L'ora solare, le ferie: una metafora della vita

Turino: 'Questo passaggio è, soprattutto psicologicamente, un addio'

CASALE MONFERRATO

L’arrivo dell’ora solare è, soprattutto psicologicamente, un addio. L'estate ha già dato da tempo gli otto giorni e mattino e sera portano con sé, lieve ma palpabile, il il fremito dell’autunno; fra pochi giorni ci sarà l’apoteosi dei camposanti e spesso dei cappotti o per lo meno dei soprabiti. Vedi scendere la sera, guardi l’ora e ti dici preoccupato: pensa è già buio, sono le sette e domani saranno le sei….pensa le sei!!!

Allora cerchi di recuperare in quest’ultimo giorno, la gioia e il godimento di quella luce, che nell’estate ti era quasi indifferente come ti sono indifferenti tutte le cose che, chissà perché, pensi, invece di coltivarl e teneramente giorno per giorno, ti competano di diritto; a cominciare dall’amore. Ci sforziamo sempre per non capirlo, ma è la vita.

Razionalmente sai che è un passaggio ma vivi nell’eterno: un saluto, una carezza, un bacio, un sorriso… quanta felicità potrebbero spargere, ma c’è tempo, rimandi…poi ti accorgi che il tempo non c’è più ed inutile che ti affanni per recuperarlo; quello che non è stato, non è stato…non ci sarà mai più.

Come le ferie che pure sono una metafora della vita; stacchi dal quotidiano con il cuore leggero e la mente piena di progetti; ma la prendi con calma, siamo solo all’inizio c’è ancora un mucchio di tempo…; quel giro in barca, quella gita, quella nuotata dietro gli scogli che insegui fin da bambino, quella passeggiata mano nella mano con gli occhi gonfi di attesa come quando vi eravate detti “si”, quella scalata – la pensi scalata anche se è solo un’arrampicata- per portare i fiori ai piedi della Madonnina che dalla valle sembra un puntino informe ed insignificante ma alla quale ti sei rivolto quando avevi il cuore gonfio di tormenti o di speranze…c’è ancora tempo…domani o dopodomani…Invece sei all’ultimo giorno, la curva che stai percorrendo è quella che ti immette sul rettilineo d’arrivo; nessuno lo deve sapere perché – pensi- sfalserebbe i suoi comportamenti verso di te; per cui una gentilezza, una cortesia, una parola dolce potrebbero apparire come dettate non dalla sincerità ma dall’occasione…:

“Domani partirà, non ci sarà più, chi ha dato ha dato…”.

Cerchi, in quell’ultimo giorno, di fare tutto quanto di eri proposto alla partenza, ma è impossibile…il tempo è volato ed è inutile battere la testa contro il muro di quello che poteva essere e non è stato.

Diceva Petrarca: “La vita passa e non s’arresta un’ora/…e il rimembrar e l’aspettar m’accora…”.

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