Le campane di Crea: l'utopia di padre Zucco diventa realtà

Un amarcord di Gianni Turino: le ferie a Crea nell'agosto 1929

SERRALUNGA DI CREA -

Nell’estate del 1929 – anno VII – le ferie nessuno immaginava cosa fossero; ed a Crea, anche se l’avessero saputo, non se ne sarebbe nemmeno parlato.

C’era gran fermento in quell’agosto: c’era da inaugurare il campanile ricostruito ma soprattutto l’attesa era per le campane, “… le nuove straordinarie campane…”.

Citiamo dai documenti ufficiali emessi all’epoca dai frati di Crea: “Il grande Fatto atteso con viva ansia da tutto il Monferrato, è ormai compiuto – scriveva il manifesto dei frati indirizzato ‘…Ai fedeli e a tutte le popolazioni delle valli, delle balze e delle piane... – Le armonie di Crea, per merito specialmente dell’attuale Guardiano Padre Andrea Zucco, non saranno più soltanto un simbolo ma una realtà; non risuoneranno soltanto di mistica voce nel silenzio dell’anima assorta, ma echeggeranno giulive e squillanti per i colli e per le valli, risvegliando ovunque un’onda di gioja (la ‘j’ non è un errore di stampa ma è nel testo; n.d.r.),di fede, d’amore…”

IL SOGNO DELLE CAMPANE

Ma perché questa spasmodica attesa? Padre Andrea Zucco aveva avuto, all’inizio del 1928 (anno VI),una grande idea. Dotare il santuario di otto campane che modulassero le note musicali.

Come tutte le grandi idee, pareva un sogno irrealizzabile anche perché, come aveva suggerito Leonardo Bistolfi – fatto prudentemente interpellare da un devoto e discreto fedele, il cavalier Natale Ferrari proprietario della cementeria di Serralunga – si sarebbe dovuto rafforzare, in sostanza: rifare, il campanile.

“Finanziariamente è un grosso impegno…” disse il grande scultore casalese.

“Se è solo per questo, ci penserà la Provvidenza…”commentò padre Zucco.

L’ISOLA CHE NON C’E’ DI PADRE ZUCCO

“Una stupenda, dolce utopia…-aveva commentato il padre provinciale, battendogli affettuosamente la mano sulle spalle quando padre Zucco gli aveva sottoposto il progetto, anzi l’idea- un’utopia… l’isola che non c’è… I sogni sono belli ma distorcono la realtà, Noi dobbiamo invece pensare, per le cose di questa terra, alle cose concrete…lasci perdere …”.

“Caro padre Zucco – aveva commentato il Vescovo monsignor Pella – è una bellissima, stupenda idea…ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare…pensiamo ad altro…”

Padre Zucco aveva ingoiato molta amarezza, santamente dissimulata per via del voto di obbedienza. Però aveva pensato che, se era vero che fra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare è pur vero che l’uomo è uomo perché nel mare si tuffa e, non di rado, lo attraversa . Inoltre, a proposito dell’utopia, gli tornarono alla mente le parole di quel…di quel… di quell’importante e saggio carneade : ‘L’uomo è uomo perché pensa delle utopie e le realizza…’

“Hic et nunc!”, esclamò trionfante a voce alta padre Zucco fra l’esterrefatto stupore dei confratelli che, in refettorio, stavano meditando sul significato della quaresima, appena illustrato dal Padre Penitenziere.

Padre Provinciale e Vescovo, di fronte a tanta determinazione, allargarono le braccia.

“ Fate… fate vobis…”.

E Ponzio Pilato, al confronto, parve un responsabile decisionista.
 

IL CAMPANILE DELL’INGEGNER RONDELLI

Detto, fatto. Il Padre Guardiano interpellò un devoto amico del Santuario, l’architetto/ ingegnere Aldo Rondelli, che in un batter d’occhio approntò, gratuitamente, il progetto del campanile “…Bello, forte, e robusto…sfiderà i secoli…”

Approvato il progetto architettonico, Rondelli si mise subito all’opera; stese in batter d’occhio l’esecutivo. I lavori iniziarono nei primi giorni di novembre con l’abbattimento del vecchio campanile. Proseguirono, fra non poche difficoltà superate per la tenace determinazione dei frati e per la straordinaria laboriosità dei volontari (che quell’inverno trascurarono la manutenzione degli strumenti del loro lavoro); a fine luglio il campanile,

“Bello, forte e robusto pronto a sfidare i secoli…” era finito.


