Un pomeriggio sotto Vignale, presso Ca’ Cima, residenza e sede dell’azienda Accornero

La nuova puntata di Monferrato Wine, dedicata a una famiglia di proprietari viticoltori da quattro generazioni: passione e vini di alta qualità

VIGNALE MONFERRATO

Proprietari viticoltori da quattro generazioni, Accornero continuano con la stessa passione e lo stesso impegno a produrre vini di alta qualità. Ci accoglie l’amico Ermanno, il titolare, subentrato al papà Giulio, che ha preso in mano le redini dell’azienda nel '90 con il fratello Massimo, poi prematuramente scomparso.

Cà Cima è situata nel Comune di Vignale Monferrato, avvolta da colline morbide ricche di filari che la fanno sembrare un palco immerso in un anfiteatro: ha una superficie di 20 ettari interamente coltivati a vigneto. La cantina dell'azienda, dotata di tutte le tecnologie moderne, rimane comunque fedele ai processi più tradizionali della vinificazione, offrendo così i grandi vini del territorio del Monferrato.

L'affermazione che mi balza immediatamente in testa prima di descrivere questa cantina è “chapeau” ….Ermanno!!

I vini, espressione pura del territorio, sono ad un livello qualitativo decisamente elevato e da anni ricevono numerosi riconoscimenti; il primo tre bicchieri del Gambero Rosso è arrivato con il Barbera del Monferrato Superiore Bricco Battista 1997. E i premi da anni fioccano anche dall’estero, tanto è vero che un certo Robert Parker ha tributato il giusto onore con diversi punteggi veramente alti,oltre i 90/100 in alcuni casi.

L’aspetto che mi sorprende di più è che analizzando la gamma di vini non si trovano cedimenti qualitativi, non esistono vini “minori” o meno curati, non ci sono mancanze strutturali; perchè è più facile fare 2.000 bottiglie di ottimo livello che qualche centinaio di migliaia di roba passabile...

Mentre ci sediamo al suo tavolo in cantina per la degustazione Ermanno ci stupisce parlando con un’unica e inconfondibile passione che ci avvolge e travolge in maniera piacevole. La conoscenza approfondita della materia, per nulla scontata e i suoi pensieri si incontrano con i miei, e finiamo per ascoltare interessantissimi racconti su come è nato il Grignolino “Vigne Vecchie”, frutto di un “sacrificio” dettato dal tenere in cantina diverse annate prima di metterle in commercio, la perseveranza e la costanza per questo progetto; il rischio di impresa ci sta sempre, ma per una persona lungimirante e vero imprenditore in cuor suo sapeva che il tempo gli avrebbe dato ragione.

E comunque sottolinea sempre che non ha fatto niente di nuovo, ha solo riscoperto ciò che accadeva anni fa; la dimostrazione sono un paio di etichette, anni '70, di grignolino delle aziende Giacomo Conterno e Fontanafredda; sul retro appare chiaramente l'alta valutazione di questo vitigno, all'epoca considerato “fine” come i vini da uve nebbiolo.

Poi interviene la sua capacità commerciale, il suo modo di capire il mercato, specialmente quello estero, e di anticipare i tempi: il Bricco del Bosco Grignolino Vigne Vecchie è un vino a cui il Monferrato Casalese dovrebbe fare un monumento perché precursore di un progetto che sta andando avanti e che potrà solo fare del bene a Casale e al nostro Monferrato.

Per anni ho passato il sabato e la domenica in Langa, in terra da Barolo e Barbaresco, Alba e dintorni, a studiare, degustare. Un giorno del '98, mentre mi apprestavo ad andare a pranzo alla Ciau del Tornavento di Treiso, vedo arrivare un signore in moto; di primo acchito col casco, non avevo riconosciuto Ermanno. Splendido il suo saluto: “Ciao; guarda qua, due monferrini in Langa”. Ma la cosa più interessante è che Ermanno, in quell'occasione, era a pranzo con i migliori produttori di Langa; perchè il confronto con altri produttori di altre zone è fondamentale per la crescita e questo “modus operandi” si percepisce magnificamente nei vini dell'azienda Accornero.

Passiamo alla degustazione:

Grignolino Bricco del Bosco 2018: da questo vino si capisce la passione di quest'azienda per il grignolino, vitigno che trova un habitat perfetto nella zona di Vignale; un “tale” Bruno Giacosa, grande conoscitore di uve e di terroir, acquistava qui in frazione San Lorenzo le uve per la propria produzione. Versione non affinata in legno. Decisamente corrispondente a tipicità il colore rubino, naso di piccoli frutti rossi, lampone in prima battuta. Nonostante la giovane età risulta molto piacevole in bocca con buona morbidezza e tannini fini.

Io ne ho presa una bottiglia e l’ho degustata azzardando con un filettino di gallinella impanato con il prezzemolo, al forno: ottimo il contrasto pesce fine frutti rossi.

Barbera del Monferrato Superiore Bricco Battista: In una zona dove le doc originarie, ora docg, si sovrappongono e il barbera d'Asti era di solito il barbera “fermo”, importante ed invecchiato e il barbera del Monferrato vivace, gli Accornero sono stati i primi a voler produrre la versione di barbera importante della casa come Barbera del Monferrato. Barbera importante già dal colore rubino carico con riflessi nerastri, quasi impenetrabile; naso impeccabile, complesso e piacevole al tempo stesso con mora, prugna e ciliegia. Nuances di liquirizia, di caramella “sucai “ e spezie fini date dal legno. Bocca importante, coinvolgente con buona vena fresca e tannino apprezzabile e vivo.

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