Gli arresti di massa dei Templari: perché il numero 13 da allora è considerato sfortunato

Prosegue il racconto della nostra rubrica storica Patria Montisferrati sull'Ordine

CASALE MONFERRATO -

La fine dell'Ordine, come tutti sanno, avvenne nel 1307, ma non tutti sanno che iniziò un paio di anni prima, nel 1305 quando il priore templare di Montfaucon, Esquieu de Floyran, rivolgendosi al Re d'Aragona Giacomo II mosse gravi accuse di eresia, sodomia ed idolatria nei confronti dell'Ordine affermando di poterle provare. Non venne preso sul serio dal monarca iberico ed allora il priore si rivolse al re di Francia Filippo IV detto il Bello, che covava da tempo intenzioni non certamente favorevoli nei confronti dei Templari (i motivi erano molteplici e non è questa la sede per elencarli),il quale colse al volo l'occasione mobilitando due suoi fidati consiglieri, Guglielmo di Nogaret e Guglielmo di Plainsas, con l'incarico di indagare per raccogliere le prove per accusarli e processarli.

Quindi considerando che l'inizio della pianificazione contro i Templari, che potremmo considerarla con una certa legittimazione una “congiura” ordita dal re di Francia, iniziò fin dal 1305, e l'esecuzione finale del Maestro Jacques de Molay e del Gran Precettore di Normandia Geoffrey di Charnay, avvenne il 18 marzo 1314, che come sapete furono bruciati al rogo su un isolotto della Senna di fronte ai giardini del Louvre, significa pertanto che l'eliminazione completa dell'Ordine richiese circa nove anni. Fu quindi un procedimento assai difficoltoso e complesso con molte opposizioni ed esitazioni, sospensioni e diversificazioni secondo il contesto politico e geografico, in un continuo tergiversare e palleggio di responsabilità tra la chiesa ed il sovrano.

La persecuzione dei Templari avvenne con successo solo in Francia, dove venne imbastito un vero e proprio processo politico, il primo documentato della storia medievale, seguito da ben pochi altri paesi europei e solo dopo che si estorsero con la tortura le prime confessioni di alcuni alti dignitari e soprattutto dopo che una sessantina di “scellerati e traditori”, introdotti ed accettati da poco nell'Ordine e con precedenti non propriamente edificanti (oggi diremmo con la “fedina penale sporca”),furono disposti a confermare le infamanti accuse, recitando il copione ricevuto dagli accusatori. Erano tutti di basso profilo culturale e probabilmente era stati anche vittime di burle tipiche del nonnismo, e paradossalmente possono aver scambiato per rituali dissacratori quelle che erano iniziazioni burlesche tipiche delle istituzioni gerarchiche autonome e comunitarie.

Alcuni paesi addirittura accolsero e protessero i Templari fuggitivi o già insediatisi, creando nuovi Ordini ad hoc o inserendoli in Ordini già esistenti, come il Portogallo e la Scozia. In altri come il regno d'Aragona o a Cipro i Templari si rinchiusero nei loro castelli e fortezze e nessuno si sognò minimamente di tentare di minacciarli, essendo in questi luoghi ben organizzati militarmente e logisticamente.

In ogni caso l'esito non fu propriamente quello che Filippo il Bello auspicava, anzi potremmo definirla quasi un'operazione fallimentare per lui, essendo in molti ad aver approfittato della caduta in disgrazia dell'Ordine per appropriarsi dei suoi numerosissimi beni materiali, in particolare immobiliari, fagocitati in particolare dall'ordine degli Ospitalieri (Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, poi divenuti Cavalieri di Rodi e di Malta),dalle varie istituzioni ecclesiastiche e dai numerosi regni europei, mentre di molti beni mobili non si seppe più nulla in quanto probabilmente i Templari fecero in tempo a spostarli mettendoli in salvo dall'avidità degli avversari e persecutori.

La data effettiva che diede inizio alla dissoluzione dell'ordine, ormai divenuta famosa è il 13 ottobre 1307 (da allora il numero 13 nella superstizione popolare venne considerato sfortunato) quando per ordine del re di Francia venne eseguito quello che si potrebbe definire il primo arresto collettivo, rastrellamento o blitz poliziesco della storia, quando i soldati francesi irruppero in tutte le Precettorie e Mansioni francesi per arrestare i Templari e confiscare i loro beni.

Dal punto di vista formale con la Bolla Papale "Vox in excelso" del 22 marzo 1312 l'Ordine venne sciolto per decisione apostolica ma senza specificare alcuna condanna, senza cioè che vi fosse un riconoscimento di colpevolezza. e con la successiva bolla "Ad providam Christi Vicarii" del 2 maggio dello stesso anno si trasferirono i beni dell'Ordine agli Ospitalieri, che li incamerarono solo in parte, per i motivi già sopra esposti.

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