Al Salone del Libro Extra si presenta 'Una storia lunga un'Eternit'

Venerdì 15 maggio, alle 11, in diretta streaming su Facebook con l'autrice Giulia Di Leo

TORINO

'Una storia lunga un’Eternit' edito dalla Casa Editrice Etica è il libro scritto dall’autrice Giulia Di Leo, classe 1995, giornalista de La Stampa originaria di Casale Monferrato, città di cui parla proprio in questo volume.

Presentato lo scorso 28 aprile 2020, in occasione della 'Giornata mondiale della lotta all’amianto' all'interno del progetto#iorestoacasaEducational, promosso da Rete ScuoleInsieme di Casale Monferrato con AFeVAe con la collaborazione di Ecofficina e l’aula 'Amianto/Asbesto – il coraggio di conoscere/il bisogno di andare oltre', il libro è stato protagonista del tema 'Dall’emergenza amianto all’emergenza ambientale all’emergenza Covid – 19: pensieri, progetti, parole per una ripartenza', che venerdì 15 maggio verrà riproposto in occasione dell’edizione straordinaria del Salone Internazionale del Libro di Torino.

A #SalToExtra 'Una storia lunga un’Eternit' trova, così, uno spazio per parlare delle analogie e differenze tra l’emergenza Coronavirus che stiamo vivendo in questo particolare momento e quella dell’amianto che per anni ha devastato Casale Monferrato, l’Italia e il mondo.

Intervengono anche AFeVA, la giornalista de La Stampa Silvana Mossano, l’oncologa Daniela Degiovanni ed Ecofficina.

In questa complessa cornice tematica, la casa editrice Etica è, quindi, lieta di presentare la sua novità editoriale e ospitare il libro 'Coronavirus & C.' di Carlo Degiacomi e Manuele Degiacomi (Ecofficina) con illustrazioni di Pierluigi Balducci: un testo di educational di approfondimento sul SARS-CoV-2, sul mondo invisibile dei microrganismi di cui fa parte e sulla pandemia COVID-19 che ha scatenato.

Dice l’autrice Giulia Di Leo: “Questo libro nasce dal percorso di due anni di master in giornalismo all’Università Cattolica di Milano e dall’esigenza di parlare della città che mi ha cresciuta per dare risalto alla sua storia di sofferenza e resilienza. È un’indagine che parte dal passato per arrivare al futuro analizzando i risultati positivi di una lotta lunga più di quarant’anni. È un libro che parla di numeri, perché è giusto continuare a comunicarli anche ai più giovani e a chi ora si affaccia per la prima volta all’argomento, ma è soprattutto il racconto di storie e di persone, protagoniste ognuna in modo diverso della stessa vicenda”.

“Sono cresciuta con l’idea che essere casalese significhi convivere con la paura e per ragioni anagrafiche sono arrivata nel momento della storia in cui la mia città iniziava a rinascere e a combattere. Grazie al mio Liceo ho vissuto da vicino le udienze del processo del 2012 e ho iniziato a capire l’importanza di parlarne e informare, intrecciando questo desiderio con la passione del giornalismo che sono riuscita a trasformare in lavoro”.

“Oggi, quindi, questo libro vuole dar voce a tutte le persone che hanno portato avanti la battaglia: i protagonisti di AFeVA Bruno Pesce, Nicola Pondrano, Assunta Prato, Giuliana Busto, Giovanni Cappa, i medici Daniela Degiovanni e Federica Grosso, i ricercatori Ruggero Vigliaturo e Chiara Vigato, chi si occupa della bonifica come l’architetto Pierangela Coggiola. Ma anche a tutte le persone colpite da vicino da un mostro tanto invisibile quanto pericoloso: sono tutti i casalesi cui ho fatto appello sfruttando il potere dei social e che mi hanno risposto aprendomi il cuore per raccontare le proprie storie”.

“A loro, alle vittime d’amianto e a chi lavora oggi per rendere migliore il mondo del domani è dedicato “Una storia lunga un’Eternit”. Perché il passato può modificare il futuro, lo stesso futuro che parte proprio dal 2020 per rendere Casale la prima città amianto-free, arrivare all’inibizione del mesotelioma e a una possibile cura, lottare per la seconda volta in tribunale con il processo Eternit-bis che partirà il prossimo novembre”.

“Da giovane casalese desidero parlare a chi è più giovane di me, per comunicare il segno positivo che la nostra città ha lasciato e continua a lasciare in Italia e nel mondo. Un segnale di ottimismo che può essere applicato anche ad altre vicende, come quella che stiamo vivendo in questi mesi. Una spinta che può educare tutti i cittadini alla resilienza”.

Dice la Casa Editrice Etica: “La storia narrata nel libro di Giulia Di Leo “Una storia lunga un’Eternit” è nota, purtroppo, a molti di voi, non è solo Storia ma anche attualità e lasciamo all’Autrice il compito di narrarla nel suo intervento successivo”.

“Come Casa Editrice ci limitiamo a ricordare che per la storia civile italiana il senso della sentenza Eternit del Tribunale di Torino del 13 febbraio 2012, da un punto di vista giuridico, fu importante perché il reato fu classificato come “disastro” (collettivo) e non come una somma di omicidi individuali”.

