Progetto 'Accoglienza': i nuovi alunni del 'Leardi' alla scoperta del territorio

Gli studenti hanno percorso le vie più significative di Casale Monferrato e le aree collinari

CASALE MONFERRATO

Come è consuetudine, anche all’avvio di quest’anno scolastico gli alunni di tutti i corsi delle classi prime dell’Istituto Superiore 'Leardi' hanno partecipato alla visita di Casale Monferrato. In orario curricolare, per tutta la mattina dei giorni 1 e 3 ottobre gli studenti hanno potuto esplorare a piedi il territorio cittadino, così come previsto dai progetti 'Accoglienza' e 'Sport e salute'.

Accompagnati dal Barbara Ravera, guida del CAI, dagli insegnanti di Scienze Motorie, Isabella Cadin, Ivana Demartini (collocata a riposo dal primo settembre ma sempre in prima linea per attività così importanti),Monica Rolandi e Luca Romani, da altri insegnanti delle classi, Lina Alessandro, Giovanni Alonge, Giuliana Boschi, Valentina Corica, Manuela Marangon, Paola Perotto, e Maria Cristina Portinaro, i ragazzi hanno percorso le vie più significative di Casale per conoscere la storia del cemento, hanno poi proseguito la visita nelle zone più collinari, per raggiungere infine l'ultima ma non meno importante meta: il parco Eternot.

La ricaduta sugli alunni è stata molto positiva, perché, oltre alla conoscenza approfondita del territorio casalese, hanno avuto l’occasione preziosa di socializzare tra loro, orientarsi in città ed in collina e fare anche un po' di sana attività fisica.

CAMMINANDO S’IMPARA… CRONACA DELLA MIA PRIMA ESCURSIONE AL 'LEARDI'

di Elisa Brovia

Sono Elisa Brovia, della 1aA Costruzioni, Ambiente e Territorio, con la mia classe e i compagni della 1aA Turismo e della 1a B Grafico, con i nostri insegnanti e con la signora Barbara Ravera del CAI, che ci ha fatto da guida, lo scorso mercoledì 3 ottobre ho fatto la mia prima escursione di quasi 10 chilometri a Casale e sulle colline intorno alla città.

La prima tappa dell’escursione è stato il Paraboloide, costruito in calcestruzzo, vicino alla stazione e a Cinelandia: una volta erano i magazzini Eternit, ora sono stati bonificati. A fine ‘800 dalle colline del Monferrato si estraeva la marna, materia prima del cemento, e quest’attività trasformò i contadini in minatori, un lavoro duro e pericoloso, ma allora ben retribuito. La marna, giunta a Casale con la ferrovia, era lavorata nei forni e successivamente nelle cementerie. Il Paraboloide è conservato integro perché rappresenta un gioiello di architettura industriale, elegante, nonostante la sua destinazione, per la sua volta che ha uno spessore di soli 12 cm.

All’interno del Paraboloide avveniva lo stoccaggio del Klinker, un laterizio che contiene argilla, ottimo per ricoprire edifici esposti alle intemperie in quanto impermeabile.

La seconda tappa dell’escursione è stato il Parco della Cittadella, l’ex fortezza militare dove nel gennaio del 1945 avvenne l’eccidio della banda Tom, partigiani catturati a Casorzo, torturati e infine qui trucidati. Solo dopo la Liberazione fu possibile svolgere il funerale delle vittime. Tutti gli anni una corona è deposta sul luogo dell’eccidio. Il Parco della Cittadella è molto bello, meta di passeggiate nel verde, ad un passo dal centro di Casale.

Quindi con la nostra guida ci siamo diretti alla sede della Buzzi Unicem, un’impresa multinazionale del cemento, che davanti alla palazzina della sua sede ha creato un museo a cielo aperto, esponendo tra il verde delle aiuole i macchinari che un tempo venivano utilizzati per l’estrazione della marna. Non distante dagli uffici c’è un murale che rappresenta il passato, con la Furnasetta, e il presente della Buzzi, di cui è riprodotto il logo. Abbiamo visto anche la Furnasetta, una piccola fornace appartenuta alla famiglia Marchino, oggi parte di quel “museo diffuso” presente a Casale sull’industria del cemento. La guida ci ha parlato della storia di Coniolo, il “paese che visse due volte”, e delle lotte dei minatori per ottenere condizioni di lavoro più dignitose.

La via Giuseppina Gusmano prende il nome da questa signora, riconosciuta “Giusta tra le Nazioni” per aver nel 1943 salvato dalla deportazione, nascondendoli in casa propria, in Salita Sant’Anna, sedici bambini ebrei fuggiti dall’orfanotrofio di Torino e rifugiatisi presso la comunità israelitica di Casale.

Un trekking sulle colline ci ha portato alla “Grotta di Lourdes”, costruita per voto, dove abbiamo fatto merenda, guardando dall’alto Casale e chiacchierando tra noi, perché il cellulare era assolutamente vietato, e infatti ci siamo conosciuti un po' meglio tra compagni di classe.

E infine il parco Eternot, un’estensione di 90 mila mq, e la terribile storia dell’amianto e dell’Eternit. Da quando fu brevettato nei primi anni del ‘900, con l’amianto si costruì di tutto, e la fabbrica dell’Eternit dava lavoro a tantissime famiglie di Casale. E col cosiddetto “polverino” si costruiva un po' di tutto, e ci giocavano i bambini. Una lunga e terribile storia di morte e malattia finalmente portò nel 1986 alla chiusura della fabbrica e alla graduale bonifica della città, oggi davvero “Un posto sicuro”, come racconta il film di Francesco Ghiaccio. Oggi l’amianto è bandito dall’Italia, ma non tutti i Paesi hanno una legislazione così avanzata.

La camminata è finita con un messaggio positivo: Casale guarda al futuro per un nuovo sviluppo economico, fatto di industrie ad impatto sostenibile, come la Buzzi, e di turismo, perché Casale è cultura, storia e paesaggio.

Una bella mattina, in sintonia con la mia scelta di studio, perché abbiamo parlato di Costruzioni, di Ambiente e di Territorio, e una bella lezione di storia, geografia, economia e… scienze motorie.

Elisa Brovia – 1aA Costruzioni, Ambiente e Territorio

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