L’ARRIVO DELLE CAMPANE

Le otto campane giungono, come riferisce il bollettino dei frati “… in treno merci …alla stazione di Serralunga la sera del 27 luglio a tarda ora, ma non per questo furono accolte da minor entusiasmo di popolo….Il mattino dopo, domenica 28 luglio, …il camion fornito gentilmente dal cav. Natale Ferrari di Serralunga parte, tutto infiorato e pavesato, dalla stazione con le campane tra gli entusiastici applausi dei presenti…

A Forneglio deve sostare a far acqua (riteniamo per rabboccare il radiatore …n.d.r.) poi giunge scoppiettante sul piazzale del Santuario dove ad attenderlo c’è monsignor Vescovo, il padre provinciale(quello dell’utopia n.d.r.),una numerosa folla di fedeli, ed inoltre i buoi ed i cavalli, con i relativi proprietari, che avevano trasportato il materiale per il rifacimento del campanile… in attesa della benedizione episcopale…”.


DOPO TANTO LAVORO UN PO’ DI GLORIA PER BUOI E CAVALLI

E' la mattina del 28 luglio 1929 –anno VII- ( il camion con le campane ritarda; buoi e cavalli-e contadini-paiono dire:con noi sarebbero già qui da un’ora…) ; sono i bulldozers dell’epoca, con corna , giogo, basto, carretto ed il conduttore, che tecnicamente si chiama conducente ma in realtà è il contadino; e soprattutto con molta, molta pazienza (e possono anche disporre, ma non se ne vantano, di importante tradizione poetica: non c’è bambino che non abbia mandato a memoria: “T’amo, o pio bove…”). Hanno lavorato, gratis, per mesi e mesi ed ora, anche grazie a loro, il nuovo campanile è eretto e fra qualche giorno vi saranno installate le nuove otto campane.

“A Crea c’è da ritirare su il campanile che scricchiola più del padre generale e sistemare le nuove campane nuove… se troveremo chi ce le donerà…” aveva detto dopo la prima messa in un mattino dell’inverno dell’anno prima con la neve che illuminava il cielo ancora scuro, il Padre Guardiano.

I contadini avevano sacramentato…; immaginando già la loro corvé, qualcuno si era grattata la pera, altri avevano sputato da una parte; poi tutti avevano fatto presente che erano indietro nel lavoro e non avevano un attimo di tempo.

“Disse San Francesco di Sales: beati furono coloro che avevano detto no ma poi si presentarono e fecero… e dannati coloro che avevano detto sì, ma tagliarono l’angolo e non fecero nulla… - esclamò, inclinando il capo verso l’alto e puntando l’indice come volesse trafiggere la fetta di luna al tramonto, padre Zucco che conosceva bene i suoi polli - …Dominerà con il suo profilo le valli e porterà nei cuori il suono dolce delle campane, la voce della bruna Madonna che, penetrando nei cuori, ridarà forza ed energia ai corpi affaticati dal lavoro e stanchi per il correre degli anni…”

L’eloquio di padre Zucco era dolce come il miele ; la sua voce era forte e nello stesso tempo vellutata; la sua parola chiara e seducente…i contadini dicevano ‘no’ma sapevano già che sarebbe stato ‘sì’…il problema era farlo capire alle mogli…

Ed oggi, dopo tanto lavoro aggiunto al lavoro quotidiano, c’è il premio. La fotografia davanti alla Basilica di Crea; il sole batte feroce, la grande crisi economica che sconvolge il mondo in questi giorni è dimenticata ed anche la “quota novanta” voluta da Mussolini…

“E’ una bella soddisfazione... – pare dicano buoi e contadini – ma se il campanile è risorto con le nuove campane(speriamo che il cammion ce la faccia ad arrivare; in ogni caso siamo pronti ad intervenire) lo si deve anche a noi…, soprattutto a noi…”

LE NOTE DELLE CAMPANE

Ogni campana modula una nota musicale ed ha inciso sul suo bronzo una dedica; tutte in latino, salvo la prima che ha anche una premessa in italiano.

Le dediche sono state dettate “… dalla dotta e coltissima penna del professor dottor Maccono nobil uomo Francesco O.F.M.

La prima campana pesa 970 chilogrammi; è stata donata dal cementiere cavalier Natale Ferrari ed è dedicata ai caduti della prima guerra mondiale “ …Ai forti che nella guerra eroica per l’Italia morirono nel nome di Maria, canto le glorie e le ridico ai vivi” ha fatto incidere il cavalier Ferrari. Modula la nota ‘Mi b’; Padrino e madrina sono il cav. Ferrari e signora.

