'Essere felici è possibile': si presenta il libro di monsignor Luciano Pacomio

Venerdì 24 luglio, alle 21, per la prima volta nella Chiesa di Sant’Antonio in via Leardi, nell'ambito del Cantiere Speranza

CASALE MONFERRATO

Come ci ricorda in un suo articolo su Avvenire Marina Corradi, Alex Zanardi, poco prima dell’ultimo incidente, ha riferito ad un giornalista di “essere felice”. “Felice di quella sua bicicletta per “diversamente abili”, nella fatica di una gara estiva, felice della sua famiglia e della sua vita, che tanti altri avrebbero considerata distrutta”.

Poi su quella felicità, continua la giornalista “improvvisa piomba l’ombra della morte. Chissà oggi che cosa si stanno dicendo il campione e Dio nel silenzio di una di terapia intensiva?”

Chissà, ci chiediamo da giorni tutti noi, quale sarà il futuro di questo indomito campione nella gara e nella vita? Noi tifiamo per la vita!

Eppure per una persona non distratta e capace di un rapporto serio con la realtà quella di Zanardi, nonostante il tremendo ultimo incidente che lo ha coinvolto, nonostante la sua vicenda somigli a quella di Giobbe, rimane una vita caratterizzata da una meravigliosa positività, nemmeno scalfibile dalla immensità del dolore e dal misterioso suo destino.

Nel suo bellissimo ultimo volume 'Essere felici è possibile', Edizioni Dehoniane, Bologna dedicato alla felicità nel quotidiano Mons. LucianoPacomio, vescovo emerito di Mondovì, sembra sostenere una posizione non dissimile.

La cattiveria umana – egli scrive nell’introduzione – è pervasiva. La paradossalità del soffrire resta dirompente, ma ogni piccola storia, con il suo lancinante dolore, è finestraaperta all’amore, dovuto e ricambiato”.

Dotata di grande forza ancora la citazione del vescovo José Tolentino de MendonçaLe persone felici sono quelle che considerano tutto l’arco della loro vita come un processo di nascita”.

E se è vero che per il teologo casalese “la felicità è possibile “ non si tratta, finchè siamo nella storia, “della felicità piena, ma è bellissimo lo stesso sperimentare ogni giorno che il Signore ci fa vivere sulla terra la “felicità possibile”.Sembra in filigrana di rileggere un po’ le storie di ognuno di noi e degli uomini di tutti i tempi.

Per un credente in Cristo, infatti Dio e Amore sono sinonimi! E sappiamo che amare è una cosa umanissima proprio perche “è divina” .

Viene da pensare a tutti coloro che ci si accostano che il libro è di stringente attualità nell’emergenza Covid che tanti sacerdoti, medici , infermieri ha avuto come vittime consapevoli di un dono d’amore. Ma tutta la realtà della crisi da coronavirus segnala una “rimozione della morte” che ha messo al centro del dibattito nella società e nella Chiesa la questione del “senso del vivere” e proprio della felicità possibile.

Purtroppo per molti uomini, come i nostri fratelli della parte più secolarizzata del mondo, il senso della vita deve essere trovato “prima della morte” poichè al centro del progetto di tutta l’esistenza delle persone c’è la salute ed il benessere psicologico.

Eppure ad essere un po’ più capaci di analisi proprio ciò che è successo dovrebbe far capire, come è nella testimonianza di molti martiri del coronavirus, che l’ Occidente ha perso da anni la cosa più importante di tutte: “la fiducia nella vera meta dell’uomo, l’amore di un Dio buono e misericordioso che “c’era prima che noi nascessimo, che c’è ora e che sarà dopo di noi”.

Per questo motivo ci sarà molto utile leggere il libro del’ ex rettore del Collegio Capranica, oggi semplice parrocchiano di Villanova Monferrato. Forse un autore defilato e “in pensione”, anche se attivo come lui, non sarà mai invitato per le cose che scrive “non culturalmente omogenee” in un talk show televisivo, ma vale la pena di capire che il suo tentativo è quello di dialogare sul serio con l’uomo di oggi.

Vivere – scrive il presule nel densissimo capitolo 9 del suo testo – è infatti accogliere, discernere, procedere. E’ movimento!”

Quanto queste parole sono importanti e profetiche per tanti giovani e per noi cristiani “fermi”, “stanchi”, spaventati dal futuro perché incapaci di discernere ed “ascoltare ilproprio cuore” !

Non è umano dire basta….Vivere è camminare” ma, conclude Pacomio, chiudendo il suo percorso con una breve e lucidissima introduzione alla preghiera, non possiamo fare nulla “senza fissare lo sguardo su Gesù” ad imitazione di ciò che scrive Agostino con una sintesi folgorante “Noi preghiamo Lui, per mezzo di Lui ed in Lui; diciamo a Lui ed egli dice a noi”

Ecco perché tenerissimi ed avvincenti sono i versi della preghiera poesia che chiude tutta la riflessione :”Solo Amore, per te, per ognuno, per ogni momento. Finalmente è futuro: possibilità solo d’amare

Monsignor Luciano Pacomio presenterà il suo testo in Cantiere Speranza venerdì 24 luglio, alle ore 21, nella nuova sede delle riunioni diocesane costituita dalla grande chiesa di Sant’Antonio in via Leardi. Introdurrà MonsignorGiamPio Devasini.

La serata avrà al suo interno anche una importante animazione organistica in ricordo del maestro Giovanni Parissone.

Tutta la cittadinanza è invitata!            

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