Maltrattamenti in famiglia: due denunce

Da parte dei Carabinieri di Fubine e di Balzola. I consigli dell'Arma alle donne vittime di episodi di stalking e violenza

CASALE MONFERRATO

Nel corso dell’ultimo periodo, la Compagnia Carabinieri di Casale Monferrato, attraverso le Stazioni Carabinieri dipendenti e con l’impiego del personale femminile in servizio, ha proceduto ad un’attenta prevenzione, sensibilizzazione e repressione dei reati che riguardano gli atti persecutori, i maltrattamenti in famiglia e le violenze in genere su donne e minori.

Si ricorda che l’Arma territoriale di Casale Monferrato ha stretti contatti con le varie organizzazioni pubbliche e di volontariato, che possono gestire le emergenze legate alle violenze su donne e bambini. In particolare a Casale Monferrato i Carabinieri hanno attuato una stretta collaborazione con l’Associazione Soroptimist ed è presente all’interno della Caserma una stanza adatta a gestire col metodo investigativo più adeguato questi particolari reati.

I Carabinieri della Stazione di Fubine Monferrato in seguito alla querela presentata da una 40enne di origini straniere, hanno denunciato in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia il suo giovane convivente, poiché si sarebbe reso responsabile di una serie di comportamenti violenti e minacciosi nei confronti della donna a partire dal gennaio del 2017 fino ad oggi.

In seguito all’intervento, i militari hanno applicato nei confronti del giovane il codice rosso, imponendogli di lasciare l’abitazione. Nei giorni successivi l’Autorità Giudiziaria, subito avvisata dai militari, lo ha sottoposto ad una serie di limitazioni, tra cui il divieto di avvicinamento alla vittima ed ai luoghi da lei frequentati.

Inoltre i Carabinieri della Stazione di Balzola, in seguito alla querela sporta da una50enne, hanno denunciato in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia il marito, operaio, poiché dal 2015 ad oggi, avrebbe mantenuto una serie di comportamenti violenti e minacciosi nei confronti della coniuge, costringendola anche a ricorrere alle cure dei sanitari. I militari applicavano subito il “codice rosso” ed informavano dell’accaduto l’Autorità Giudiziaria.

Si ribadiscono alcuni consigli anti-stalking:

- informarsi sull'argomento e adottare dei comportamenti tesi a scoraggiare, fin dall'inizio, lo stalker; cercare di non reagire agli atti persecutori con paura, rabbia o minacce, in quanto si potrebbe rafforzare la motivazione del molestatore;

- non sottovalutare il rischio ed essere prudente: ad esempio, registrare le chiamate, fuori casa non fermarsi in luoghi isolati o appartati, non seguire sempre gli stessi itinerari;

- tenere un diario per riportare e poter ricordare gli eventi più importanti che potrebbero risultare utili in caso di denuncia;

- raccogliere “prove” sullo stalking di cui si è vittima: conservare eventuali lettere, sms o e-mail a contenuto offensivo o intimidatorio;

- tenere sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza un numero di pronto intervento.

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