Gianni Turino e il suo 'trislacco' in visita alla Festa del Vino e del Monferrato

Una lettera ironica e divertente su uno degli eventi più partecipati dai casalesi

CASALE MONFERRATO

Dal mio Trislacco Anteo Balmasso –Bergamo Alta- ricevo la lettera che segue. 

Al mio bocia Gianni Turino dal trislacco Anteo Balmasso, Bergamo Alta, salute; 

Per la festa dell’Uva sono stato a Casale Monferrato, patria di mia moglie. Sono partito da Bergamo con la mia Skoda alle 15, 30, sono uscito al casello di Terranova –Casale nord - alle 17 e sono arrivato in piazza Castello alle nove e tre quarti (21,,45). Per il parcheggio non ci sono state grosse difficoltà perché ho avuto la fortuna di trovare un buco appena un po’ più in là di San Germano. (Per quanto riguarda il parcheggio, mi devo congratulare per l’efficienza casalese perché mentre lo cercavo in città , ho notato, davanti al Cova –fu l’asilo di mia moglie – solertissimi moschettieri in giubba colorata che alle 18,50 multavano, inesorabili come il destino, le macchine parcheggiate senza lo scontrino di pagamento, nelle strisce blu; un bel bottino per il Comune).

All’interno del mercato Pavia, c’era un po’ di movimento ma lavorando di gomito, si poteva procedere abbastanza rapidamente a passo di formica. Per prender fiato mi sono portato verso il padiglione della musica e lì una procace giovinetta di poco più di cinquant’anni ha scambiato un mio movimento del braccio (lo piegavo e lo stendevo per via di un ranfo che mi aveva aggredito in mezzo alla calca) per un invito alla danza e mi son trovato- non si dice mai no ad una signora- a saltellare tre “salse “ una dietro all’altro.

Alla fine avevo il fiatone, ma anche un certo appetito ; Il sevizio era veloce e verso mezzanotte e quaranta, sono stato servito, per me e mia moglie, di panissa e fritto misto.

I tavoli sotto ai tendoni erano stracolmi e la gente faceva coda per carpire i posti che si liberavano. Un signore imbronciato guardava nel piatto di un fortunato seduto con le gambe sotto al tavolo. “ E’ una cosa dell’altro mondo – sospirò con sdegno allargando le braccia e , rivolgendosi a me, scandì. “ E una cosa dell’altro mondo, un’indecenza!!! Questo tizio oltre a mangiare lentamente, fa pure la scarpetta …ed io non posso sedermi….” .

Dava il segno della “festa” osserva re chi mangiava seduto in terra o posando i piatti sui bidoni dell’immondizia.

Purtroppo, mentre mi precipitavo ad occupare un posto che si era liberato su un tavolo, per tener testa ad un giovane che mi stava superando avendo chiaramente il mio stesso obiettivo, sono inciampato ed il “cabaret” con contenuto è finito in terra fra la riprovazione degli astanti. “Spucacion!” mi ha fulminato una signora.

La panissa e il fritto erano comunque molto buoni; e lo posso attestare con tutta tranquillità, se non con il palato con l’olfatto, per via del profumo che emanavano; era, più che un profumo , un inno.

All’una, abbiamo guadagnato l’uscita e dopo un mio rapido sguardo – nascosto alla moglie – alla giostra dei “pentalcu” per dare un occhiata alla gambe distese delle giovani in piroetta, abbiamo trovato una stanza in un albergo del Centro; il mattino dopo, di buon’ora, un taxi ci portato a San Germano dove abbiamo recuperato la mia Skoda: Nel mettere in moto mi sono accorto che sotto il tergicristallo c’era un fogliettino giallo. Trentotto euro di multa ma pagando entro dieci giorni, il trenta per cento di meno; proprio un bel sconto!!!; me la sono cavata con nemmeno trenta euro.

E’ stata proprio, la nostra, una bella gita; e sicuramente torneremo il prossimo anno.

Con l’augurio di incontrarti presto.

Anteo Balmasso da Bergamo alta, trislacco del bocia

Gianni Turino
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