'Poteva essere una tragedia come quella di Trieste'

Il 21enne con problemi psichici, responsabile del raid del 28 settembre, è stato arrestato e si trova in carcere a Torino. I due agenti intervenuti per bloccarlo saranno proposti per un encomio

CASALE MONFERRATO

(Le immagini del pronto intervento della Volante in via Mameli e l'aggressione del richiedente asilo di 21 anni origiinario del Mali con problemi psichici ai danni dei due agenti)

Poteva essere una tragedia simile a quella avvenuta, pochi giorni dopo, a Trieste. Non è un caso che il questore Michele Morelli abbia convocato la conferenza stampa con cui ha annunciato l'arresto di L.D., il richiedente asilo 21enne originario del Mali con gravi disturbi psichici che lo scorso 28 settembre seminò il panico fra piazza Statuto e via Mameli, proprio mentre la città giuliana e l'Italia intera piangono la scomparsa di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego nel giorno dei loro funerali.

Per l'arma impugnata da L.D., una sbarra appuntita presa in un cantiere, e per la violenza con cui l'ha utilizzata in quel drammatico sabato, poteva davvero scapparci il morto: gli agenti della Polizia di Stato intervenuti con sprezzo del pericolo per immobilizzarlo e neutralizzarlo, l'agente di Polizia Locale anche lui intervenuto, ma anche le altre tre vittime (un ottantenne disabile, una signora e un ragazzo) finite poi all'ospedale con lesioni varie o chiunque avesse avuto la sfortuna di incrociarlo in quei momenti di follia avrebbe potuto fare una brutta fine. Basti pensare cosa sarebbe successo se L.D., invece che essere bloccato in via Mameli, fosse arrivato con la sua spranga di ferro nella vicina piazza Mazzini o in via Roma, in pieno sabato pomeriggio.

Per questo l’intervento dei due agenti della Squadra Volante della Polizia di Stato, l’assistente capo Giuseppe Montana e dell’assistente scelto Alberto Minisgallo (che nell'azione sono stati feriti: una frattura al braccio per uno, una contusione al polso per l'altro) è stato oltre che eroico, provvidenziale: il questore Morelli ha infatti annunciato che li proporrà per un meritato encomio.

(Il questore di Alessandria Michele Morelli spiega la ricostruzione dei fatti di sabato 28 settembre e annuncia l'arresto del 21enne richiedente asilo del Mali con problemi psichici)

Il “pomeriggio di ordinaria follia', come lo definisce il dirigente del commissariato di Casale Monferrato Carmine Bagno, comincia alle 15 di sabato 28 settembre quando L.D. esce dalla comunità di via Moncalvo in cui è ospitato e, con un bastone di legno, danneggia il portone di una casa antistante.

Poi si imposessa di una spranga di notevoli dimensioni, appuntita in cima, e con questa infrange una vetrata della chiesa dell'Addolorata.

Il rumore attira l'attenzione dei due agenti della Volante, liberi dal servizio e prossimi a tornare a casa, che risalgono subito sull'automobile di servizio e si mettono all'inseguimento del giovane richiedente asilo che, intanto, fra via Pinelli e via della Biblioteca, aveva aggredito tre persone: una donna (per lei lesioni guaribili in dieci giorni),un uomo disabile (40 giorni di prognosi) e un giovane in via Mameli (12 giorni di prognosi).

Il giovane viene raggiunto in via Mameli e qui sferra una sprangata al cofano della Volante, procurando una vistosa ammaccatura e poi aggredisce gli agenti, ferendo pure loro.

Alla fine viene bloccato, anche grazie a un agente della Polizia Locale libero dal servizio, e in considerazione del suo atteggiamento emotivamente instabile e violente, viene trasportato prima al Santo Spirito, dove i medici specialisti decidono di sottoporlo a un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) di sette giorni, e poi al reparto psichiatrico dell'ospedale di Novi Ligure, più attrezzato per le cure del caso.

I medici gli hanno poi diagnosticato sbalzi di umore con evidenti segni di aggressività, dovuti ad intossicazione cronica di oppiacei.

(La spranga usata  dal 21enne maliano con disturbi psichici: è evidente il danno che poteva creare)

Nei giorni seguenti il personale del commissariato di Casale Monferrato, coordinato dalla Procura della Repubblica di Vercelli, ha svolto ulteriori accertamenti finalizzati a fornire all'Autorità Giudiziaria competente gli elementi necessari per l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dal personale del Commissariato di Casale e della Questura di Alessandria, che hanno prelevato L.D. dall'ospedale di Novi Ligure per trasferirlo alla Casa Circondariale di Alessandria. Da lì è stato poi trasferito in una sezione speciale del carcere di Torino, attrezzato ad accogliere detenuti con tali evidenti problemi psichici.

Il destino di L.D. Sarà deciso nel processo in cui sarà chiamato a rispondere dei reati di lesioni personali aggravate, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Un processo che potrebbe chiudersi con l'espulsione del giovane, che ritornerebbe così in Mali.

Della vicenda si è interessata anche la Digos poiché certi aspetti – il vandalismo contro una chiesa cattolitica e l'aggressione casuale a persone che non c'entravano niente – potevano far pensare a comportamenti riconducibili a un atto terrorista. Ma le indagini sul passato di L.D. Lo hanno escluso: si era dichiarato ateo al momento dell'ingresso in Italia e non ha mai mostrato un eccessivo interesse per la religione. È stato tutto provocato “solo” da disturbi psichiatici, per i quali già in precedenza era stata trattato con due tso: un “pomeriggio di ordinaria follia”, appunto.

(Il cofano ammaccato della Volante della Polizia di Stato)

Ricerca in corso...