Il Castello di Uviglie tra storia e grandi vini

La seconda puntata di Monferrato Wine, dedicata all'azienda vitivinicola di Rosignano Monferrato

ROSIGNANO MONFERRATO

Volevo cominciare l’articolo scrivendo a mano a mano….e, scusate la digressione per qualche secondo, ……ma che canzone!!!!! Pezzo sacro della musica italiana che ha segnato tante epoche, e anche se scritto e cantato da un mostro sacro di poeta quale è Cocciante, tutti hanno cercato di cantare, ma nessuno come Rino Gaetano…Grazie perchè ci hanno regalato questa magia che continuerà a vivere in molti di noi !!! La canzone narra, aggiungerei forse, una storia che sta per finire, mentre invece la nostra, appena cominciata questa settimana ci ha portato in un altro posto storico: al Castello di Uviglie.

L’Azienda Castello di Uviglie sorge all’interno del Castello omonimo. Ci troviamo in una zona intorno a Rosignano, territorio ricco di Castelli. La costruzione del Castello risale tra il 1239 e il 1271, con un avvicendamento di famiglie nobili, dai Pauccaparte di Celle, passando per Pico di Paciliano, e subito dopo con il duca Gonzaga aggregato i Pico Gonzaga. Non si puo non menzionare che durante la seconda guerra mondiale nel castello venne traslata la salma di Don Giuseppe Allamano per proteggerla dai bombardamenti; inoltre, nei secoli ha ospitato San Luigi Gonzaga – durante la permanenza di suo padre Ferdinando in Monferrato in qualità di governatore del Ducato – San Giovanni Bosco.

Simone Lupano, proprietario,personaggio dinamico e innamorato del proprio mestiere, quello di fare vino; desiderio portato avanti da quando era giovanissimo, e dopo anni di lavoro convinto che ogni cambiamento o ricerca, se ben calibrati, possano rappresentare l’ origine di una sempre maggiore qualità dei vini. Le volte in cui ci si trova, sono occasioni molto piacevoli per parlare (anche) di una passione comune per i grandi riesling di Mosella o dei grandi Champagne. Questa apertura mentale di Simone si presta a mettersi in gioco e a confrontarsi con altre realtà di altri territori; sono infatti convinto che senza conoscere i più importanti vini del mondo, condividendoli, non si vada da nessuna parte.

Vogliamo poi parlare di un tale Mario Ronco, uno dei migliori winemakers piemontesi ed italiani; allievo di Lanati; le sue consulenze spaziano sino a Barolo, Ghemme, il canavese, Carema, la Valle d’Aosta e la Liguria nonché, più recentemente, alla Toscana, dove offre i suoi consigli professionali nella zona del Vino Nobile di Montepulciano, e alla Sicilia. La collaborazione con Ermanno Accornero ha fatto sì che venisse “creato” il capostipite dei grignolino storico, il Bricco del bosco Vigne Vecchie.

La gamma dei suoi vini è di livello qualitativo molto alto: forte di una tradizione ed esperienza di oltre 5 secoli, l’azienda è oggi una splendida realtà produttiva di 120 ettari di cui 25 coltivati a vigneto. La cantina che ha una capacità di raccolta di 3.500 hl è dotata delle tecnologie più moderne pur utilizzando i metodi tradizionali di vinificazione nel rispetto della tipicità del territorio.

Simone è uno dei dieci produttori che aderiscono all' associazione Monferace, quello che viene chiamato “grignolino storico”, invecchiato per almeno 3/4 anni prima di venire immesso al consumo. Un grignolino diverso da quello che siamo abituati a bere negli ultimi anni , che trova radici ben radicate nella storia. Del Monferace, come del grignolino ed altri vitigni monferrini, parleremo in articoli specifici in cui interverranno “addetti ai lavori” di consolidata esperienza ed affidabilità.

I vini di Castello di Uviglie vengono in buona parte esportati in Europa e negli States.