“Il mondo civile italiano si rese conto di quanto fosse inammissibile che, da parte di un’azienda, non si facesse nulla per proteggere i propri dipendenti quando si è consapevoli che essi sono a rischio”.

“L’opinione pubblica percepì la dimensione che possono avere le epidemie di malattie professionali. Ed emersero le negligenze delle istituzioni nel recepire i risultati della ricerca. Si ebbe inoltre la percezione della gravità delle conseguenze che possono avere contaminazioni dell’ambiente generale da parte di attività produttive (industriali nel caso specifico, ma agricole in altre circostanze)”.

“Il libro di Giulia Di Leo è sobrio, intenso, asciutto, narra con lucidità e in uno stile quasi febbrile gli eventi, il contesto, la storia ma, soprattutto le vicende umane e personalissime di tutti: i morti e i vivi, i sopravvissuti, i medici, gli epidemiologi, le parti politiche e sindacali, e poi le paure e le ansie, il dolore e la rabbia, e le lotte”.

“Con interviste e testimonianze di taglio quasi cinematografico, e sul filo del rispetto per chi non ce l’ha fatta e per chi, ancora, continua a combattere affinché giustizia sia fatta”.

“Importantissimo è in tutto questo il ruolo del Comitato delle vittime: il Comitato ha avviato il procedimento e ha assicurato la partecipazione al processo di migliaia di lavoratori e dei loro congiunti come parte civile, compresa la presenza in aula a ogni udienza. Ha diffuso a Casale la consapevolezza dell’inaccettabilità che le istituzioni pubbliche scendessero a transazioni con gli imputati”.

“Come Casa Editrice ringraziamo Giulia Di Leo – alla quale lasciamo ora la parola – perché conoscere aiuta a comprendere per agire”.

“Si tratta di quello Spirito di resilienza e di antifragilità di cui state trattando nei vostri webinar - quel metodo di pensiero critico circolare che solo può aiutare in questa nostra nuova sfida Umanistica, Sociale e Sanitaria del Terzo Millennio”.

Sinossi del libro “Una storia lunga un’Eternit”

Nel 1982, il Procuratore della Repubblica di Torino, Raffaele Guariniello, dispose un’indagine epidemiologica, eseguita dall’epidemiologo Benedetto Terracini, avendo notato il problema di un’esplosione di patologie da amianto a Casale, l’asbestosi e il mesotelioma.

La molla che aveva fatto scattare l’allarme in Raffaele Guariniello, da sempre impegnato nei procedimenti penali riguardanti infortuni sul lavoro, malattie professionali e tutela del consumatore, aveva in realtà origini lontane e risaliva al 1907.

Il 6 aprile 2009 si aprì il primo procedimento penale per disastro ambientale in Europa, il primo a comprendere un reato di omicidio colposo e l’omissione dolosa di cautele anti-infortunistiche. Fu definito il “processo dei record” quello contro Stephan Schmidheiny e Jean-Louis Marie de Cartier de Marchienne, il miliardario svizzero e il barone belga ex-dirigenti della multinazionale.

Il 13 febbraio 2012, la Corte condannò a sedici anni i due proprietari.

Nel giugno del 2013 termina anche il processo di secondo grado, che vede Stephan Schmidheiny, rimasto nel frattempo l’unico imputato, condannato a diciotto anni di carcere.

Poi tutto fu annullato dalla sentenza di prescrizione della Cassazione del 19 novembre 2014.

E a Casale continuava a rimanere la paura, dietro la polvere d’amianto c’erano tante vite, quelle spezzate, quelle traumatizzate, quelle che ancora lottano per una giustizia non ancora arrivata. Perché il mesotelioma ha colpito chiunque e la morte è sempre dietro l’angolo.

Il 14 gennaio 2020, l’udienza preliminare del processo Eternit Bis, per decidere se si potrà proseguire con l’accusa di omicidio volontario al magnate svizzero Stephan Schmidheiny, e non di omicidio colposo, ormai in prescrizione.

Il 24 gennaio 2020 è stata accolta la richiesta della Procura e Stephan Schmidheiny torna a processo, con l’accusa di omicidio volontario.

La prima udienza si svolgerà in Corte d’Assise a Novara il 27 novembre 2020.

Questo lavoro è dedicato alle vittime, ai parenti che le ricordano lottando ogni giorno, ai progressi medici, alla bonifica, alla ricerca scientifica.

Un libro sobrio, intenso, asciutto, che narra con lucidità e in uno stile quasi febbrile gli eventi, il contesto, la storia ma, soprattutto le vicende umane e personalissime di tutti: i morti e i vivi, i sopravvissuti, i medici, gli epidemiologi, le parti politiche e sindacali, e poi le paure e le ansie, il dolore e la rabbia, e le lotte.

Tutto per mezzo d’interviste e di testimonianze, tutto sul filo del rispetto per chi non ce l’ha fatta e per chi, ancora, continua a combattere affinché giustizia sia fatta.

Il libro è acquistabile online qui: www.libreriapantarhei.it/libro/una-storia-lunga-uneternit/

Ricerca in corso...