'Posso scegliere di non agire violenza': parte il progetto alla scuola media 'Dante'

L’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’Associazione Albero di Valentina e il Cerchio degli Uomini

CASALE MONFERRATO

Al via il progetto Posso scegliere di non agire violenza, l’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’Associazione Albero di Valentina e il Cerchio degli Uomini, presentato ufficialmente nell’aula conferenze della scuola media Dante Alighieri, nel febbraio del 2020. Con gli incontri del 24 e 26 febbraio scorsi, diviene operativo il progetto pensato per i ragazzi delle classi seconde e che si estenderà anche al prossimo anno. 

Significativo fin dal titolo, che rimanda alla possibilità di “scegliere” di adottare un comportamento alternativo alla violenza, il progetto condurrà i ragazzi verso un percorso che, con l’ausilio degli insegnanti, aspira a diffondere una cultura scevra da condizionamenti che spesso si trasformano in pregiudizio. Curato da Domenico Matarozzo, il progetto intende infatti indagare sugli atteggiamenti, apparentemente innocenti, che sono invece portatori di una cultura equivoca, intrisa di comportamenti che avallano una disparità.

“Sono le buone intenzioni, infatti, che spesso precorrono “la strada della violenza”, afferma Matarozzo.

“Si tratta allora di provare a capire come le relazioni tra gli individui possano trasformarsi e sfociare nella violenza di genere. Il tema della violenza maschile sulle donne è drammaticamente diffuso, come dimostrano gli attuali casi di cronaca e, lungi dal poter essere liquidati in toto come conseguenza di un raptus, sono piuttosto l’esito di un pensiero – spiega Matarozzo –. In un contesto così denso di notizie di questo tipo, la società non può non farsi carico di quanto avviene e, partendo dalla scuola, si può agire su quei ragazzi la cui coscienza è ancora in formazione. Occorre, dunque, lavorare al fine di riuscire a “vedere” dove ognuno di noi contribuisce alla costruzione di un modello che si basi su un’idea di superiorità. Certi stereotipi arrivano dalla società e dalla famiglia; le relazioni basate su una disparità fra i generi è “talmente radicata” che, lavorare su questo punto, può “mettere in crisi” quel modello. Finché si avalla la disparità, finché in una relazione esiste chi è il più forte e il più debole si legittima la prevaricazione”. 

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