'Cantiere speranza': si presenta 'Il libro di Daniele'

Giovedì 7 novembre, alle 21, in Sala Cavalla (Seminario Vescovile)

CASALE MONFERRATO

Questa sera, giovedì 7 novembre, alle 21, in Sala Cavalla presso il seminario vescovile, per il ciclo di incontri 'Cantiere speranza, crescere con la parola', il professore Michelangelo Priotto presenterà 'Il libro di Daniele'.

Il libro di Daniele costituisce una specie di arco teso tra ciò che vi è di più puro e caratteristico dell’Israele antico, la profezia e la teologia della storia e uno degli orientamenti più peculiari del Nuovo Testamento: la dimensione apocalittica.

Scritto in tre lingue: ebraico, aramaico e greco ci interpella profondamente sulla vicenda umana e ci traghetta a molte tematiche che saranno proprie del Nuovo Testamento: la vittima che ingiustamente patisce, un Dio che salva rendendo giusto chi era ingiusto, la resurrezione dei morti, la vita eterna.

Esso descrive alcune vicende ambientate nell’esilio di Babilonia al profeta Daniele, saggio ebreo che rimase fedele a Dio e visioni apocalittiche di grande rilevanza preannuncianti il Figlio dell’Uomo- Messia ed il Regno di Dio.

Il libro è stato considerato dai cristiani una fortissima profezia cristologica.

Nel testo sono, però, presenti anche molti elementi di affinità con la letteratura apocalittica con visioni che sono caratterizzate da un forte e assai complesso simbolismo.

Soprattutto il nono capitolo del libro di Daniele con la rivelazione delle “settanta settimane di anni” di Geremia 25 è assai importante nella storia della Rivelazione.

Lo scrittore Vittorio Messori, nel suo best-seller “Ipotesi su Gesù” (1976),dedica un capitolo a questa profezia delle settanta settimane, seguendo una interpretazione già di altri studiosi cristiani. Questa cifra,che molti ritengono del tutto simbolica, viene presentata da Messori con una profezia sconvolgente. Se infatti il computo dei 490 anni è fatto partire dell’Editto di Arteserse nel 457 a.C. che secondo molti segnò il vero ritorno dei Giudei a Gerusalemme, si arriva proprio al 34 d.C che è la data in cui sarebbe stato ucciso il diacono Stefano, e quindi la rivelazione cristiana venne definitivamente rigettata da parte del sinedrio, e premessa dell’avvio della presentazione ai Gentili e della realizzazione delle promesse messianiche.

Lo studio dei “manoscritti di Qumaran” scoperti tre 1947 e 1956 ha permesso di sapere che gli Esseni, nel documento 11Qmelch 7-8, riuscirono a definire un lasso di tempo in cui sarebbe apparso il Messia. Gli studi di Wacholder sul cronomessianismo sabbatico e di Beckwith affermano fosse atteso tre il 10 a.C.ed il 2 d.C.. Base di questo calcolo è la profezia delle 70 settimane.

Ad approfondire le tematiche succitate a “Crescere con la Parola” è stato invitato il prof. Michelangelo Priotto, apprezzato biblista saluzzese, docente di Sacra Scrittura allo Studio Teologico Interdiocesano di Fossano ed allo Studium Franciscanum di Gerusalemme.

L’appuntamento è il secondo momento del percorso di letture dell’Apocalittica tra Primo e Secondo Testamento che culminerà il 10 febbraio nelle lettura dell’Apocalisse giovannea.

Un cammino, lo ricordiamo come una volta, che è considerato punto di riferimento imprescindibile, oggi, per quei cristiani che, con l’aiuto della Bibbia, vogliono vivere la storia da credenti e cercano nella Parola di Dio un sostegno finalizzato al discernimento ed alla ricerca di vie nuove per proclamare il Vangelo del Regno.

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