“La Regione Piemonte è pronta ad approvare, e lo faremo nei prossimi giorni, l’atto con cui si stabilizza e si rafforza l’Ufim, l’Unità funzionale interaziendale mesotelioma condivisa fra l’azienda ospedaliera e l’Asl di Alessandria”.
Lo ha annunciato questa mattina l'assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, intervenendo alla terza Conferenza governativa sull'amianto. Un impegno importante, più volte richiesto dall'Afeva, dai sindacati e dalle istituzioni locali.
“L’azienda ospedaliera di Alessandria, in accordo con l’Asl – ha proseguito Saitta – ha deliberato giovedì scorso l’istituzione di una struttura semplice dipartimentale “Mesotelioma”. Nei prossimi giorni la Giunta regionale di Sergio Chiamparino esprimerà parere favorevole”.
“L'Ufim ha lavorato bene in questi anni, fra Casale Monferrato e Alessandria, e costituisce ormai un punto di riferimento indiscusso per la cura e per l’assistenza dei pazienti”.
“Questo provvedimento – ha concluso Saitta – ci consentirà di strutturare al meglio l’organizzazione già esistente e definire nel tempo la programmazione dell’attività. Si tratta per la Giunta regionale di un passaggio fondamentale, che si inserisce nel contesto del Progetto di ricerca sul mesotelioma voluto dall'Afeva Onlus, l'associazione familiari vittime amianto e avviato la scorsa estate sotto il coordinamento del professor Giovanni Apolone. Anche da questo punto di vista siamo pronti: entro un paio di settimane verrà presentato al Comitato strategico amianto il piano dell’attività, che diventerà immediatamente operativo”.
Il Progetto mesotelioma, che vede l’azienda ospedaliera di Alessandria come capofila, coinvolge l’Università degli Studi di Torino e in particolare del dipartimento di Oncologia di cui fanno parte gli istituti di ricerca del San Luigi Gonzaga di Orbassano, dell’Ircss di Candiolo e della Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, il Dipartimento di Medicina traslazionale e il Dipartimento di Scienze della salute dell’Università del Piemonte Orientale, l'Istituto di ricerche farmacologiche 'Mario Negri' e l’Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori.



