Monferace... guardare indietro per poter andare avanti

La quarta puntata di Monferrato Wine dedicata al grignolino, un vitigno antico che torna meritatamente alla ribalta dopo alcuni anni di oblio

CASALE MONFERRATO

Questa settimana parliamo di un vitigno che torna meritatamente alla ribalta dopo alcuni anni di oblio.

Un po' di Storia:

Il grignolino è un vitigno antico, le origini risalgono a parecchi secoli fa; la prima testimonianza portata dagli studiosi è del 1246, anno in cui si parla di uve Barbesine; Il vino ottenuto da queste uve era ritenuto di alta qualità e nel corso degli anni la sua diffusione aumentò, apprezzato da nobili, da re, quali Umberto I di Savoia e la sua quotazione ad inizi '900 raggiunse quella di Barolo e Barbaresco.

Ma la cosa interessante è che la storia parla di un vino invecchiato e da invecchiamento.

Nel suo percorso di vita il grignolino attraversa momenti di declino per problematiche legate alla sensibilità, quindi una maggiore esposizione alle malattie e per questo gli viene preferito il più robusto e redditizio barbera.

In più a livello di prodotto finale perde consensi perchè spesso e volentieri venivano immessi sul mercato dei rosatelli improponibili, fatti magari con aggiunte di freisa o barbera, come da disciplinare; ottenuti da uve poco mature perchè il “nostro” viene invece relagato a zone di coltivazione ed esposizioni non conformi. E negli anni '60, con la meccanizzazione, molte vigne vengono messe a dimora con bassa densità di impianto e conseguente produttività di alcuni chilogrammi per pianta con maturazione pressochè impossibile.

Se poi ci mettiamo la moda dei vinoni scuri, densi e marmellatosi, i motivi del disinteressamento sono chiaramente comprensibili.

E visto che la storia insegna....antichità...longevità....affinamenti....

Ermanno Accornero, Vignaiolo di Vignale Monferrato comincia a far maturare il suo grignolino del 2006 (Bricco del Bosco Vigne Vecchie) più a lungo di Barolo e Barbaresco: quattro anni almeno metà dei quali in legno.

Ma i preconcetti fanno parte della razza umana, sono troppo presenti ed evidenti; ed Ermanno, da produttore sensibile ed esperto, quale è, ai suoi wine tasting propone prima tutti gli altri vini e, per ultimo, il grignolino Vigne Vecchie, rigorosamente in caraffa e senza indicazioni.

Degustatori entusiasti a chiedersi se è pinot nero, se è nebbiolo o cos' altro …

Da questa esperienza, con Mario Ronco convinto promotore nasce il progetto Monferace, inizialmente Grignolino Storico, un sodalizio che vuole un ritorno all'antico identificandosi come espressione del Monferrato.

Monferace è una libera associazione aperta il cui nome deriva dall'antica denominazione del Monferrato risalente al 1471, ha statuto proprio ed è composta al momento da dieci aziende: Accornero e Santa Caterina, Sulin (Grazzano Badoglio),Alemat (Moncalvo),Castello di Uviglie (Rosignano Monferrato),Fratelli Natta (Grazzano Badoglio),La Fiammenga (Cioccaro di Penango),La Tenaglia (Ponzano Monferrato),San Sebastiano (Lu Monferrato),Vicara (Rosignano Monferrato).

Appartengono a quest'associazione aziende che producono Grignolino del Monferrato e Grignolino d'Asti, con la sola eccezione di De Alessi, Ten. San Sebastino perchè per motivi inspiegabili all'epoca della costituzione delle Doc, Lu non viene inserita.

Il vino deve essere prodotto al 100% con uve grignolino, invecchiato 40 mesi tra legno e vetro e sottoposto alla commissione di degustazione interna all' associazione per approvazione.

Alcuni produttori hanno già proposto annate di Grignolino invecchiati o storici e a giugno verrà presentata la prima annata 2015 completa riportante il nome Monferace.

Se parliamo di capacità di invecchiamento, il colore con tonalità di giallo predominante influenza il degustatore che può pensare ad un vino “ossidato”, specialmente se il campione degustato ha qualche anno.

Gli studi effettuati parlano di affinità col nebbiolo se consideriamo i precursori degli aromi presenti nei due vitigni: la “leggenda metropolitana” del vitigno che deve per forza dare solo vini semplici viene a cadere.

Se facciamo un confronto gustativo, il Monferace non ha le giustamente le caratteristiche del fratello minore affinato in acciaio, è decisamente più complesso e non troviamo profumi topici quali pepe e geranio. È un vino decisamente più importante da osare con piatti importanti quali carni arrosto e formaggi stagionati.

Da notare la differenze stilistiche dei vari produttori dovuti al fatto che i terreni sono decisamente diversi tra di loro; infatti le zone di produzione sono diverse e ben distanti in alcuni casi.

E finalizzata allo scopo di far conoscere le varie differenze territoriali trovo decisamente interessante l'idea di fare una zonazione del Monferace.

Conclusione: il Grignolino Vecchie Vigne di Ermanno ha ricevuto più volte punteggi superiori ai 90/100 da Parker, a buon intenditore…

Un ringraziamento a Mario Ronco, grande appassionato e grande enologo; da un colloquio con lui nasce questo scritto. Splendida esperienza, per un appassionato come me parlare con un personaggio di questo calibro e costituisce  momento di altissimo valore emotivo e di formazione.

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