La seconda campana- nota ‘fa’-pesa 680 kg. ed è stata donata dai Padri Francescani custodi del Santuario. Padrino è il Padre Provinciale dei Francescani il reverendo Agostino Fiori ( quello dell’utopia!…); madrina la proprietaria del castello di Forneglio , nobil donna signora Mezzano (“…che, con la sua disinteressata generosità, ha consentito ai reverendi frati francescani di donare la campana alla bruna Madonna…)”.

La terza, nota - ‘sol - pesa 470 kg. ed è stata donata dal Clero e Popolo diocesano con a capo il Vescovo , mons.Albino Pella che ne è anche il padrinounico ( cioè senza madrina).

La quarta campana modula la nota ‘La’, donata dalla famiglia Nicola di Casale; pesa 400 kg. : Padrino è il donatore , “…Nicola ragioniere Andrea, e madrina la di Lei gentile sorella signorina Felicita”...

La quinta è donata dai coniugi Michelone di Trino e dalla signora Elisa Mortarotti di Camino. Pesa 280 kg, la nota è la ‘si b’; padrino e madrina, i donatori.

La sesta campana- nota ‘Do’ peso kg. 200- è stata “ donata dal compianto dottor Alessandro Castagnole di Casale. Padrino “…è il geometra Rabaglino signor Ferdinando”; madrina, la signorina Pierino Castagnone Signorini.. 

La settima campana pesa 140 kg.; la nota è ‘Re’ ed è donata dal reverendissimo Don Federico Balbo parroco di Santo Stefano di Casale che ne è anche il padrino; madrina la signorina Ermelinda Castagnone..

L’ottava, nota ‘Mi b’ pesa 120 kg. Ed è donata dai coniugi Ferraro di Casale; padrino, il signor Ferraro; madrina, la signora Felicita Nicola.
 

LA CERIMONIA DI FERRAGOSTO

La grande festa per campanile e campane è fissata per il 15 di agosto, giorno dedicato a Maria Assunta; per i “pagani”, ferragosto.

Sono due settimane di intenso lavoro; gli ultimi ritocchi non finiscono mai e il sole dell’estate dardeggia feroce sulla polvere della piazza e brucia schiene e gole.Padre Zucco scova in cantina un grignolino “che farebbe resuscitare i morti…”; e’ un lubrificante che funziona, si placano le gole e si raddrizzano le schiene …e così per il 15 di agosto, festa dell’Assunzione…

“…Per il 15 agosto – festa della nostra Immacolata Assunta – si legge sul bollettino dei frati – tutto è compiuto. La chiesa non è solo gremita ma stipata.

Alla presenza dei Vescovi mons. Albino Pella- amatissimo pastore della nostra diocesi – e monsignor Mondani – Vicario Apostolico francescano in Cina – la Schola cantorum di Cereseto, abilmente diretta dal maestro Accornero accompagnata all’organo dal maestro Cerrato di Moncalvo, esegue la Messa di Perosi. Al Gloria, silenzio assoluto in chiesa, mentre le nuove campane prorompono finalmente in argentino squillo al magico tocco dell’impareggiabile campanaro signor Gozzellino di Vercelli. Applausi ed evviva risuonano infrenabili dalla folla… Padre guardiano ringrazia… Si era scritto un discorso forbito per essere all’altezza di ospiti tanto autorevoli, ma gli occhi…sono inondati dalle lacrime e padre Zucco riesce solo proferire un ‘Deo gratias!... a cui fa seguito un lungo, intenso, affettuoso e riconoscente applauso di tutti gli astanti… Al Vangelo sale il pergamo mons. Nostro Vescovo che incatena ed infervora, con il suo dire commosso paterno, osannante all’odierno auspicato (sic! n.d.r.) avvenimento, addita le campane benedette come voce di Dio, fedele seguace di ogni ora nella vita del cristiano, dalla culla alla tomba, non solo, ma oltre la tomba stessa col mesto richiamo al suffragio…

Finita la cerimonia – alla quale hanno assistito anche Sua Eccellenza il Prefetto di Alessandria, il maresciallo Badoglio eccellenza Pietro e lo scultore Bistolfi – il meraviglioso concerto delle nuove campane torna a riempire l’aere di note giulive e di concerti sonori, mentre la folla lentamente si sparge per gli ombrosi viali ed i freschi pendii in cerca di riposo e di ristoro…”


IL CONFORTO PER I CUORI

Da allora le campane di Crea hanno trasmesso quotidianamente, con la loro melodia semplice ma incisiva, “alle valli ed alle balze” del Monferrato, la presenza materna della “Bruna Madonna”; e non c’è persona, fedele o no, che in quel suono e pensabndo alla piccola statuetta di legno, non vi abbia trovato conforto per un dolore e non vi abbia affidato una speranza….

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