'Quando la 'Befana' mi regalò il pupazzo di Remy...'

Un racconto di Gianni Turino per l'Epifania: 'Un regalo che fece felice la mia bambina'

CASALE MONFERRATO

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LA NOTTE DELLA BEFANA MI PORTA ALLA MENTE , DAL CUORE, QUEL GIORNO IN CUI MI REGALÒ, MENTRE LEI VOLAVA SULLA SCOPA ED IO SULL’ AEROPLANO, UNA PELUCHE COLORATA DA DONARE ALLA MIA BAMBINA .. . 
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Il sole batteva su un mare incredibilmente fermo ed azzurro e rifletteva mille spigoli di diamanti; io ero sdraiato nell’erba contro una colonna dorica che aveva tremila anni, accarezzato dal canto lontano delle sirene e dal profumo dei primi mandorli in fiore. Ero in maniche di camicia ed era il mattino della Befana.

Io guardavo il mare più bello del mondo, ero circondato dall’azzurro e dal sole, gli occhi schiusi sullo sfarfallio della luce che rimbalzava sulle onde. Ma il mio cuore era lontano; sentiva il freddo ovattato della nebbia, il gusto della terra e della nitta dura ed immobile, il passo felpato su foglie imputridite; avvertiva il profumo incerto delle colline che scivolano lentamente a valle negli anfratti accarezzati dal Po; e le goccioline grigie e fredde che salgono dall’acqua e scendono dalle colline infilandosi, come perle nel filo della sua collana, nei peli morbidi del “suo” colletto di pelliccia dentro cui affogo il mio viso... e mi sembra impossibile che lei sia lì per me.

Il mare sciabordava onde azzurre ed era lo stesso mare dove Ulisse si era fatto incatenare per sentire il canto delle sirene.

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Ma le onde del mare azzurro non mi portavano il canto delle sirene … le onde del mare azzurro mi portavano le voci di casa mia avvolta nella nebbia e nella galaverna. Sentivo mia moglie, la voce dei miei bambini avvertivo il profumo della casa, dell’amore che l’avvolge; un profumo che, quando ti è quotidiano, ti passa inosservato, ma, quando ti manca, ti tormenta il cuore.

E allora corsi; inventai per l’ufficio una scusa qualunque e volai in macchina all’aeroporto.

Sull’ aereo mi ero appisolato e d’un tratto mi parve di vedere una vecchia signora sdentata, naso alla Coppi, barbarot alla Scalfaro, che bussava sull’oblò; volava su una scopa frusta, ma teneva il passo dell’aereo.

“E’ per la tua bambina” mi disse porgendomi un pupazzo di peluche colorato

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Mi svegliai trasognato e mi vidi fra le mani una peluche che raffigurava una figura popolare a quei tempi, Remy,

Probabilmente, il pupazzo di Remy, l’avevo comprato di corsa all'aeroporto, ma mi sembrava proprio che me l’avesse passato la Befana dall'oblò

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Niente potrà sradicarmi dal cuore gli occhi della mia bambina che, quando mia moglie glielo porgeva dicendo "Gliel’ha dato per te la Befana che volava su una scopa mentre papà era sull’aereo" si riempivano di lacrime e specchiavano , con la meraviglia limpida dei bambini , una gioia infinita...

Già....come era bella quella befana...

 

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