Vini prodotti:

Le Cave Extra Brut millesimato Metodo classico

Bricco del Conte Barbera Monferrato docg no legno

Le Cave Barbera Superiore Monferrato DOCG botte grande

Pico Gonzaga Barbera Superiore del Monferrato D.O.C.G. tonneau

1491 Monferrato D.O.C. Vitigno Albarossa

Emanuela Barbera del Monferrato vivace D.O.C.

San BastianoGrignolino del Monferrato Casalese D.O.C.

San Bastiano Terre Bianche Grignolino Monf.Casalese botte grande

Ninfea Monferrato Freisa D.O.C. vivace

Ninfea Piemonte Chardonnay D.O.C.

San Martino Monferrato Bianco D.O.C. Vitigno Sauvignon blanc

Bricco del ciliegio Vino bianco dolce ottenuto da uve appassite

Nell’entrare in cantina siamo immediatamente avvolti dal profumo del mosto, impressionano le botti in legno predisposte ad accogliere i vini da affinare, nella loro grandezza e bellezza, il tutto in un ambiente storico e prezioso.

Nella sala adibita a degustazione contornata da centinaia di bottiglie abbiamo assaggiato i due vini che vado a descrivere.

San Bastiano Terre bianche 2012 Monferrato casalese.

Grignolino 100 % da selezione delle uve migliori , fermentazione in tino di legno con macerazione di circa 25 giorni , 30 mesi di botte grande e 12 mesi di affinamento in bottiglia prìma della vendita.

Da terre “bianche” (spunto per il nome),calcaree, ottime per la produzione di grignolino, l’esposizione favorevole conta parecchio.

Chi ama i “vinoni” scuri, densi, marmellatosi , alcolici e carichi di legno non si avvicini troppo a questo vino; non fa per lui .Qui il grignolino, “anarchico testamatta”, perde oltre modo al naso le sue caratteristiche di pepe e geranio e si veste di elegante e splendida complessità.

Non voglio scomodare la Borgogna rossa e non voglio attirarmi gli strali dei puristi ma siamo di fronte ad un esempio di rara bellezza, fine elegante e complessa, molto “corrispondente” all' andamento del 2012, annata fresca. Colore rubino con lievi riflessi granati, il naso è decisamente dinamico e complesso, offre sentori di piccoli frutti rossi macerati , ciliegia, buccia di pesca, pesca di vigna macerata nel vino. Ottime sensazioni minerali calcaree, appena accennate, di confettura di rabarbaro e di fragolina di bosco. Bocca in perfetta corrispondenza, elegantissima, di ottima beva; qui ricompare in parte il pepe nero, con tannini setosi e finale lungo.

Abbinamenti? Ma da solo, come un vino da meditazione, deve essere il protagonista …

Protagonista con altre pietre miliari, come la Muletta di Sala, di Sassone e il salame cotto della Macelleria Cesare di Trino. Oppure con dei primi con sughi di carne non troppo elaborati

Bricco del ciliegio

Vino dolce ,50% da uve chardonnay e 50% da uve sauvignon raccolte mature; successivamente sottoposte a congelamento a – 35 ° C, pressatura soffice. Fermentazione e affinamento in barrique sui propri leviti per 36 mesi; affinamento in bottiglia per circa 6 mesi. Siamo di fronte a quello che i tedeschi e i canadesi definiscono Eis (ice) wine, dove il congelamento dell'uva avviene invece all' aperto per le condizioni climatiche. Il ghiaccio toglie buona parte dell'acqua dell'acino e in questo modo si concentrano tutte le altre componenti, comprese quelle deI profumi. Che dire, è un vino dal respiro internazionale, non solo per le uve da cui viene sintetizzato. Paglierino carico, luminoso e gioioso. Naso accattivante con acacia, fiori gialli, frutta esotica in primo piano; splendide note salmastre, salate. Ottima progressione gustativa in cui la sapidità rilevata al naso e l'acidità rendono il vino di una beva compulsiva, non stucchevole. Vino da meditazione, da formaggi, meglio erborinati e foje gras.

Assaggiatelo con gli amaretti della pasticceria Mauro di San Salvatore

Alla prossima…………Buona lettura.

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