, deve solo ritrovare se stesso e “farsi” conoscere al mondo. L’operazione è cominciata, ma richiederà uno sforzo comune a produttori di vino, produttori agroalimentari, ristoratori , albergatori e politici. Se si alza l'asticella ne potremmo beneficiare tutti.

La famiglia De Alessi presta molta attenzione alla vigna, così come dovrebbe sempre essere perchè il vino è figlio della terra e dell' uva che si raccoglie; vengono effettuati diradamenti per averedei grappoli da portare alla pigiatura di altissimo livello. In cantina, con la consulenza di Mario Ronco, si cerca di utilizzare una tecnologia che non soffochi le caratteristiche di un frutto ottimo.

Sono fermamente convinto che un produttore, specialmente se di piccole dimensioni, debba riuscire a trasmettere il proprio carattere e la propria filosofia ai suoi vini; e Roberto ne è l’ esatta corrispondenza del personaggio, che crea un prodotto generoso, di ottima materia prima e consistenza e sono altrettanto ottime le interpretazioni sia dei vitigni autoctoni che di quelli forestieri.

 

Vini degustati:

Barbera del Monferrato 2015 Mepari

Uno dei vini più importanti dell' azienda, da uve barbera al 100 % , dedicato al papà di Roberto (infatti “Me pari” in dialetto monferrino significaa “mio padre”),dal quale ha ereditato la passione per il lavoro della terra.

Come ho già detto i vini di San Sebastiano sono generosi come il proprietario e lo si coglie già dal colore rubino carico intenso. Naso tipico di ciliegia sotto spirito, prugna e sentori speziati e balsamici dati dalla sosta prolungata in legno piccolo. In bocca è imponente ed asciutto , con ottima spina dorsale data dai tannini. Questo vino è un bimbo ancora in fasce, migliorerà sicuramente con un ulteriore affinamento in bottiglia.

Piatti importanti quali cinghiale, cacciagione e formaggi a pasta dura stagionati.

LV vdt bianco 2014

Vino dolce da moscato bianco 50 % traminer 50 %: abbinamento perfetto.Le uve vengono lasciate surmaturare sulla pianta e raccolte; segue pressatura soffice, fermentazione e maturazione in barrique. Affascinante colore giallo dorato , brillante. Il naso è un susseguirsi di profumi dati dalle due uve e il traminer dona una complessità che il moscato, di solito monocromatico, da solo non avrebbe. Agrumi, pompelmo, scorza di arancia, confettura di albicocche, salvia ed erbe aromatiche. Ancor più positivo in bocca dove è dolce ma non stucchevole, molto piacevole ed equilibrato.

Da meditazione, fegato d' oca, formaggi stagionati.

Sono assolutamente da provare.

Nelle due prossime settimane usciremo nel week end con una versione particolare dedicata ai vini presentati in fiera alla Mostra di San Giuseppe.

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