Ultimo week end per la mostra Jas - Just Another Stage

Fra le opere che hanno destato più interesse l'installazione collettiva e interattiva 'Concepigmento - la nascita dell’Idea' di Elena Caterina Doria

CASALE MONFERRATO

Domenica 28 giugno si chiudono i battenti del Castello del Monferrato su JAS, Just Another Stage – La Via dell’infinito, la mostra di fotografia, scultura e due installazioni che ha raccontato le stagioni di vita della donna. Un percorso espositivo nel segno del fucsia che dal Concepimento/Nascita, attraverso l’infanzia, la giovinezza, la maturità, la vecchiaia e la morte, sfocia poi nella rinascita intesa come forza e determinazione tutta femminile a rinnovarsi sempre e comunque.

La mostra ha registrato, nonostante il periodo post Covid-19 che sembrava irrimediabilmente ridurre l’afflusso di visitatori, una presenza massiccia di appassionati, semplici curiosi o turisti fuori regione, arrivando a contare fino a 1200 presenze nei tre fine settimana di apertura, a cui andranno sommati quelli dell’ultimo fine settimana del 27/28 giugno.

Quindici le artiste presenti all’esposizione: Alle Bonicalzi, Marina Caccia, Anne Conway, Donatella D'Angelo, Cecilia Gioria, Petra Probst, Isabella Sommati, Marina TomasiPaola Casulli per la fotografia. Anna Galli, Silvana Marra, Florine Offergelt, Mariagrazia Degrandi, per la scultura. Elena Caterina Doria e Cate Maggia, per le installazioni. La mostra ha avuto anche un percorso nel Torrione Est dove il duo fotografico Light Lens, composto da Laura Marinelli e Alessandro Magagna, hanno presentato il loro progetto, “Donne Incartate”, contro la violenza sulle donne.

Il progetto grafico di JUST ANOTHER STAGE è di Elena Caterina Doria. Su uno sfondo fucsia (colore che rappresenta lo schiaffo virtuale alla società per svegliarla dal torpore circa le problematiche della donna),un volto da dea campeggia indossando un paio di occhiali arancioni.

Ma l’artista è anche protagonista di un lavoro artistico che ha destato molto interesse e partecipazione. Il titolo della sua installazione collettiva e interattiva, presente nella prima sala al secondo piano del Castello, si intitola Concepigmento - la nascita dell’Idea.

Concepigmento è un gioco di parole che unisce concepimento e pigmento. Attori di questo progetto suggestivo e accattivante, sono la madre/artista e il padre/pubblico.

Un centinaio di cartoni di forma circolare e dal diametro di circa 9 cm, rappresentano i gameti e sono disposti dalla madre (l’artista Elena Caterina Doria) su due tavoli bianchi e tondi. Sui cartoni è stato fatto cadere, in un momento considerato preparatorio, del pigmento di colore nero. A disposizione del pubblico/padre sono disposti alcuni bicchieri d’acqua e relativi contagocce con cui è possibile prelevare l’acqua per dare avvio al concepimento dell’idea. Le gocce d’acqua cadendo sul pigmento colorato lo scioglie dando luogo a disegni e forme tra le più strane e originali, ricordando un volto sorridente, la sagoma di un animale, una parte del corpo etc, che rappresentano l’embrione dell’idea.

I dischi di cartone così concepiti, saranno sul luogo fino alla fine della mostra mutando aspetto, deformandosi, colorandosi man mano che il pubblico interviene fisicamente sull’installazione.

I dischi colorati, come tante cellule zigote in cui il processo creativo è solo all’inizio, verranno rielaborate dall’artista che interverrà sottolineando, cambiando, selezionando, accostando e ridisegnando le suggestioni del pubblico per creare un’unica grande tavola rappresentante il concetto stesso di maternità. L’opera sarà quindi un’opera collettiva.

Il video che spiega il progetto è visibile sulla pagina fb dell’artista al seguente link:

https://www.facebook.com/elenacaterinadoriaart/videos/598682211030041/UzpfSTU0NTU5NzQyOToxMDE1ODUwNDE2NTk2NzQzMA/

Sul sito del Comune alla pagina dedicata a JAS, saranno invece disponibili tutte le interviste a cura di Paola Casulli, che è anche la curatrice della mostra, che sono stata rilasciate per dare la possibilità di conoscere l’uomo o la donna oltre l’artista.

Gli artisti rispondono a dieci domande, accattivanti, originali, ma anche ironiche e provocatorie, poste per creare un percorso che sappia condurre chi ascolta nel mondo creativo ma anche personale del singolo intervistato. Cercando di raccogliere aneddoti, momenti di vita, sogni, idee politiche o sull’arte stessa, mettendo in gioco molti fattori che indirizzano verso i binari dell’originalità e della imprevedibilità. Non negando qualche sorriso qua e là a chi guarda o ascolta e la straordinaria opportunità di conoscere se stessi attraverso la scoperta delle idee altrui.

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