'I tesori della Valle di Tufo' presentati a Bosco Marengo

Il libro di Mario Paluan edito da Lorenzo Fornaca continua a suscitare interesse

BOSCO MARENGO

Domenica pomeriggio 13 aprile è avvenuta l’anteprima nazionale dell’esposizione permanente dei dipinti di Matilde Izzia al complesso monumentale Santa Croce di Bosco Marengo, nella sala World Political Forum (che ha ospitato Gorbaciov),con la presentazione del libro “I tesori della Valle di Tufo” di Mario Paluan edito da Lorenzo Fornaca, di cui avevo a suo tempo già pubblicato una recensione, che contiene ampi riferimenti biografici all’artista ed al marito, il noto storico del Monferrato Aldo di Ricaldone.

Purtroppo delle cinque persone che avrebbero dovuto (in base a quanto programmato ed organizzato) contribuire ad animare l’evento, solo due erano presenti, l’editore astigiano Lorenzo Fornaca ed il direttore del Museo di Santa Croce, che ha ospitato l’evento, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, che hanno saputo compensare le assenze, il primo facendo da animatore ed il secondo da tecnico esperto d’arte, entrambi favoriti dalla diretta conoscenza e frequentazione dell’artista quando era in vita, in particolare Fornaca essendo stato l’editore di riferimento di Aldo di Ricaldone contribuendo a farlo conoscere.

Erano assenti per varie indisposizioni e contrattempi l’autore del libro Mario Paluan, lo storico Roberto Coaloa che ne aveva curato la prefazione, e lo storico Roberto Maestri, presidente del Circolo Culturale Marchesi del Monferrato, il sodalizio più attivo nel divulgare la storia del Monferrato in ogni luogo, anche il più remoto.

Tra le molteplici autorità locali presenti e che hanno effettuato brevi interventi istituzionali, tra le quali l’europarlamentare Rossi, gli assessori regionali Cavallera e Molinari, e Bianchi per la Fondazione CRAL che ha sponsorizzato l’evento, è a mio avviso da segnalare il prefetto Romilda Tafuri, che si sta sempre più rivelando donna di sensibilità e cultura, ammirata dagli affascinanti aspetti storici e paesaggistici del nostro Monferrato. Ma non è la sola autorità non di origini monferrine presente sul territorio per motivi e ruoli istituzionali e professionali che accostandosi alla nostra storia e cultura ne rimane contagiata …

L’iniziativa ha avuto un notevole successo, superiore a qualsiasi previsione, anche la più rosea, un’affluenza simile (si stima via siano state circa 150 presenze) raramente si era rilevata in precedenza per questa tipologia di eventi.

Sono intervenuti diversi critici d’arte, giornalisti, personalità della cultura e della politica piemontese, ma altri ancora avrebbero voluto intervenire, arricchendo di contributi ed apporti significativi l’iniziativa, ma il tempo stringente non lo ha consentito.

Cuttica di Revigliasco ha effettuato un excursus sulla dinamica di sviluppo organizzativo del Museo e della scelta di Matilde Izzia, sia per il suo notevole talento artistico e sia in quanto di origini monferrine alla cui terra ispirò la sua arte, come mostra permanete di una cinquantina delle sue opere, prestate dai possessori, perlopiù collezionisti, grazie alla mediazione e persuasione di Paluan, Fornaca e Cuttica di Revigliasco.

Fornaca si è rivolto in particolare ai pochi tra i presenti che ancora non lo conoscevano per indicare la peculiarità della sua editoria, dedicata prevalentemente alla storia del Piemonte ed in particolare al Monferrato, con intenti divulgativi e conoscitivi, e con effetto di forte richiamo turistico culturale, come dimostrato dall’ultimo libro pubblicato, presentato durante l’evento, di cui moltissime copie sono state vendute fuori dai confini monferrini, che sta provocando un notevole interesse ed induce i lettori a ripercorrere le tappe segnalate nel libro, in particolare in molti si recano a visitare il mitico “Romito” presso il borgo di Moleto e Olivola dove hanno vissuto a lungo Matilde e Aldo di Ricaldone, in una sorta di pellegrinaggio culturale.

Alla fine dell’evento un ricco ed apprezzato buffet organizzato dalla Protezione Civile e Beni Culturali di Alessandria “Antonino Poma”, che gestisce il museo per gli aspetti inerenti la sicurezza, custodia e accompagnamento, ha consentito di concludere in bellezza e con elevata soddisfazione dei numerosi partecipanti, provenienti da molte località appartenute al Monferrato Storico ed aree contigue, anche da notevole distanza, richiamate dalla qualità dell’iniziativa ed anche dalla presenza dell’editore Fornaca, ormai divenuta figura storica di riferimento per moltissimi appassionati della storia del Monferrato, che ad esso si sono accostati grazie ai libri da lui pubblicati.

Claudio Martinotti Doria
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