Jacques De Molay e la fine dell'Ordine dei Templari

La terza puntata della nostra rubrica storica Patria Montisferrati su questo affascinante argomento

CASALE MONFERRATO

A quel punto la gloriosa storia militare dell'ordine era pressoché finita e non rimaneva loro che amministrare con la solita accortezza le loro immense ricchezze, soprattutto immobiliari e finanziarie, che derivarono loro dalle numerose donazioni, lasciti, decime, diritti funerari (i nobili pagavano per venire sepolti in chiese e cimiteri templari),donazioni pro-anima (in cambio di preghiere),esenzioni fiscali, proventi dalle ricche ed efficienti “aziende agricole” che gestivano con accuratezza, trasporti marittimi, ecc., ma soprattutto dall'esser stati in pratica i precursori delle moderne attività bancarie, con le loro lettere di cambio, l'attività creditizia ad interesse mascherato (per non contravvenire ai divieti ecclesiastici),il deposito oneroso dei beni forniti loro in custodia e protezione da parte di ricchi mercanti, nobili ed ecclesiastici d'alto rango e persino sovrani, oltre ad altri servizi finanziari innovativi per l'epoca. Erano praticamente divenuti un'antesignana potentissima multinazionale.

Dopo aver trasferito la sede da Acri a Cipro avrebbero dovuto rimanervi, arroccarsi sull'isola, come fecero più tardi gli Ospitalieri con Rodi e poi con Malta. In tal caso avrebbero avuto alte probabilità di sopravvivere come Ordine sottraendosi ai pericoli che si stavano delineando, governando un loro piccolo feudo geograficamente ben delimitato, all'interno del Regno di Cipro governato dai Lusignano, che essendo la dinastia sotto forte influenza genovese era piuttosto favorevole ai Templari.

I Templari avrebbero potuto rendere inespugnabili i loro insediamenti insulari, attingendo alle fortune di cui disponevano all'epoca, fino a subentrare nel governo dell'intera isola proteggendola contro gli assalti dei mussulmani, come fecero i loro rivali Ospitalieri nelle altre isole sopracitate, giustificando in tal modo la loro stessa esistenza, che avrebbe potuto protrarsi fino ai giorni nostri (ma si sa che la storia non si fa con i se e con i ma, altrimenti ci esercitiamo nell'ucronia).

Ma Jacques de Molay non era all'altezza di Foulques de Villaret Gran Maestro degli Ospitalieri, che ne spostò saggiamente la sede a Rodi nel 1309, il quale, consapevole di quanto stava avvenendo ai Templari e dei rischi che si correvano a rimanere passivamente in attesa degli eventi, convertì l'attività dell'Ordine da prevalentemente militare a marinara e di assistenza ai poveri ed agli ammalati, continuando in tal modo a legittimare l'esistenza dell'istituzione …

De Molay era certamente orgoglioso, fiero, integerrimo, e virtuoso quanto si vuole, ma non disponeva di quelle doti politico-diplomatiche, di lungimiranza e perspicacia, che sarebbero state provvide in quell'epoca tormentata e pericolosa, doti indispensabili per consentire di traghettare l'Ordine in una nuova fase, salvando almeno il salvabile.

Che l'ordine fosse sotto grave minaccia avrebbe dovuto essere evidente a chiunque ne fosse al comando. Erano infatti forti, durante il suo magistero, le pressioni per unificare l'Ordine del Tempio con quello dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (Ospitalieri),oppure a causa della loro sopraggiunta inutilità alcuni personaggi influenti ne auspicavano addirittura lo scioglimento. Sarebbe stato opportuno prevedere il peggio e prendere adeguate contromisure.

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