Casale Monferrato celebra il centenario della nascita di Paolo Desana

Sabato 13 gennaio tre appuntamenti a palazzo Vitta: annullo filatelico, chiacchierata con Andrea Desana e Andrea Parodi e mostra fotografica

CASALE MONFERRATO

Il 2018 sarà un anno di grande importanza e rilievo non solo per il Comitato Casale Monferrato capitale della Doc ma per tutto il Monferrato in termini di storia, cultura e promozione territoriale: infatti se le ricorrenze non vengono interpretate come semplici e pur significativi momentidi ricordo ma come veri e propri strumenti di rilancio economico e culturale di un’area, il 2018 potrà rappresentare un fondamentale momento organizzativo e di rilancio per tutto il Monferrato in occasione delle iniziative ed attività che saranno programmate dal Comitato Doc in occasione del Centenario della nascita di Paolo Desana (7 gennaio 1918) ed il Bicentenario della nascita di Giuseppe Antonio Ottavi (18 ottobre 1818).

A Palazzo Vitta in via Trevigi, sede dell’Accademia Le Muse di Ima Ganora (presidente),una delle fondamentali componenti del Comitato Casale Monferrato capitale della Doc, è stato annunciato come primo momento di approfondimento e promozione il significativo evento programmato per sabato 13 gennaio, ovvero tre iniziative che si fondono tra loro: a partire dalle ore 10.00 l’annullo filatelico dedicato a Paolo Desana curato con la consueta disponibilità e sensibilità da Poste Italiane, la contemporanea apertura della mostra 'Immagini di Casale Monferrato ad inizio ‘900' ad opera del Circolo Filatelico Numismatico di Casale Monferrato la cui visita sarà disponibile anche la domenica 14 gennaio e poi, nel pomeriggio di sabato 13 gennaio con inizio alle ore 16 viene proposta una singolare 'Chiacchierata su Paolo Desana: il Padre della Doc, il politico, l’uomo' a cui parteciperanno Andrea Desana, Presidente del Comitato Casale Monferrato capitale della DOC e figlio di Paolo, Andrea Parodi, Consigliere Nazionale dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia (Anrp) ed autore del libro 'Gli eroi di Unterluss'.

Ai due interventi si susseguiranno alcune letture sul personaggio a tutto tondo a cura di Giorgio Milani del Collettivo Teatrale Casalese e brevi interventi di amici, conoscenti e colleghi moderati da Ima Ganora e da Massimo Biglia, Responsabile del Progetto Memo, Memorie del Monferrato.

Infine nell’occasione in alcune bacheche saranno in visione alcuni libri rari ed antichi di fine ‘800 ed inizio ‘900 del Fondo Desana di autori quali Giuseppe Antonio Ottavi, Arturo Marescalchi e Federico Martino.

Per maggiori informazioni: www.museodoc.it – Facebook: MuseoDoc – comitatodoc@gmail.com

UN ANNULLO SPECIALE PER IL PROMOTORE DELLA DOC

Per celebrare il centenario della nascita di Paolo Desana, promotore e firmatario della legge sulla D.O.C. italiana, Poste Italiane sarà presente con un Servizio Filatelico Temporaneo.

Promosso dal Circolo Culturale Ottavi, l’annullo speciale potrà essere richiesto presso lo spazio allestito a Palazzo Vitta, in via Trevigi 12 a Casale Monferrato, nella giornata di sabato 13 gennaio dalle ore 10:00 alle 16:00.

Nello stand di Poste Italiane saranno disponibili le più recenti emissioni di francobolli insieme ai tradizionali prodotti filatelici di Poste Italiane: folder, pubblicazioni filateliche, cartoline, buste primo giorno, libri e raccoglitori per collezionisti.

Il bollo speciale figurato, dopo l’utilizzo nella giornata del 13 gennaio, resterà depositato presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Casale, in Piazza Cesare Battisti 23, per i sessanta giorni successivi, a disposizione del pubblico marcofilo.

MOSTRA TEMATICA DEL CIRCOLO FILATELICO NUMISMATICO CASALESE A CURA DI MARIO CRAVINO

Sarà presente anche il Circolo Filatelico Numismatico Casalese, un’associazione che nel tessuto culturale cittadino vanta una presenza longeva – la sua fondazione data al lontano 1945 – ma ancora viva, ricca di iniziative come Mostre sociali o temaJche in diverse sedi e ricorrenze.

