Una serata di solidarietà per la famiglia Deambrosis

In programma mercoledì 22 marzo, alle 21, al Caffè Roma di Mirabello Monferrato. Il commento di Gianni Turino

MIRABELLO MONFERRATO -

Cominciano le iniziative di solidarietà verso la famiglia Deambrosis, la coppia di coniugi di Mirabello a cui è stata tolta la figlioletta: un caso che sta avendo grossissima risonanza mediatica e che, soprattutto da lunedì scorso (con il verdetto della Corte d'Appello di Torino che ha confermato l'adottabilità della piccola),sta facendo discutere l'Italia intera.

Per mercoledì 22 marzo, alle 21, presso il Caffè Roma (via Roma, 4) di Mirabello Monferrato è in programma una serata di solidarietà per Luigi Deambrosis e Gabriella Carsano.

Intanto pubblichiamo il commento di Gianni Turino, che ha seguito questa brutta vicenda fin dall'inizio, ormai sette anni fa.

ANATOMIA DI UN DELITTO (Il caso Deambrosis)

di Gianni Turino

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La sentenza della Corte D’Appello di Torino che toglie definitivamente ai genitori di Mirabello la loro bambina , che è stata loro solo per diciotto giorni, è la conferma che ormai il nostro è sempre più, giorno per giorno, uno stato etico.

“Stato etico” non è lo Stato che riconosce una morale naturale e oggettiva, bensì lo Stato che crea la morale; “etico” in quanto pone se stesso come fonte dell’etica; “etico” in quanto incapace di lasciarsi giudicare e quindi ammettere un giudizio al di fuori di sé.

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Platone la pensava sostanzialmente così: “Lo Stato dovrà essere governato dai …. perché essi conoscono il bene e dunque sono in grado di realizzarlo. Essi dovranno regolare tutti gli aspetti della vita dei cittadini. Prima di tutto decideranno a quale struttura sociale assegnare i bambini, non appena siano in grado di stabilirne la natura dell'anima (in base a ponderate analisi dei sociologi ?!? - ndr -).

Poi dovranno provvederne l’educazione. In definitiva nessun aspetto della vita politica e sociale sarà lasciato al caso, tutto sarà stabilito dai …, che conoscono il bene, in vista del bene e realizzano comunque le loro decisioni, al di là di ogni ragionevole dubbio, in “nome del popolo” ( da cui per altro non hanno ricevuto nessun mandato… , ma queste, direbbe Totò, sono quisquilie, anzi addirittura pinzillacchere – ndr –).

Il progetto intenzionale è di svolgere una funzione educativa e di formare anche le coscienze dei singoli. Lo scopo principale è infatti la realizzazione della virtù ed è loro perciò il dovere di interessarsi anche, anzi soprattutto, della moralità dei cittadini, guidandoli e dirigendoli verso il bene comune”.

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Il potere dei giudici è assoluto (dal latino “ ab- solutus” sciolto da…) cioè libero da qualsiasi ingerenza o condizionamento esterno (e questo è sacrosantamente giusto).

“Ma quando il giudice si considera "legibus solutus" e piega le leggi al suo fine, fosse anche per intenti nobili, mette lo stato sullo stesso piano delle organizzazioni criminali”. (Non rammento la fonte.).

Perché nella legge ci sono sì la lettera e lo spirito, ma questa tensione non deve essere degradata a un’alternativa tra i cavilli e la sostanza.

Perché è su un cavillo, a volte, che si gioca la tenuissima separazione tra civiltà e barbarie, tra diritto e violenza.

Francesco Carrara, grande giurista e patriota liberale del secolo XIX (con Beccaria ce ne parlavano, temporibus illis, i Maestri in quinta elementare) aveva ben presente già due secoli fa questo genere di pericoli, quando ammoniva: “Cessino dallo insinuare che siano nemici dei buoni e che sian perniciosi alla società civile coloro che combattono pel santo fine che la giustizia non divenga flagello degli innocenti…”

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Il fatto che questa vita sia stata fortemente voluta dai genitori, fu vista dai giudici come “narcisismo”; il fatto che questi genitori abbiano sentito germogliare per nove mesi nel ventre della mamma questa vita accarezzandone con amore sempre più grande giorno per giorno il suo svolgersi fino agli attimi stupendi, stravolti dal dolore, in cui quella vita si è manifestata…non contano nulla: sono “distonici” (così dissero le precedenti sentenze) e quella bambina deve essergli tolta.

(“La legge – precisano – è formulata nel preciso interesse dei figli…e non dei genitori: Con questo presupposto domani toglieranno i figli alle famiglie povere per assegnarli, come nel racconto di Moupassant – a quelle ricche; solo per il bene della prole…).

E poi c’è l’eterna questione dell’età. La signora Deambrosis ha esattamente gli anni di una famosa star la cui maternità, per la quale ha corso da isolata, è stata incensata su tutti i media….( e nessuno, nonostante il nome propinato alla piccola, ha parlato di “narcisismo” o accennato alla distonia…)

Tempo fa su “Il Monferrato” una signora aveva scritto, a proposito della soffiata all’origine del caso Deambrosis- che auspicava “ Il controllo sociale della comunità che previe aiuta ma anche segnala…”

E’ lo spirito del Pol pot….

E con questo siamo alla fine.

Viene d’istinto alzare gli occhi al cielo ed invocare, urlando: Gesù, visto che ci sei, batti un colpo…”

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SPERO ARDENTEMENTE CHE IL PAPA’ E LA MAMMA DELLA BAMBINA ABBIANO LA FORZA ED I MEZZI PER UN NUOVO RICORSO IN CASSAZIONE. LE SPESE GIUDIZIARIE SONO ENORMI – PERCHE’ NON SI LANCIA UNA SOTTOSCRIZIONE PER CONSENTIRE CHE FINALMENTE TRIONFI L’UMANITA’ E LA GIUSTIZIA E NON IL CAVILLO. E CHE QUESTA BAMBINA RITORNI DALLA MAMMA E DAL PAPA’?

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