Aperta la mostra 'Jas - Just Another Stage, la Via dell'Infinito'

Conosciamo meglio le artiste presenti: la curatrice Paola Casulli intervista Cecilia Gioria

CASALE MONFERRATO

È stata aperta ieri, sabato 6 giugno, la mostra 'Jas – Just Another Stage, La Via Dell’Infinito', a cura di Paola Casulli, inizialmente allestita per celebrare la Giornata Mondiale della Donna: quindici artiste contemporanee hanno rappresentato, ognuno a suo modo, le sette età della donna.

Un percorso espositivo pensato per raccontare le stagioni della donna, dal Concepimento/Nascita, all’infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia, fino alla morte. La settima stanza, quella del titolo, nominata dall’Another/l'altra, è la rinascita, la stanza in più, il giardino segreto in cui ogni donna custodisce le energie necessarie come la forza, la determinazione e il coraggio per rinnovarsi sempre e comunque.

Il numero 7, il numero sacro per eccellenza, considerato l'emblema della pienezza spirituale e cosmica, è chiamato a rappresentare l'energia femminile che, fluida, ricettiva e creativa, si espande, attraversa tutte le creature generandole, in un ciclo continuo. Da qui il sottotitolo, la via dell'infinito.

Il percorso tracciato sarà comunque fuori dal solito affresco di eroine affrante e sottomesse, vittime di violenza e sopraffazione. 'Just another stage' vuole essere la storia in cui ognuna di noi dice chi è davvero attraverso le età nelle quali ognuna di noi deve confrontarsi ma non mostrando confini e limiti, ostacoli o vincoli culturali. JAS è il tentativo di definirli e superarli, alla ricerca, attraverso miti e archetipi, di quella presenza invisibile eppure campo magnetico potente, che contiene in sé la potenziale pluralità simbolica e numinosa della donna. Recuperare quel mondo vivissimo, sorprendente e complesso che merita di essere rivelato. Ripristinare il contatto con la perduta sapienza interiore, superando la riduttività di un discorso razionale, affinché la vita non abbia una sola dimensione.

Un'avventura collettiva, questa Just Another Stage, che osa volere una vita più felice perché più libera.

Le artiste professioniste presenti all’esposizione sono: Alle Bonicalzi, Marina Caccia, Anne Conway, Donatella D'Angelo, Cecilia Gioria, Petra Probst, Isabella Sommati, Marina Tomasi, per la fotografia. Anna Galli, Silvana Marra, Florine Offergelt, Mariagrazia Degrandi, per la scultura. Elena Caterina Doria e Cate Maggia, per le installazioni.

Gli accessi saranno contingentati, con possibilità di prenotazione sui moduli online del Comune di Casale Monferrato oppure telefonicamente ai numeri 0142. 444329 - 330.

La mostra resterà aperta fino al 28 giugno con i seguenti orari: sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Obbligatorio l’uso della mascherina.

Tutti gli artisti di JAS saranno presenti virtualmente, con una breve video-intervista, sulla pagina dedicata, http://www.comune.casale-monferrato.al.it/jas, e le più interessanti saranno condivise anche sul nostro portale. Oggi presentiamo infatti l'intervista a Cecilia Gioria.

Le interviste a cura di Paola Casulli, che è anche la curatrice della mostra, sono stata rilasciate per dare la possibilità di conoscere l’uomo o la donna oltre l’artista. Gli artisti rispondono a 10 domande, accattivanti, originali, ma anche ironiche e provocatorie, poste per creare un percorso che sappia condurre chi ascolta nel mondo creativo ma anche personale del singolo intervistato. Cercando di raccogliere aneddoti, momenti di vita, sogni, idee politiche o sull’arte stessa, mettendo in gioco molti fattori che indirizzano verso i binari dell’originalità e della imprevedibilità. Non negando qualche sorriso qua e là a chi guarda o ascolta e la straordinaria opportunità di conoscere se stessi attraverso la scoperta delle idee altrui. Del resto intervista deriva dal francese “s’entrevoir” che vuole proprio dire, “vedersi reciprocamente”.

La mostra prevede anche un percorso nel Torrione Est dove il duo fotografico Light Lens, composto da Laura Marinelli e Alessandro Magagna, presentano il loro lavoro, 'Donne incartate'.

Un ulteriore arricchimento alla mostra sarà dato dal contributo del fotografo Enrico Minasso che presenta il suo lavoro 'Il femminile di uguale'. Nove Racconti che vogliono essere la celebrazione delle donne, della loro resilienza e della costante lotta per il raggiungimento della parità di genere.

Il progetto grafico di 'Just Another Stage' è di Elena Caterina Doria. Su uno sfondo fucsia (colore che rappresenta lo schiaffo virtuale alla società per svegliarla dal torpore circa le problematiche della donna),un volto da dea campeggia indossando un paio di occhiali arancioni.

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