“Collezionare è una continua forma di ricerca, spesso legata alla storia ed al territorio casalese. Abbiamo aderito volentieri all’invito a partecipare al Convegno promosso per ricordare la figura del senatore Paolo Desana, nella ricorrenza della nascita. Una figura legata al mondo vinicolo nella forma più estesa ma profondamente anche alla città”, spiega Mario Cravino residente Circolo Filatelico.

Una ghiotta occasione per presentare un’accurata selezione di immagini su cartolina della Casale com’era agli inizi del Novecento, una passeggiata virtuale che si snoderà dall’elegante e vivace centro ai sobborghi operosi di una città ricca di fascino e di storia. Una mostra che darà l’opportunità di rendere partecipi anche i visitatori, perché questo è lo scopo ed il fine del collezionismo.

PER RICORDARE PAOLO DESANA

Si propongono alcune pagine tratte dal saggio di Sergio Favretto, titolato " Resistenza e nuova coscienza civile" edito nel 2009, a pag. 265 .

"...Internamento e deportazione"

Paolo Desana (1918-1991) è, senza alcun dubbio, un diretto protagonista che ci può far capire come l’internamento e la deportazione siano stati tasselli importanti della Resistenza italiana, anche se vissuti fuori dai confini. Per alcuni decenni, i ricercatori e gli storici faticarono ad attribuire il corretto rilievo a questo fenomeno di dissenso verso il nazifascismo. Ci si occupò, con priorità, della Resistenza militante ed organizzata; ci si scordò, invece, della Resistenza sofferta, sottotraccia, ma parimenti determinante. Ci si scordò dei reduci, dei prigionieri, degli internati militari, dei deportati politici e razziali. Si mise il silenziatore ad una vicenda complessa, di difficile lettura e quantificazione.

Paolo Desana, con il recupero memorialistico compiuto, con la ricerca scientifica delle testimonianze e dei documenti, con la tenacia dell’iniziativa associativa, con le molteplici pubblicazioni tematiche e storiche redatte, ha tolto il velo e ci ha permesso di conoscere e capire. Oggi, l’internamento e la deportazione degli italiani e dei militari nei lager tedeschi costituiscono pagine amare, riconosciute con identità resistenziale. Di grande rilievo storiografico sono le ricerche condotte e curate dall’ISRAL, coordinate da Cesare Manganelli.

Desana venne catturato dai tedeschi a Villeneuve Loubet, in Francia, il 9 settembre ’43. Rientrò in Italia il 4 settembre 1945, dopo aver vissuto prigioniero in più di tredici lager.

Disse no al proposto arruolamento nelle forze armate tedesche e nelle SS; disse no all’adesione alla RSI ed all’esercito repubblichino; disse no al lavoro volontario; disse no all’intrigante soluzione, voluta dall’accordo Hitler-Mussolini del luglio ’44, della civilizzazione.

Desana visse, resistendo, e conobbe ben tredici lager; da quello di Straflager di Colonia, fino al campo d’eliminazione di Nuterlüss, da dove fu liberato dagli Alleati. Claudio Sommaruga così illustra la figura di Paolo Desana, nel volume " La via dei lager " pubblicato da Ugo Boccassi Editore nel 1994:

“Il tenente di artiglieria Paolo Desana, badogliano prigioniero di guerra dei tedeschi, fu un volontario dei lager per coerenza morale, poi internato militare (IMI) senza tutela, punito con il lavoro coatto, dalla Wehrmacht perché renitente a ogni collaborazione armata o civile con Hitler e Mussolini, dichiarato nemico dell’Europa nazista; infine fu arbitrariamente smilitarizzato e deportato come politico, schedato come pericoloso, incarcerato e processato sommariamente dalla Gestapo con richiesta di condanna a morte commutata dal giudice nella rieducazione sotto le SS in un lager di eliminazione con lavoro duro, l’inedia, la malattia e le armi, da dove scampò miracolosamente.

Nei tredici campi, fu sempre fieramente e irriducibilmente avverso ad ogni cedimento e collaborazione con il nemico”. Tra settembre e novembre ’43, i prigionieri di guerra italiani vennero sollecitati ad aderire all’esercito tedesco, alle SS, alla RSI e all’esercito repubblichino.

