Passi avanti per la revoca della laurea honoris causa a Stephan Schmidheiny

Le lettere di alcuni ex studenti di Yale chiedono di riaprire il caso: 'Si istituisca un nuovo comitato per valutare la questione'

CASALE MONFERRATO

Ci sono importanti sviluppi nel caso della revoca della laura honoris causa attribuita dall'università di Yale a Stephan Schmidheiny, il magnate svizzero proprietario di quell'Eternit che tanti lutti ha provocato nella nostra città. Nel 2015 c'era stata una prima lettera, firmata da circa sessanta ex studenti della prestigiosa università americana che chiedeva di riconsiderare quella laurea alla luce dei fatti emersi nei due processi italiani che avevano evidenziato la responsabilità di Schmidheiny nella morte di più di duemila persone a Casale Monferrato. Ma la risposta del comitato incaricato di esaminare la questione era stata gelida: “Yale non può revocare la laurea perché finora nessuna laurea honoris causa è stata mai revocata e comunque la decisione spetta alla Yale Corporation” e, perfino, “Yale non crede che i procedimenti giudiziari in corso in Italia siano sufficienti a rivedere il giudizio espresso nel 1996”.

Ed ecco i fatti nuovi. Come riporta il blog Yale Daily News (http://yaledailynews.com/blog/2016/11/08/activists-against-schmidheiny-push-further) due ex studenti hanno scritto, lo scorso 20 ottobre, una nuova lettera al presidente dell'ateneo Peter Salovey chiedendo che “o a quel comitato vengono ampliate le competenze in modo che considerare la revoca della laurea a Schmidheiny oppure deve essere istituito un nuovo e distinto comitato”.

E poi l'affondo più duro: “La sovrapposizione fra questa laurea onoraria e il rifiuto di non cambiare nome al Calhoun College (il Calhoun College è un collegio di Yale intitolato a un vicepresidente degli Stati Uniti di inizio '800 che era favorevole allo schiavismo: ci sono state per questo molte polemiche per cambiare nome alla struttura, sempre rigettate dall'università – ndr) è intuitiva, e getta discredito sulla capacità di giudizio dell'università, sui suoi principi morali e sulla sua apertura per correggere gli errori del passato”, si legge nella lettera.

E, a supporto di questa lettera, ne è arrivata un'altra, lo scorso 5 novembre, sempre da un ex studente: “Adesso che è noto che la fabbrica Eternit di Schmidheiny ha ucciso più di duemila persone a Casale Monferrato per l'esposizione all'amianto e continua a farlo, revocare la laurea è pienamente giustificato sotto il profilo etico”.

Dalla segreteria studenti di Yale hanno fatto sapere di aver ricevuto la lettera e che risponderanno presto. Vedremo...

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