Il sindaco di Mirabello replica a Turino: 'Altrochè silenzio assordante, siamo sempre stati vicini alla famiglia Deambrosis'

La risposta di Luca Gioanola all'intervento del noto giornalista pubblicata sul nostro portale

MIRABELLO MONFERRATO

Il sindaco di Mirabello, Luca Gioanola, ci ha inviato questa lettera, che pubblichiamo integralmente, in risposta all'intervento di Gianni Turino sul caso dei genitori a cui è stata tolta la bambina. “Sono esterrefatto – scrive Gioanola –. Come si possa scrivere di un silenzio assordante dei Mirabellesi, rei di non essersi espressi, così come del sindaco. Come si possano esprimere giudizi simili su una comunità con tanta sicurezza? Credo che prima di scrivere ci si dovrebbe documentare. A volte basta chiedere, alle persone, alla famiglia, al parroco, magari al sindaco. In paese, solitamente, è abbastanza semplice ricostruire un percorso. Basta volerlo fare. Io conosco un altro Mirabello e un’altra comunità mirabellese. Io conosco un’altra storia per la quale sono fiero di essere sindaco di questa comunità”.

“Fin dall’inizio – prosegue – ci sono state iniziative di vicinanza ai Deambrosis (ricordo ad esempio la raccolta firme, la disponibilità di famiglie per l’affido temporaneo, a essere citate nel processo come aiuto e sostegno ai coniugi nella crescita della bambina, di altre famiglie disponibili a fare da testimoni di battesimo, ecc.. ) dalle più eclatanti ed emotive alle più discrete, che con delicatezza hanno fatto sentire la loro vicinanza ai coniugi e alla bambina, interessandosi a loro, avvicinando i coniugi per strada e facendogli visita a casa”.

“Più mirabellesi, tra cui anche il sindaco, sia quando la bambina era con loro sia dopo, sono stati vicini ai Deambrosis, pensando al futuro. Solo al futuro. Impossibile invece, dimenticare l’assalto violento dei mass-media nazionali, con la rincorsa, lo abbiamo capito tutti a Mirabello, non al reale interesse della famiglia, ma solo al grande titolo da prima pagina, già pronto! La risposta era già scontata, la comunità era lo strumento, insieme e intorno ai due coniugi straziati dal dolore e alla bambina in affido. Così, già più di un anno fa, richiamai chiaramente in un intervento pubblico a un vero interesse di solidarietà lontano dai riflettori. Il sindaco e la comunità il sì lo hanno già detto, da subito! Un sì che significa senza se e senza ma una cosa sola e precisa: sperare la bambina possa tornare, gioire e camminare insieme ai coniugi se tornasse; stargli ancora più vicino, nella quotidianità lontana dai riflettori e dalle dichiarazioni da gran titolo, qualora la bambina non tornasse con loro e fosse data in adozione”.

“Quali altri sì e soprattutto a chi dovrebbe dirli la comunità mirabellese per aiutare davvero i Deambrosis, coniugi e figlia? Altri sì, non sarebbero puro protagonismo, voglia di apparire e magari di strumentalizzare una vicenda dolorosa? Ai mirabellesi interessa e deve interessare la sostanza, il futuro della famiglia Deambrosis, un futuro che dovrà essere di vita. Questa è una responsabilità di tutti noi mirabellesi. E’ importantissimo. E’ ciò che possiamo fare, e quindi va fatto, bene, senza sconti. E l’aiuto quotidiano, sincero, disinteressato della comunità è e sarà troppo importante in quelle settimane lontane dalla cronaca, per essere riassunto in qualche minuto di trasmissione o qualche riga di giornale nazionale, insieme a una bella foto”.

Redazione On Line
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