Fino all’agosto ’44 i prigionieri furono obbligati al lavoro nei campi, nelle fabbriche, nelle miniere, nelle città bombardate, nelle retrovie di guerra. Dopo, vennero avviati abusivamente e talvolta consapevolmente, al lavoro sotto il controllo della Polizia, della Todt o della Wehrmacht.

I prigionieri renitenti vennero processati, condannati, ed avviati ai lager di eliminazione, come quello di Straflager, ovvero nelle note sezioni militari KZ e AEL di AltGarge e Nuterlüss.

Sono significativi alcuni brani delle lettere che Desana scrisse ad amici e parenti, lettere contenute sempre nel volume "La via del lager".

Ne riportiamo alcuni: “Come esponente dell’Azione Cattolica fui nel mirino dei fascisti qui a Casale. Mio fratello maggiore era un esponente del Partito Popolare; mio padre monarchico. Come giornalista fui diffidato nel 1938 a scrivere sui giornali della mia zona. Quando venne Mussolini a Casale fui uno dei pochi a girare in camicia bianca e venni redarguito (ancora di recente il fatto è stato ricordato). Come insegnanti ho avuto la fortuna di avere antifascisti. Mia moglie – che al tempo dell’internamento era la mia fidanzata – fu processata dalla Brigata Nera per alcune frasi scrittemi circa la necessità di resistere ... E non vado oltre (...) Desidero solo lasciarti intendere che per me la resistenza in Germania fu una “scelta” meditata, dall’inizio alla fine, niente affatto da me ritenuta “eroica” ma doverosa e coerente con la mia Fede e le mie idee e non scaturita solo per dignità e per il fatto di essere in un gruppo di giovani che ebbero il grande merito di sapersi opporre in modo solidale ai tedeschi. Anche da solo mi sarei comportato così. (...)”.

In una seconda lettera agli amici Claudio Sommaruga e Zampetti, Desana scriveva:

“A voi (...) ma non desidero apparire più ideologicamente formato di altri (...) che ricercano in sé le ragioni della Resistenza di allora – confido che la mia famiglia (mio padre come militare di lunga carriera “gavettistica” era monarchico, poco incline al fascismo) era profondamente cattolica. Come la mia famiglia attuale. Ebbi un fratello di sette anni più anziano, legato alle ultime frange del Partito Popolare. Iniziata la carriera nella Guardia di Finanza portuale, ebbe guai per contrasti a Genova con la milizia portuale. Nel 1933-’34, quando il Fascismo mise in difficoltà le organizzazioni giovanili di Azione Cattolica perché negli oratori parrocchiali riuscivano a raccogliere più giovani che non l’O.N.B. al sabato fascista, fui oggetto di sassate, con gli altri coetanei riuniti una sera in uno dei circoli, da parte dei “miei conoscenti e amici” mandati dal G.U.F. a stanarci. Come giornalista sportivo alle prime armi, fui diffidato ufficialmente perché nelle mie cronache non avevo mai dato risalto alle presenze dei gerarchi ai bordi dei campi sportivi durante le partite. Pur essendomi poi iscritto all’O.N.B. (altrimenti non avrei potuto partecipare alle gare sportive ufficiali: fui parecchie volte campione provinciale di pallacanestro e di lancio del disco),fui in seguito ancora diffidato di fare l’allenatore delle ragazze (conobbi mia moglie come giocatrice di pallacanestro) perché non contribuivo alla loro formazione ideologica. Quando era venuto Mussolini a Casale, insieme con altri amici cattolici, ero stato tra i pochi (forse per civetteria) a esibire una camicia bianca nuova (e fui redarguito). Ma tutto questo avvenne perché io ebbi sempre allergia per le imposizioni e le prepotenze, non per grandi scelte profondamente meditate”.

Da questo breve spaccato, traspare come alla base della scelta vi fossero chiare convinzioni antifasciste. Non fu circostanza sfortunata e/o opportuna. E così molti soldati dell’area casalese non fecero rientro a casa, non fecero parte della Resistenza attiva, ma opponendosi e non piegandosi all’irrazionale violenza tedesca, prepararono una nuova coscienza civile..."

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