L'ospedale Santo Spirito perderà anche buona parte dei servizi amministrativi?

L'ex sindaco Giorgio Demezzi lancia l'allarme: 'Serve un'azione decisa da parte dei sindaci del territorio per scongiurare questo progetto'

CAALE MONFERRATO

Dopo aver perso reparti, posti letto, primariati, ora l'ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato perderà anche buona parte dei servizi amministrativi? È quanto avrebbe annunciato la direzione generale dell'Asl Al in un incontro informale con i rappresentanti sindacali, di cui è venuto a conoscenza l'ex sindaco Giorgio Demezzi (foto accanto).

Assai lungo è l'elenco dei servizi che verrebbero chiusi all'ospedale cittadino: Economato ed Economico – Finanziario, che avranno sede a Tortona; Personale che avrà sede ad Acqui e Novi Ligure; Ufficio tecnico/CED che avrà sede ad Alessandria ed Ovada; Comunicazione/URP/Formazione che avrà sede ad Alessandria ed Acqui Terme; Affari generali e Controllo di Gestione, che avranno sede ad Alessandria e Tortona mentre rimarrà a Casale Monferrato la direzione amministrativa dei Presidi.

Commenta Demezzi: “Questo progetto che a breve sarà ufficializzato come "riordino dei servizi amministrativi dell'Asl Al", penalizza sopratutto il nostro Ospedale, un intero piano verrà smantellato e probabilmente una ventina di lavoratori del nostro territorio dovranno andare a lavorare presso altre sedi”.

“Un altro grave colpo per il nostro nosocomio – prosegue Demezzi –. Occorre un intervento deciso per bloccare questo progetto da parte dei sindaci del territorio e sopratutto del sindaco Titti Palazzetti, che fino ad ora ha tenuto un atteggiamento morbido sulle decisioni assai penalizzati della Regione e del direttore generale dell'Asl Al”.

“Poco credibili – conclude Demezzi – sono ormai le promesse della Regione, la mancata istituzione del parto-analgesia mette a rischio anche il punto nascita del nostro Ospedale, che nel 2016 ha effettuato 420 parti, ancora una volta purtroppo al di sotto della soglia limite dei 500 parti all'anno e la cui soppressione avrebbe conseguenze a catena su tanti altri reparti”.

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