Maltrattamenti in famiglia: tre denunce

Due a Murisengo, una a Mombello. I consiglio dei carabinieri su come comportarsi in caso di stalking

CASALE MONFERRATO

(Personale femminile dell'Arma dei Carabinieri impiegato nella raccolta delle denunce)

Nel corso dell’ultimo periodo la Compagnia Carabinieri di Casale Monferrato, attraverso le stazioni dipendenti e con l’impiego del personale femminile in servizio, ha proceduto ad un’attenta prevenzione, sensibilizzazione e repressione dei reati che riguardano gli atti persecutori, i maltrattamenti in famiglia e le violenze in genere su donne e minori.

L’Arma territoriale di Casale Monferrato ha stretti contatti con le varie organizzazioni pubbliche e di volontariato, che possono gestire le emergenze legate alle violenze su donne e bambini. In particolare a Casale i carabinieri hanno attuato una stretta collaborazione con il Soroptmist ed è presente all’interno della caserma, una stanza adatta a gestire col metodo investigativo più adatto questi particolare reati.

In particolare i carabinieri della stazione di Murisengo, a seguito della denuncia presentata da una 39enne rumena, residente a Murisengo, hanno denunciato in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia l’ex marito, anche lui rumeno 40enne, il quale si sarebbe reso responsabile di una serie di violenti episodi nei confronti della ex consorte, a partire dal 2014 fino ad oggi.

Sempre gli stessi militari, ad esito degli accertamenti, in seguito alla denuncia presentata da una 42enne italiana, residente a Murisengo, hanno denunciato in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia l’ex convivente, un 42enne rumeno, residente a Casale Monferrato, disoccupato con precedenti di polizia, il quale si sarebbe reso responsabile di una serie di episodi violenti nei confronti della ex convivente.

Infine i carabinieri della stazione di Cerrina, a seguito della denuncia presentata da una 44enne italiana residente a Mombello, hanno denunciato in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia, il marito 46enne italiano, poiché si sarebbe reso responsabile di una serie di violenze nei confronti della moglie. Come primo provvedimento, oltre alla denuncia, l’autorità giudiziaria ha applicato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie e dai figli.

    Anche alla luce delle iniziative volte a contrastare il reato in esame, i carabinieri ribadiscono alcuni consigli anti-stalking:

    - Informarsi sull'argomento e adottare dei comportamenti tesi a scoraggiare, fin dall'inizio, lo stalker; cercare di non reagire agli atti persecutori con paura, rabbia o minacce, in quanto si potrebbe rafforzare la motivazione del molestatore;

    - Non sottovalutare il rischio ed essere prudente: ad esempio, registrare le chiamate, fuori casa non fermarsi in luoghi isolati o appartati, non seguire sempre gli stessi itinerari;

    - Tenere un diario per riportare e poter ricordare gli eventi più importanti che potrebbero risultare utili in caso di denuncia;

    - Raccogliere “prove” sullo stalking di cui si è vittima: conservare eventuali lettere, sms o e-mail a contenuto offensivo o intimidatorio;

    - Tenere sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza un numero di pronto intervento.

     

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