Un presidio degli ex lavoratori Mondial davanti all'Inps per richiedere la Naspi

A una quarantina di ex dipendenti non è stato riconosciuto l'ammortizzatore sociale previsto dal Jobs Act. E c'è la questione delle riassunzioni: a tempo determinato o indeterminato?

CASALE MONFERRATO

(Nella foto, da sinistra: Mirko Oliaro - Fiom Cgil, Aberto Pastorello - Uilm e Calogero Palma, Fim Cisl)

Da circa sette mesi, dal fallimento dell'aprile 2017, una quarantina abbondante di ex lavoratori Mondial non percepisce dall'Inps la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l'impiego: in parole più semplici un ammortizzatore sociale, previsto dal Jobs Act, per sostenere i dipendenti che perdono il posto di lavoro) e si trova in pratica senza nessun reddito. Per molti di loro l'assenza di reddito risale a qualche mese prima, a gennaio 2017.

Una situazione pesante per gli ex dipendenti di quell'azienda già provati da un lungo calvario, passato attraverso anni difficili fino al fallimento della scorsa primavera.

Per sensibilizzare sulla questione i sindacati – Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm – organizzano per questo venerdì, 17 novembre, dalle 9 alle 12, un presidio davanti agli uffici Inps di Casale Monferrato: vi parteciperanno una trentina di lavoratori, saranno distribuiti ai passanti volantini che sintetizzano le ragioni dei dipendenti che si trovano in questa grave situazione.

Se la questione – come è probabile – non si risolverà i sindacati agiranno per vie legali, facendo causa all'Inps per il mancato riconoscimento della Naspi.

“Non intendiamo illudere nessuno – spiega il segretario provinciale Fiom Cgil Mirko Oliaro – faremo causa e probabilmente andremo fino al terzo grado di giudizio, con tempi che si allungheranno fino a 3 – 4 anni. È il primo caso che capita in Italia, è importante anche per fare giurisprudenza”.

I dipendenti in questa situazione sono poco più di quaranta (trentun domande depositate presso Fiom Cgil, quattro presso la Uilm, sette presso la Fim Cisl). All'origine del problema c'è una controversa interpretazione della circolare 194 del 27 novembre 2015, che ha modificato – fra le altre cose – la disciplina dell'estensione della Naspi ai contratti di solidarietà.

La materia è molto tecnica e complessa (tanto che è rimbalzata a lungo fra gli uffici Inps di Casale Monferrato e Alessandria),difficilmente sintetizzabile in poche righe. In pratica questi lavoratori, secondo l'interpretazione dell'Inps, non avrebbero svolto nel 2016 il minimo di 30 ore necessarie per ricevere la Naspi, mentre i sindacati sostengono che se queste ore non compaiono nel 2016 si sarebbe dovuto fare riferimento all'anno precendente. Una materia intricata, su cui è bene, a questo punto, che si pronunci un giudice.

 

(Nella foto, da sinistra: Mirko Oliaro, Aberto Pastorello e Calogero Palma mentre spiegano le due controverse questioni che riguardano i lavoratori ex Mondial)

C'è poi una seconda questione controversa, che riguarda la nuova azienda rilevata da Roberto Campese, ad del gruppo Coni, e la riassunzione di una quarantina lavoratori in forza alla vecchia Mondial. Un'azienda che ora cerca pian piano ripartire e che ha ricominciato ad assumere, prevalentemente impiegati amministrativi e commerciali.

“Nel bando di vendita – spiega Alberto Pastorello, Uilm – era stabilito che ci fossero quaranta assunzioni nell'arco di un anno, da scegliere tra i lavoratori in forza alla vecchia Mondial e d'accordo con i sindacati. Queste assunzioni avrebbero dovuto essere, secondo la nostra interpretrazione, a tempo indeterminato in modo da fornire una stabilizzazione del lavoro. Invece le prime assunzioni sono state a tempo determinato. A questo si aggiunge, per molti lavoratori, il rischio declassamento. Per questo chiediamo al giudice un'interpretazione scritta su questo punto: l'incontro in tribunale con il giudice, il curatore fallimentare, la proprietà e i sindacati si svolgerà il prossimo 7 dicembre”.

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