Il Castello del Monferrato riapre i battenti con una mostra sulla donna: Jas - Just Another Stage, la via dell’infinito

L'apertura sabato 6 giugno, alle 10: quindici artiste contemporanee hanno rappresentato, ognuna a suo modo, le sette età della donna

CASALE MONFERRATO

Mostre d’arte, presentazioni letterarie, concerti di musica, rappresentazioni teatrali, cinema. Tutto ha subito una battuta darresto, la più terribile. Quella dettata da un male sconosciuto e temibile, il Covid19. Per mesi le nostre piazze, strade, palazzi, chiese, biblioteche, musei, che di arte e di storia tanto hanno da raccontare, hanno perso la loro voce, la trama del pensiero e noi con loro, il progetto di futuro.

Ma adesso, che il contagio è rallentato, il numero di tamponi positivi è calato e i pazienti dimessi aumentano, insieme a coloro che escono dalle terapie intensive, un desiderio di riappropriarsi di spazi dedicati alla cultura e al confronto umano sembra essersi ridestato, se mai si fosse assopito.

Piano piano, lItalia, il Paese al mondo con il più ricco patrimonio storico e culturale sta riacquistando il ruolo di tessitrice nelle trame dei saperi, delle scienze e delle arti.

Anche la città di Casale Monferrato si appresta a dare il via ad una serie di iniziative che vedranno la luce a partire dalla prima settimana di giugno. Dopo la riapertura del Museo Civico e della Biblioteca Giovanni Canna, il sindaco Federico Riboldi e l’Assessore alla Cultura, Gigliola Fracchia, si dicono estremamente felici di poter annunciare la riapertura delle sale espositive e degli spalti del Castello del Monferrato. In pieno rispetto delle linee guida e delle normative nazionali in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, l’assessore Fracchia ha deciso di aggiornare l’agenda delle mostre e degli eventi in città che si erano arenate all’inizio di marzo, causa lockdown.

Si inizia con l’apertura della mostra JAS, Just Another Stage, La Via DellInfinito. La mostra, inizialmente allestita per celebrare la Giornata Mondiale della Donna, riapre i battenti sabato 06 giugno alle 10.00

15 artiste contemporanee hanno rappresentato, ognuno a suo modo, le 7 età della donna. Un percorso espositivo pensato per raccontare le stagioni della donna, dal Concepimento/Nascita, all’infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia, fino alla morte. La settima stanza, quella del titolo, nominata dall’ ”Another”/”l'altra”, è la rinascita, la stanza in più, il giardino segreto in cui ogni donna custodisce le energie necessarie come la forza, la determinazione e il coraggio per rinnovarsi sempre e comunque.

Il numero 7, il numero sacro per eccellenza, considerato l'emblema della pienezza spirituale e cosmica, è chiamato a rappresentare l'energia femminile che, fluida, ricettiva e creativa, si espande, attraversa tutte le creature generandole, in un ciclo continuo. Da qui il sottotitolo, la via dell'infinito. 

Il percorso tracciato sarà comunque fuori dal solito affresco di eroine affrante e sottomesse, vittime di violenza e sopraffazione. Just another stage vuole essere la storia in cui ognuna di noi dice chi è davvero attraverso le età nelle quali ognuna di noi deve confrontarsi ma non mostrando confini e limiti, ostacoli o vincoli culturali. JAS è il tentativo di definirli e superarli, alla ricerca, attraverso miti e archetipi, di quella presenza invisibile eppure campo magnetico potente, che contiene in sé la potenziale pluralità simbolica e numinosa della donna. Recuperare quel mondo vivissimo, sorprendente e complesso che merita di essere rivelato. Ripristinare il contatto con la perduta sapienza interiore, superando la riduttività di un discorso razionale, affinché la vita non abbia una sola dimensione.

Un'avventura collettiva, questa Just Another Stage, che osa volere una vita più felice perché più libera.

Le artiste professioniste presenti all’esposizione sono: Alle Bonicalzi, Marina Caccia, Anne Conway, Donatella D'Angelo, Cecilia Gioria, Petra Probst, Isabella Sommati, Marina Tomasi, per la fotografia. Anna Galli, Silvana Marra, Florine Offergelt, Mariagrazia Degrandi, per la scultura. Elena Caterina Doria e Cate Maggia, per le installazioni.

Just another Stage non avrà la sua inaugurazione, tuttavia aprirà al pubblico le sue sale al secondo piano del Castello del Monferrato, sabato 06 giugno, ore 10.00. Gli accessi saranno contingentati, con possibilità di prenotazione sui moduli online del Comune di Casale Monferrato oppure telefonicamente ai numeri 0142. 444329 - 330.

La mostra resterà aperta fino al 28 giungo con i seguenti orari: sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Obbligatorio l’uso della mascherina.

Tutti gli artisti di JAS saranno presenti virtualmente, con una breve video-intervista, sulla pagina dedicata, http://www.comune.casale-monferrato.al.it/jas

Le interviste a cura di Paola Casulli, che è anche la curatrice della mostra, sono stata rilasciate per dare la possibilità di conoscere l’uomo o la donna oltre l’artista. Gli artisti rispondono a 10 domande, accattivanti, originali, ma anche ironiche e provocatorie, poste per creare un percorso che sappia condurre chi ascolta nel mondo creativo ma anche personale del singolo intervistato. Cercando di raccogliere aneddoti, momenti di vita, sogni, idee politiche o sull’arte stessa, mettendo in gioco molti fattori che indirizzano verso i binari dell’originalità e della imprevedibilità. Non negando qualche sorriso qua e là a chi guarda o ascolta e la straordinaria opportunità di conoscere se stessi attraverso la scoperta delle idee altrui. Del resto intervista deriva dal francese “s’entrevoir” che vuole proprio dire, “vedersi reciprocamente”.

La mostra prevede anche un percorso nel Torrione Est dove il duo fotografico Light Lens, composto da Laura Marinelli e Alessandro Magagna, presentano il loro lavoro, “Donne incartate”.

Un ulteriore arricchimento alla mostra sarà dato dal contributo del fotografo Enrico Minasso che presenta il suo lavoro Il femminile di uguale. Nove Racconti che vogliono essere la celebrazione delle donne, della loro resilienza e della costante lotta per il raggiungimento della parità di genere.

Il progetto grafico di JUST ANOTHER STAGE è di Elena Caterina Doria. Su uno sfondo fucsia (colore che rappresenta lo schiaffo virtuale alla società per svegliarla dal torpore circa le problematiche della donna),un volto da dea campeggia indossando un paio di occhiali arancioni.

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